Baldovino II di Costantinopoli

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Baldovino II.
Blasone De Courtenay
Stemma dell'Impero latino.

Baldovino II di Costantinopoli (in francese Baudouin II de Courtenay) (Costantinopoli, dicembre 1217Napoli, ottobre 1273) fu l'ultimo imperatore latino dal 1228 fino al 26 luglio 1261, anno in cui i bizantini riconquistarono Costantinopoli.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Baldovino era figlio quartogenito di Pietro II di Courtenay e di Yolanda, sorella dei primi due imperatori, Baldovino I e Enrico. Il padre di Baldovino, fu il terzo imperatore latino, alla sua morte salì al trono il figlio Roberto di Courtenay, che morì nel 1228 la successione passò così a Baldovino, che era ancora un ragazzo, visto che aveva undici anni.

I baroni scelsero Giovanni di Brienne (rivendicatore del titolo di re di Gerusalemme) come reggente di Baldovino II, ma egli avrebbe svolto questo compito fino a quando sarebbe morto; Baldovino divenne unico imperatore quando compì vent'anni. Egli sposò Maria di Brienne, figlia di Giovanni, dopo la morte di questa, sposò nel 1234 Berenguela di Leon, vedova di Giovanni, in questo modo intensificava il suo potere.

Baldovino ereditava una situazione difficile, l'impero latino non aveva fatto altro che ridimensionarsi dopo la morte di Baldovino I, primo imperatore latino, Costantinopoli era minacciata dai niceani, bulgari e epirioti. Baldovino II si trovava a governare sulla quasi sola Costantinopoli. La situazione finanziaria dello stato latino, era disperata, se questo stato rimaneva in vita era solamente grazie ai tributi che riceveva in aiuto dagli altri stati europei e dall'aiuto navale della Repubblica di Venezia. Nel 1236 Baldovino andò in Occidente, sì recò a Roma, in Francia e nelle Fiandre, cercando di raccogliere denaro e uomini per recuperare il territorio perduto dai suoi predecessori. Nel 1237 Baldovino vendette la reliquia della corona di spine a un mercante veneziano, ricavandone 13.134 monete d'oro.

I suoi sforzi ebbero successo e nel 1240 tornò a Costantinopoli (attraverso la Germania e l'Ungheria) a capo di un esercito. I suoi tentativi,tuttavia, furono fallimentari e così nel 1245 compì nuovamente un nuovo viaggio in Occidente, prima in Italia e poi in Francia, dove trascorse due anni alla ricerca di soccorsi nominando reggenti la moglie, L'imperatrice Maria, e Filippo di Toucy.

Nel 1249 fu a Damietta da Luigi IX di Francia, dove ricevette molto denaro in cambio di reliquie, ma nonostante ciò fu costretto a richiedere nuovi prestiti presso i mercanti veneziani i quali lo costrinsero ad inviare presso di loro suo figlio, Filippo di Courtenay, come pegno finché il padre non avesse pagato. Filippo fu poi rilasciato quando Alfonso X di Castiglia pagò i debiti di Baldovino.

Il suo regno vide la decadenza dell'Impero Latino ormai ridotto alla sola capitale Costantinopoli la cui popolazione era scesa a meno di 35.000 persone mentre dai Balcani e dall'Anatolia i Bizantini dell'Impero di Nicea si preparavano alla riconquista degli ultimi territori in mano ai Latini. I Bizantini tentarono un primo assalto nel 1260, che fu respinto da Baldovino II solo grazie all'aiuto veneziano; fu stipulata quindi una tregua.

Pochi mesi dopo, tuttavia, nella notte tra il 25 e il 26 luglio 1261 il generale bizantino Alessio Strategopulo, approfittando del fatto che la guarnigione della capitale e la marina veneziana fosse lontana dalla città ad assediare un forte sulla costa del Mar Nero, riconquistò Costantinopoli.

Gli Ultimi Anni[modifica | modifica sorgente]

Baldovino non poté reagire all'assalto dei Niceani e fu costretto a cercare scampo nella fuga, insieme alla famiglia e alla corte, su di una nave veneziana: finiva così l'impero latino d'oriente. Baldovino II riuscì a raggiungere Negroponte e, fatta tappa ad Atene e in Puglia, infine arrivò in Francia. In Francia e presso i paesi europei continuò ad essere considerato come il legittimo imperatore titolare cercando di ottenere aiuti per riconquistare Costantinopoli ma senza molto successo.

Nel 1267 si recò in sud Italia, presso la corte di Carlo d'Angiò, dove nel maggio dello stesso anno Baldovino firmò il trattato di Viterbo con cui Carlo si sarebbe impegnato ad armare un esercito e una marina allo scopo di restaurare l'imperatore ma la riconciliazione prima del Basileus bizantino Michele VIII con la Chiesa Cattolica fece fallire il progetto. In seguito a ciò L'Imperatore e il figlio Filippo vissero stabilmente presso la corte di Carlo d'Angiò. Nell'ottobre 1273, Filippo, il figlio di Baldovino sposava Filippa Beatrice, figlia di Carlo: le nozze furono celebrate a Foggia.

Pochi giorni dopo Baldovino morì a Barletta come tramandato da una pergamena scritta da Carlo I d'Angiò a Maroldo de Curtesio di Barletta la quale recita:

« “Fidelitati tue precipiendo mandamus quatenus Philippo de Sancta Cruce milite etc. ad ipsius requisitionem de marmoribus Curie que penes te sunt in quantitate sufficienti pro faciendo fieri sepulcro quodam in Barulo, ubi corpus Balduini quondam imperatoris Costantinopolitani clare memorie recordatur debeas assignare. In simili forma scriptum est magistro Iurato Syponti novelli de assignandis eidem Philippo de marmoribus quondam Manfredi Malette dicti Comitis Camerarii existentibus in Syponto” »

.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Miniero Riccio Il Regno di Carlo I d’Angiò 1274 – 1283, Firenze 1875

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968, ISBN 88-06-17362-6.
  • Antonio Carile, Per una storia dell'impero latino di Costantinopoli: 1204-1261, Patron, Bologna 1972
Predecessore Imperatore dell'Impero latino Successore Blason Empire Latin de Constantinople.svg
Giovanni di Brienne reggente 1228-1273
dal 1261 titolare
Filippo di Courtenay
(titolare)