Sainte-Chapelle

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Coordinate: 48°51′20″N 2°20′41″E / 48.85556°N 2.34472°E / 48.85556; 2.34472

Sainte-Chapelle
Sainte-Chapelle
Stato Francia Francia
Regione France moderne.svgÎle-de-France
Località Grandes armes de la ville de Paris.svgParigi
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Parigi
Stile architettonico Gotico
Inizio costruzione 1246
Completamento 1248
Sito web Sito ufficiale

La Sainte-Chapelle è la cappella palatina del medievale palazzo dei Re di Francia che si trovava nell'Île de la Cité nel cuore di Parigi. Venne costruita per volere del re Luigi IX, per custodirvi le preziose reliquie della Corona di spine. È considerato uno dei massimi capolavori dell'architettura gotica.

Indice

Storia e architettura [modifica]

La Cappella inferiore
La sfavillante Cappella superiore
le preziose vetrate duecentesche con le Storie della Bibbia.
il Rosone gotico-fiammeggiante della controfacciata

La costruzione della cappella fu approvata nel 1241, venne iniziata nel 1246 e venne rapidamente portata a termine: infatti fu consacrata già il 26 aprile 1248. La decisione della costruzione si deve al devotissimo re Luigi IX di Francia, che la volle come cappella del palazzo reale e reliquiario[1]. Il palazzo, tuttavia, divenne in seguito sede del Parlamento di Parigi e distrutto da vari incendi e in seguito più volte ricostruito e ristrutturato. Ora la Sainte-Chapelle è circondata dal Palazzo di Giustizia di Parigi, che perpetua una delle funzioni del palazzo reale, che ospitava anche il letto di giustizia dove importanti aristocratici peroravano le loro cause di fronte al re.

La Sainte-Chapelle era stata eretta per accogliere le importanti reliquie della Corona di spine di Gesù. Infatti, il devoto re Luigi IX di Francia portò la preziosa reliquia della Passione a Parigi nell'agosto del 1239, avuta dall'Imperatore Latino di Costantinopoli, Baldovino II, come pegno per un ingente prestito in denaro. La corona di spine costò la somma di centotrentacinquemila lire tornesi. Per paragone, l'intera costruzione della Sainte-Chapelle costò quarantamila lire tornesi.

Furono poi aggiunti un pezzo della Vera Croce e altre reliquie. In tal modo la cappella, secondo il programma stabilito da re Luigi, divenne un prezioso reliquiario. Allo stesso tempo, rivela quali fossero le ambizioni politiche e culturali di Luigi, diventare il principale monarca dell'Occidente cristiano; quando il trono di Costantinopoli era occupato da un semplice Conte di Fiandra e il Sacro Romano Impero era in profonda crisi. Come l'imperatore poteva passare dall'interno dei suoi palazzi alla Hagia Sophia a Costantinopoli, così ora Luigi IX poteva accedere direttamente dal suo palazzo alla Sainte-Chapelle.

Il re fu successivamente nominato santo dalla Chiesa cattolica e per questo è anche chiamato Luigi il Santo.


Negli archivi relativi alla costruzione della cappella non è menzionato nessun architetto. Tuttavia una tradizione risalente al XVI secolo indica il nome di Pierre de Montreuil, già autore del nuovo coro della Basilica di Saint-Denis, del completamento della facciata della Cattedrale di Notre-Dame e che, morto nel 1267, ebbe una sepoltura, oggi non più esistente, nella cappella della Vergine dell'Abbazia di Saint-Germain-des-Prés a Parigi che egli avrebbe costruito[2].

L'edificio presenta una pianta rettangolare e si sviluppa su due livelli. In basso, a pianterreno, si apre la Cappella inferiore, che era destinata al popolo; e sopra, s'innalza la Cappella superiore, destinata alla famiglia reale, a cui originariamente si accedeva solo con strette scale a chiocciola. La stretta facciata è serata fra le due torretti scalari che terminano con due guglie ornate dalle corone di spine. Divisa in tre livelli presenta un profondo portico al pianterrreno, sormontato da loggia, alla quale segue il grande rosone gotico-fiammeggiante del '400.

La Cappella inferiore, alta meno di 7 metri, presenta una navata centrale divisa da esili colonnine da due strette laterali. Le pareti sono decorate da una parasta gotica di archi, trilobi e colonnine; il soffitto è chiuso da grandi volte a crociera. Tuttavia l'interno risulta sovraccaricato dalla ridondante decorazione pittorica ottocentesca.

La Cappella superiore è un miraggio di eleganza e leggerezza, dove le finissime pareti, ridotte all'ossatura dei contrafforti lasciano immensi squarci vuoti riempiti dallo straordinario ciclo delle preziose vetrate duecentesche, l'elemento più famoso della cappella. Più che un'opera architettonica sembra essere una d'oreficeria, dove la struttura muraria appare come una delicata cornice alle vetrate istoriate. Le grandi vetrate si compongono di complesse figurazioni che seguono un preciso programma iconografico incentrato sulle storie della Bibbia. Il ciclo venne completato nel XV secolo con l'aggiunta del rosone, recante le scene dell'Apocalisse.


Durante la Rivoluzione francese la cappella fu trasformata in un ufficio amministrativo e le finestre oscurate da enormi schedari. La loro bellezza fu così inavvertitamente salvata dai vandalismi che invece distrussero i banchi del coro, devastarono lo schermo protettivo del crocifisso, abbatterono la guglia e dispersero le reliquie. Nel XIX secolo Viollet-le-Duc restaurò la Sainte-Chapelle: l'attuale guglia è un suo progetto.

La Sainte-Chapelle è monumento storico nazionale dal 1862.

Attualmente sconsacrata, costituisce spesso lo sfondo suggestivo per concerti e rassegne musicali, le preziose reliquie oggi sono conservate nella Cattedrale di Notre-Dame.

Note [modifica]

  1. ^ Del resto l'etimologia stessa del termine "cappella" rimanda ad una reliquia: la "capa" di San Martino conservata dai re merovingi: vd. J.M. Leniaud, F. Perrot, La Sainte Chapelle, Nathan, Paris, 1991.
  2. ^ J.M. Leniaud, F. Perrot, La Sainte Chapelle, Nathan, Paris, 1991.

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