Impero latino di Costantinopoli

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Impero Latino di Costantinopoli
Impero Latino di Costantinopoli - Stemma
Dati amministrativi
Nome completo Impero di Romania
Nome ufficiale Imperium Romaniae
Lingue ufficiali Greco
Lingue parlate latino, francese, greco
Capitale Costantinopoli
Dipendente da Stati Crociati
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta
Nascita 1204 con Baldovino I
Causa Seconda conquista di Costantinopoli
Fine 1261 con Baldovino II
Causa Riconquista bizantina di Costantinopoli
Territorio e popolazione
Bacino geografico Stretto dei Dardanelli
Territorio originale Grecia
Economia
Commerci con Repubblica di Venezia
Religione e società
Religioni preminenti cristianesimo ortodosso
Religione di Stato cattolicesimo
Impero Latino di Costantinopoli - Mappa
L'Impero Latino con i suoi vassalli (in giallo) e gli stati Greci subentrati all'Impero Bizantino (in rosso) dopo il Trattato di Nymphaion nel 1214. I confini sono molto incerti.
Evoluzione storica
Preceduto da Byzantine Empire Flag (1350 AD).svg Impero bizantino
Succeduto da Byzantine Empire Flag (1350 AD).svg Impero bizantino
La frammentazione dell'impero bizantino dopo il 1204: l'impero latino (rosso), l'impero di Nicea (blu), l'impero di Trebisonda (viola) e il despotato d'Epiro (verde scuro); i confini sono molto incerti, in più è anche rappresentato l'impero bulgaro (verde chiaro).

L'impero latino di Costantinopoli (1204-1261), detto anche Impero latino d'Oriente, fu il risultato della quarta crociata, che i veneziani dirottarono verso il saccheggio e la presa di Costantinopoli. Per la città e per l'impero fu un periodo di grande decadenza, terminato solo con la riscossa dell'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo che riconquistò la capitale.

Tale impero veniva da essi percepito come un Stato cattolico successore dell'impero romano d'Oriente. Baldovino IX, conte delle Fiandre, venne incoronato come primo Imperatore il 16 maggio 1204; al rivale Bonifacio del Monferrato venne affidato il regno di Tessalonica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'Impero Latino, l'Impero di Nicea, l'Impero di Trebisonda e il Despotato d'Epiro (i confini sono molto incerti).
I Balcani e l'Asia Minore nel 1230, l'impero di Bulgaria (verde chiaro), il despotato d'Epiro (verde scuro), l'impero latino (rosa), l'impero di Nicea (grigio), impero di Trebisonda (viola).

L'impero bizantino alla fine del XII secolo si era indebolito, perdendo in sequenza la Serbia, la Croazia, la Dalmazia e la Bulgaria. Le lotte tra il figlio di Isacco Angelo (Alessio) e suo zio Alessio III innescarono conseguenze allora imprevedibili. Dopo essere stato imprigionato col padre Alessio (IV) riuscì a fuggire rivolgendosi a Venezia. In questa città si trovavano concentrate le forze della quarta crociata in attesa di imbarcarsi per la Terrasanta, ma prive dei fondi necessari a pagare il trasporto con le navi veneziane (1202).

Il doge Enrico Dandolo ebbe allora una brillante idea, quella di offrire loro il trasporto in cambio della conquista della città ribelle di Zara, che era uno degli scali sulla rotta di Terrasanta. Essi accettarono, ma il saccheggio e la conquista di una città cattolica suscitò in seguito un'ondata di scandalo nella Cristianità. Innocenzo III scomunicò i veneziani, ma non arrivò a una paradossale scomunica dei crociati, formalmente suoi inviati. A Zara il Dandolo incontrò Alessio di Bisanzio, figlio del detronizzato Isacco, che gli chiese aiuto per rovesciare l'attuale imperatore che usurpava il trono.

