I cannoni di Navarone

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I cannoni di Navarone
I cannoni di Navarone.png
David Niven e Gregory Peck in una scena del film
Titolo originale The Guns of Navarone
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1961
Durata 158 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere guerra, avventura
Regia J. Lee Thompson
Soggetto Alistair MacLean
Fotografia Oswald Morris
Montaggio Alan Osbiston
Musiche Dimitri Tiomkin
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

I cannoni di Navarone (The Guns of Navarone) è un film del 1961 diretto da J. Lee Thompson, subentrato ad Alexander Mackendrick a meno di una settimana dall'inizio delle riprese.[1] La sceneggiatura è tratta dall'omonimo romanzo di Alistair MacLean.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Siamo negli anni della seconda guerra mondiale: il comandante Jensen, della Marina Inglese, è alle prese con una missione all'apparenza impossibile: evacuare una divisione della fanteria inglese dall'isola greca di Keros prima che le forze naziste nel settore la annientino. La difficoltà della liberazione sta nel fatto che lo stretto che occorre superare per raggiungere l'isola di Keros è sorvegliato da una potentissima batteria di cannoni, piazzati nella vicina isola di Navarone e a nulla è valso il tentativo della RAF di spazzarli via con l'aviazione.

Jensen arruola sotto consiglio del Maggiore Roy Franklin, ideatore del piano, il capitano Keith Mallory e Andrea Stavrou, colonnello del disciolto esercito greco. I due hanno alle spalle una stretta collaborazione in fatto di guerriglia nel territorio greco, ma a causa di un errore tattico che costò la vita all'intera famiglia di Stavrou, egli stesso giurò a Mallory che avrebbe consumato la sua vendetta a guerra finita e l'amico Franklin trattiene per la missione Mallory, ignaro della promessa di Stavrou.

La missione prevede che il reparto di commando, comprendente anche Spyros Pappadimos, un malavitoso americano oriundo greco, 'Butcher' Brown, soldato inglese con esperienza di guerra oltre le linee nemiche e il caporale John Anthony Miller, un professore di chimica esperto di esplosivi, sbarchi sull'isola arrampicandosi lungo una parete rocciosa non difesa dal nemico tedesco, penetri nella fortezza dove si trovano i cannoni, mini gli stessi, li faccia esplodere e quindi ripieghi in fuga.

Il gruppo si mette in viaggio mimetizzandosi su un barcone peschereccio, ma già nel tragitto di avvicinamento a Navarone una motovedetta tedesca si avvicina, consapevole di aver abbordato un mezzo sospetto. Di lì nasce una colluttazione che porta al primo scontro a fuoco e all'annientamento del reparto tedesco. Gli uomini del Maggiore Franklin sanno ormai di esser scoperti, ma la missione continua.

L'arrivo a Navarone avviene nel bel mezzo della tempesta e nonostante l'imbarcazione non resista, l'equipaggio riesce a raggiungere la scogliera e trarsi in salvo con le attrezzature. Nella scalata alla parete rocciosa il Maggiore Franklin si rompe una gamba e costringe gli altri a rallentare il congiungimento con alcuni partigiani greci del villaggio di Mandrakos.

Arrivati a destinazione il gruppo incontra Maria Pappadimos e Anna, le due partigiane incaricate di aiutarli. Maria è sorella di Spyros che fu mandato negli Stati Uniti per sfuggire alla guerra. Franklin, conscio di essere un peso, tenta il suicidio ma viene fermato dal capitano Mallory, che gli fa credere che la loro missione sia conclusa, perché l'esercito inglese avrebbe tentato lo sbarco in un altro punto dell'isola. Nel raggiungere la fortezza, il gruppo viene sorpreso più volte da pattuglie nemiche, fino ad essere catturato. Il gruppo riesce a liberarsi, lasciando Franklin alle cure dei tedeschi in qualità di prigioniero.

Una volta raggiunta la fortezza, Miller denuncia il sabotaggio degli inneschi e deduce la presenza di un traditore: la giovane partigiana Anna, a suo tempo catturata dai nazisti, temendo le torture aveva collaborato diventando una spia dei tedeschi. La sua compagna Maria, in un impeto d'ira la fredda sul colpo. Nonostante tutto, Mallory e Miller riescono a penetrare nella fortezza, soprattutto grazie allo stratagemma pensato da Mallory e alla "falsa" confessione di Franklin che fa in modo di mobilitare la gran parte della guarnigione tedesca a difesa della costa. Miller mina i cannoni e si tuffa in mare con Mallory, dove si ricongiungeranno con Stavrou e Maria, mentre Pappadimos e Brown perderanno la vita durante le operazioni sull'isola.

I cannoni vengono fatti esplodere e la flotta inglese può transitare incolume lo stretto di Navarone per recuperare i soldati di Keros.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è ambientato in Grecia nelle isole dell'Egeo ed è ispirato agli avvenimenti della battaglia di Lero. Girato nell'isola di Rodi. Parte degli esterni fu girata alle Isole Tremiti, per la loro somiglianza con quelle della Grecia. [2] Alcune scene finali del film vennero girate sulla scogliera nella parte Occidentale dell'Isola del Tino, nel Mar Ligure, in provincia di La Spezia.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Cannoni di Navarone - Recensione Blu-ray, Silenzio-In-Sala.com. URL consultato il 14 ottobre 2011.
  2. ^ Scheda relativa al film da Apulia film commission.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]