Sphagnum

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Sphagnum
Sphagnum sp.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Bryophyta
Classe Sphagnopsida
Sottoclasse Sphagnidae
Ordine Sphagnales
Famiglia Sphagnaceae
Dumort., 1829
Genere Sphagnum
L., 1753

Lo sfagno (Sphagnum) è un genere di muschio estremamente leggero e permeabile. È l'unico genere della famiglia delle Sphagnaceae.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Lo sfagno è costituito da un fusticino, in cui risultano una zona centrale incolore, il midollo, una intermedia ed una corticale di cellule morte ad eminente funzione assorbente; l'asse principale e le ramificazioni sono rivestite da minutissime foglioline, disposte su tre file, quasi scolorite, per la presenza di grandi cellule ialine dette leucocisti, vuote, incluse in un fine graticcio di piccolissime cellule viventi, dotate di protoplasma e di clorofilla, dette clorocisti.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Tale struttura determina un vero e proprio tessuto acquifero, per cui i numerosi individui che costituiscono le colonie di sfagni, agiscono come una spugna, assorbendo e trattenendo l'umidità. Con l'invecchiamento, le parti inferiori dei loro piccoli cauli muoiono e marciscono ed i rami giovani si moltiplicano vegetativamente, dando origine a nuovi individui: così, lentamente ma incessantemente, queste piantine si sviluppano in estensioni sempre maggiori, spesso distese di vari chilometri quadrati, come ad esempio in Irlanda e nell'Europa centro-settentrionale.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

In estate, tra i ciuffi dei rami superiori spiccano, di colore bruno e sorrette da un breve pseudopodio, le capsule, sferette da cui esplodono le spore, risultato dell'attività sessuale degli sfagni; germinando in un protonema, provvedono esse pure a diffonderli.

Per la loro grande capacità di ritenzione idrica, tutte le specie del genere Sphagnum sono adatte alla preparazione di substrati, quantunque alcune siano migliori come lo Sphagnum papillosum, lo Sphagnum palustre e lo Sphagnum squarrosum.

Lo sfagno essiccato all'aria trova impiego come componente fondamentale nei terricci per la coltivazione di Orchidaceae, Bromeliaceae, Platycerium e altre piante epifite e nel radicamento delle talee.

Lo sfagno verde, invece, si utilizza per guarnire i sostegni di piante volubili munite di radici aeree, appartenenti alla famiglia delle Araceae; nonché come substrato ottimale della maggior parte delle piante carnivore.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Comprende le seguenti specie (elenco parziale):

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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