San Venerio
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San Venerio (Palmaria, 560 circa – 630) è stato un monaco eremita italiano venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Nato nell'isola di Palmaria è il patrono del golfo della Spezia e, dal 1961, il protettore dei fanalisti d'Italia, ovvero coloro i quali si occupano del funzionamento dei fari marittimi.
Venerio fu un monaco eremita nel cenobio un tempo esistente sull'isola del Tino, isola dell'arcipelago spezzino di cui fanno parte anche l'isolotto del Tinetto e l'isola Palmaria. Morì nel 630 e in sua memoria sulla sua tomba fu costruito dapprima un piccolo santuario (VII secolo) e più tardi un monastero benedettino (XI secolo).
[modifica] Il culto
San Venerio fu santo patrono della città di Luni. Quando questa fu abbandonata, in seguito ai saccheggi subiti nel IX secolo da Saraceni e Normanni, nel X secolo la sede vescovile fu trasferita a Sarzana, mentre le reliquie del santo furono invece traslate a Reggio Emilia, dove divenne patrono della città insieme a san Prospero e ai santi Grisante e Daria. In epoca più recente le reliquie sono ritornate sull'isola del Tino, nella diocesi della Spezia, con una solenne cerimonia.
[modifica] Ricorrenza
San Venerio è festeggiato il 13 settembre: in questa ricorrenza alla Spezia si svolge una processione in mare che prevede il trasferimento della statua del santo dalla Spezia all'isola del Tino. Successivamente viene impartita anche la benedizione alle imbarcazioni. Poiché il territorio dell'isola è interamente dichiarato Zona Militare, fino a poco tempo fa questa giornata era l'unica occasione per poterla visitare.
[modifica] Leggende
Una leggenda devozionale vuole che in una circostanza il santo mettesse in fuga un mostruoso esemplare di pesce dragone che terrorizzava i marinai nel Mediterraneo. Gli si attribuisce anche l'allestimento di una rudimentale vela per il salvataggio di alcuni naufraghi e si dice inoltre che guidasse i marinai nella giusta direzione accendendo dei fuochi al calare dell'oscurità.

