Specie naturalizzata

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Mappa della progressiva espansione della Tortora dal collare in Europa nel corso del XX secolo
Una nutria, specie sudamericana naturalizzata in Italia

Si definisce specie naturalizzata o specie spontaneizzata (nel caso di vegetali) una specie, animale o vegetale, originaria di regioni diverse da quella di riferimento e che, successivamente, è immigrata, in modo spontaneo o per cause dovute all'uomo, stabilendo popolazioni e autosostenendosi riproduttivamente nel nuovo areale.

Il caso Australia[modifica | modifica sorgente]

Tali migrazioni possono determinare cambiamenti molto rilevanti all'habitat originale: un esempio emblematico è quello dell'Australia. Rimasta isolata dal resto del mondo sia geograficamente che quindi anche dal punto di vista evolutivo, si trovò improvvisamente sommersa da nuove specie, introdotte dai colonizzatori occidentali e più competitive rispetto a quelle indigene: cani, gatti, conigli, e volpi.

L'impatto con le specie autoctone fu devastante; i nuovi arrivati non trovarono predatori naturali competitivi e si svilupparono in maniera esponenziale. Il coniglio, introdotto il 25 dicembre 1859 in soli 13 esemplari, si riprodusse così velocemente che negli anni '50 del XX secolo si stima raggiunse la punta massima di un miliardo di capi.

Anche il rozzo tentativo di introdurre la volpe, suo predatore naturale, non migliorò, anzi peggiorò la situazione in quanto essa si rivolgeva a prede più facili di quanto non fosse il coniglio. A causa di tutto questo molte specie indigene subirono gravi danni se non l'estinzione.

Il canale di Suez[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Migrazione lessepsiana.

Il canale di Suez, mettendo a contatto due mari, il Mediterraneo e il mar Rosso che in condizioni normali non comunicano, ha permesso lo scambio di flora e fauna nell'una e nell'altra direzione, scambio che prende il nome di migrazione lessepsiana.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Specie invasive in Italia.

La fauna e la flora italiana è ricca di animali e piante introdotti più o meno volontariamente a partire dall'antichità; se l'introduzione è molto antica è talora molto difficile capire se la specie è indigena o meno.

Piante

Alcune piante che da secoli fanno ormai parte del paesaggio italiano sono specie naturalizzate: il pino domestico, l'olivo, il cipresso. Gran parte delle erbe infestanti tipiche dei campi di grano sono state introdotte assieme al grano stesso, migliaia di anni fa dalle regioni del Medio Oriente di cui è originario il cereale e prendono per questo il nome di archeofite. Questo è il caso dei vari papaveri, del fiordaliso e di molte graminacee. Inoltre sono naturalizzate alcune piante forestali che sono state introdotte negli ultimi tre secoli e poi si sono diffuse rapidamente, come la robinia, l' ailanto, il prugnolo americano ed il pino nero. In alcuni casi esse tendono a sostituire, in ambienti già degradati dall'uomo, la vegetazione naturale, comportandosi come specie invasive, rendendo a volte necessaria una lotta contro la loro diffusione. In ogni caso non è bene generalizzare, in quanto il concetto di "specie invasiva" va valutato caso per caso, in quanto non sempre tali specie danneggiano la vegetazione autoctona: in alcuni ambienti non degradati sia l'ailanto, sia la robinia sono presenti senza essere invasivi e possono essere considerati alla stregua di altre essenze introdotte e naturalizzate senza traumi[1]; d'altro canto esistono casi in cui anche ambienti integri sono danneggiati da specie naturalizzate; è il caso della robinia in alcuni boschi ripari. Eventuali lotte contro tali specie devono essere intraprese quindo solo dopo una attenta valutazione dei reali danni.

Alcune piante naturalizzate.

Animali

Tra gli animali un caso di introduzione massiccia di specie aliene è quello dei pesci d'acqua dolce, la cui fauna originaria è stata completamente snaturata in gran parte dei corsi e gli specchi d'acqua nazionali attraverso l'introduzione di pesci provenienti da quasi tutto il mondo. Questo è il caso, ad esempio, della carpa, presente su tutto il territorio nazionale ed introdotta probabilmente al tempo dell'Impero Romano.

Alcuni animali naturalizzati

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nuovo giornale botanico italiano, edito dalla Società botanica italiana, 1950 (pagina 379), da cui si cita: "È ormai così largamente naturalizzata a Roma e dintorni, da dover esser considerata come entità integrante della flora italiana"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]