Matteo Garrone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Matteo Garrone a Castiglioncello il 21 giugno 2008

Matteo Garrone (Roma, 15 ottobre 1968) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

L'esordio nel documentario[modifica | modifica sorgente]

Figlio del critico teatrale romano Nico Garrone e della fotografa Donatella Rimoldi (figlia dell'attore spezzino degli anni quaranta Adriano Rimoldi), si dedica al cinema fin da giovane: dopo il diploma al liceo artistico nel 1986 lavora come aiuto-operatore, per poi dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Nel 1996 vince il Sacher d'Oro con il cortometraggio Silhouette, che l'anno successivo diventerà uno dei tre episodi del suo primo lungometraggio Terra di mezzo, un collage di tre storie di immigrazione a Roma in cui i confini tra fiction e documentario tendono a sfumare. Lo stesso anno gira con Carlo Cresto-Dina un documentario a New York sul pentecostalismo dal titolo Bienvenido espirito santo.

I primi film[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 gira a Napoli, sempre per Cresto-Dina, il documentario Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni. Con Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata, reduci dal film indipendente Il caricatore, gira Il caso di forza maggiore, tratto da un racconto di Massimo Bontempelli. Dello stesso anno è il suo secondo lungometraggio, Ospiti, che viene premiato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: un'altra storia di emigrazione che conferma l'interesse del regista per il realismo, questa volta più attento all'incertezza esistenziale dei personaggi che alle condizioni sociali. Il film conferma un metodo di lavorazione che Garrone seguirà anche nei suoi film più ambiziosi: troupe ridotta al minimo, riprese in ambienti reali, uso della cinepresa a spalla, del sonoro in presa diretta e di attori non professionisti. Ne deriva un cinema aperto all'improvvisazione, che rifiuta la spettacolarità fine a se stessa per mettersi al servizio della realtà.

La stessa poetica è evidente anche in Estate romana (2000), che pur avvicinandosi più dei precedenti al genere della commedia mantiene uno stile quasi documentaristico: più che alla narrazione, Garrone sembra interessato all'ambientazione unica (una Roma ribaltata da cantieri e palazzi in ristrutturazione poco prima del Giubileo), e all'omaggio alla stagione dei teatri underground degli anni settanta, da cui provengono molti degli interpreti.

La svolta[modifica | modifica sorgente]

Il successo di critica (ma non ancora di pubblico) arriva nel 2002 con L'imbalsamatore, con cui si aggiudica il David di Donatello per la migliore sceneggiatura. Il film segna una svolta nella carriera e nella poetica di Garrone. Grazie al budget più consistente rispetto ai lavori precedenti (la società di produzione è la Fandango di Domenico Procacci che produrrà anche i film successivi), all'attenzione per lo scorrere della realtà si unisce una rigorosa ricerca formale, influenzata dagli studi artistici di Garrone e dai suoi dipinti su tavole. Liberamente ispirato a un fatto di cronaca, L'imbalsamatore ricombina gli elementi del noir in una storia in bilico tra il realismo e astrazione pittorica.

La stessa tensione formale sta alla base di Primo amore (2004), drammatica storia, ancora una volta tratta dalla cronaca, di un uomo ossessionato dalla magrezza femminile e dal desiderio di controllo assoluto sull'essere amato. Il film esaspera le caratteristiche del precedente: la storia è divisa tra la registrazione neutra della realtà (evidente in una delle scene iniziali, interamente realizzata da un'unica inquadratura a cinepresa quasi immobile per oltre tre minuti) e un'elaborazione visiva che tende all'astrattismo. Il film si avvale della collaborazione dello scrittore vicentino Vitaliano Trevisan nel duplice ruolo di attore e sceneggiatore.

Nel 2006 lavora con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso alla sceneggiatura di L'amico dell'uomo, film drammatico ispirato alla vicenda dell'assassino Pietro De Negri, che non sarà realizzato. Lo stesso anno fa un cameo nel film Il Caimano di Nanni Moretti, nel ruolo del direttore della fotografia.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 esce nei cinema italiani Gomorra, tratto dal libro-inchiesta di Roberto Saviano, che consacra definitivamente il regista: il film vince il Grand Prix al Festival di Cannes, oltre che riconoscimenti di miglior film, regia, sceneggiatura, fotografie, interpretazione maschile agli European Film Awards e una nomination al Golden Globe.

Lo stesso anno produce anche Pranzo di ferragosto, esordio del suo sceneggiatore e aiuto-regista Gianni Di Gregorio.

Nel 2012 vince nuovamente il Grand Prix al Festival di Cannes con il film Reality.

Nel 2013 gira uno spot pubblicitario per Bulgari interpretato da Eric Bana.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della ItalianAttori.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Lungometraggi
Cortometraggi
  • Silhouette (1996)
  • Bienvenido espirito santo (1997)
  • Il caso di forza maggiore (1998)
  • Oreste Pipolo, fotografo di matrimoni (1998)
Spot pubblicitari

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Premi e nomination principali[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Una distanza estranea: il cinema di Emanuele Crialese, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino, a cura di Laura Ceretto e Roberto Chiesi, Federazione Italiana Cineforum, Bergamo, 2006.
  • Non solo Gomorra. Tutto il cinema di Matteo Garrone, a cura di Pierpaolo De Sanctis, Domenico Monetti e Luca Pallanch, Edizioni Sabinae, 2008.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 163454776 LCCN: no2009003269 SBN: IT\ICCU\FERV\075067