La posta era molto allettante e Alessio aggiunse sul piatto una forte ricompensa in denaro e la ricomposizione della Scisma d'Oriente. Fu così che nel 1203 i veneziani e i crociati giunsero a Costantinopoli, rovesciando Alessio III, restaurando Isacco e Alessio IV e prendendo sostanzialmente possesso della città, che fu poi saccheggiata duramente in seguito alle proteste dell'aristocrazia bizantina stanca delle prepotenze e dell'ingerenza occidentale (1204).

L'impero bizantino venne rovesciato e le sue terre vennero spartite tra Baldovino conte di Fiandra, eletto dai crociati "imperatore latino di Costantinopoli", che ne prese un terzo; un altro terzo andò ai vari nobili che avevano preso parte all'impresa; l'ultima parte venne presa dai veneziani, che si appropriarono delle isole greche e dei principali scali navali, assicurandosi il monopolio dei traffici nel Mediterraneo orientale a discapito dei rivali genovesi. I crociati non erano né interessati né in grado di costituire una vera e propria compagine statale come neppure uno stato sul modello feudale. I nobili bizantini si erano rifugiati ai confini dell'ex-impero, dove si organizzarono in piccoli stati (Nicea, Trebisonda, etc.), meditando la rivincita.

Papa Innocenzo III fu imbarazzato dal prezzo che era costata la ricomposizione dello scisma e ben presto ci si dovette accorgere che in realtà la frattura tra latini e ortodossi era invece profonda più che mai. Dopo pochi decenni Giovanni III Vatatze si alleò con i genovesi per fare piazza pulita dei rivali, arrivando ad impadronirsi di tutte le province orientali e poi di Tessalonica (1246). Nel 1261 Michele VIII Paleologo sconfisse Baldovino II grazie all'appoggio di Genova, che guadagnò una posizione di preminenza nel Levante. La nuova dinastia tentò di ricucire i rapporti diplomatici tra Oriente e Occidente, ma l'impero era ormai duramente provato dalla rapace dominazione latina.

Il titolo di Imperatore latino[modifica | modifica sorgente]

Il nome latino dell'imperatore era Imperator Romaniae, o Imperatore di Romània. Questo nome, che all'incirca significa "terra romana", non ha niente a che vedere con l'attuale e omonima nazione; piuttosto, era la forma latina del titolo del cosiddetto Imperatore bizantino, che l'Imperatore latino sperava di rimpiazzare. L'Impero bizantino non venne infatti mai definito come tale nel corso della sua esistenza: tale definizione è di natura storiografica a posteriori, infatti il titolo dell'Imperatore era Basileos Rhomaion, ovvero Imperatore dei Romani, per via della diretta continuità con l'Impero Romano dopo la suddivisione tra Oriente e Occidente del 395. L'Impero latino avanzò pretese su tutti i territori controllati dall'Impero bizantino fin dal momento in cui Costantinopoli venne conquistata ed esercitò il controllo su parte della Grecia (gli Stati Crociati: il Regno di Tessalonica, il Principato d'Acaia, il Ducato di Atene).

Gran parte del territorio rimase però nelle mani degli stati rivali guidati dagli aristocratici dell'ex-Impero, come il Despotato d'Epiro, l'Impero di Nicea, e l'Impero di Trebisonda, anche se i parenti di Baldovino, conte delle Fiandre, combatterono lungamente per assicurarsene il dominio. L'Impero latino ebbe termine il 25 luglio 1261, quando Michele VIII Paleologo riprese Costantinopoli, deponendo l'ultimo Imperatore, Baldovino II.

Per circa un secolo a seguire gli eredi di Baldovino II continuarono comunque ad usare il titolo di Imperatore di Costantinopoli e vennero formalmente considerati dai sovrani occidentali come i legittimi sovrani dei restanti Stati Latini dell'Egeo, fino alla ripresa dei suddetti territori da parte della dinastia dei Paleologi (che dedicarono maggiore priorità alla riconquista delle province elleniche, condannando quelle anatoliche ad una precoce sottomissione agli Ottomani).

Imperatori latini di Costantinopoli, 1204-1261[modifica | modifica sorgente]

Imperatori latini di Costantinopoli (titolari), 1261-1383[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]