San Terenzo

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San Terenzo
frazione
Vista di San Terenzo da Lerici
Vista di San Terenzo da Lerici
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia della Spezia-Stemma.png La Spezia
Comune Lerici-Stemma.png Lerici
Territorio
Coordinate 44°05′00″N 9°55′00″E / 44.083333°N 9.916667°E44.083333; 9.916667 (San Terenzo)Coordinate: 44°05′00″N 9°55′00″E / 44.083333°N 9.916667°E44.083333; 9.916667 (San Terenzo)
Altitudine 3 - 25 m s.l.m.
Abitanti 2 500
Altre informazioni
Cod. postale 19036
Prefisso 0187
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti santerenzini
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Terenzo

San Terenzo è una frazione del comune di Lerici (SP).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il fronte a mare di San Terenzo
Il castello

Esisteva come paese indipendente già nel Medioevo: borgo di pescatori e marinai, era dedito anche ai traffici del vino e dell'olio e vi aveva sede, fra l'altro, un ospitale; il nome era Portiolo (probabilmente significava "porto dell'olio" oppure piccolo porto)[1]; secondo la leggenda, vi approdò il monaco Terenzio che intendeva recarsi a Roma in pellegrinaggio. Poco lontano il monaco fu assassinato dai briganti e i paesi della zona si contesero il diritto di trattenere la salma. Per dirimere la questione fu deciso di mettere la salma su un carro trainato da buoi e, laddove i buoi si sarebbero fermati esausti, lì sarebbe stato seppellito Terenzio: ciò avvenne in corrispondenza dell'attuale paese di San Terenzo ai monti in provincia di Massa. Un dipinto nella chiesa parrocchiale immortala lo sbarco del monaco. Diversi toponimi della zona ricordano il tempo delle Crociate: in particolare la tomba del crociato e lo scoglio di Orlando (che, secondo la leggenda, fu spezzato in due dalla furia del cavaliere).

All'estremità occidentale del paese sorge un fortilizio quadrangolare del tardo Medioevo, detto il Castello che fu costruito dagli abitanti del paese. La chiesa parrocchiale, dedicata alla Natività di Maria Vergine, fu costruita intorno al XVII secolo sui resti di un'altra precedente; contiene un bassorilievo di Domenico Gare la "tavola della Madonna dell'Arena" del XV secolo, così chiamata perché rinvenuta sulla spiaggia ("arena") dopo una forte mareggiata, e perciò tuttora oggetto di culto e di festa ogni 8 settembre.

Risorgimento[modifica | modifica wikitesto]

Durante il risorgimento numerosi abitanti si distinsero per il loro patriottismo, soprattutto in relazione alle imprese garibaldine Sulla barca del patriota Paolo Azzarini di S.Terenzo, denominata "Madonna dell'Arena", Garibaldi sfuggi all'inseguimento delle truppe austriache dopo la caduta della Repubblica Romana: salpati da Follonica, sbarcarono a Portovenere il 5 settembre 1849. Sul lungomare santerenzino una lapide riporta le sue parole di ringraziamento: "Il padrone Paolo Azzarini che la fortuna mi ha fatto incontrare sulla terra italiana dominata da Tedeschi m'ha trasportato su questa d'asilo e di salvamento, trattandomi egregiamente e senza interesse".

Tra le camicie rosse che l'11 maggio 1860 sbarcarono a Marsala[2] figurano anche i santerenzini Luigi Andreotti, Giovanni Battista Monteverde e Onesto Faccini.[3]

La locale cooperativa di Consumo, fondata nel 1898, conserva una lettera autografa di Giuseppe Garibaldi nella quale l'eroe comunica di avere accettato volentieri la nomina a Presidente onorario della società.

Secolo XX e XXI[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 1922, nel cuore della notte, un fulmine colpì la polveriera che era ospitata nel forte Falconara, sovrastante San Terenzo, e provocandone lo scoppio: il paese, che contava allora 2083 abitanti, pagò un tributo altissimo di vittime e venne quasi completamente distrutto (un monumento ricorda le numerose vittime, sia militari che civili, del disastro)[4].

Dotato di una spiaggia attrezzata, è stata sistemata una passeggiata a ponente, sotto le balze rocciose e la torre del Castello intitolata a Mary e Percy Shelley, e la passeggiata "da castello a castello" che collega i due paesi di Lerici e San Terenzo.

San Terenzo è una delle tredici borgate marinare che ogni anno partecipano al Palio del Golfo, che nel 1945 venne svolto proprio a San terenzio causa i danni bellici della zona di La Spezia.

Il Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di San Terenzo si erge su uno sperone roccioso all'estremità occidentale della baia che chiude lo specchio d'acqua antistante il paese. Fu costruito dai paesani attorno al 1400[5]: si tramanda che sia stato costruito come bastione di difesa contro le incursioni dei pirati saraceni, e per questo la grotta che si apre nel promontorio roccioso sul quale sorge il castello è detta "Tana dei Turchi".

Villa Marigola[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Marigola.

Situata sul lussureggiante poggio che domina la baia di San Terenzo e la spiaggia della Venere Azzurra, seminascosta da un fitto bosco di lecci, Villa Marigola, attualmente di proprietà della Cassa di Risparmio della Spezia, ospita convegni e attività culturali di alto livello.

Il primo edificio fu costruito nella seconda metà del secolo XVIII dai marchesi Ollandini come casa di villeggiatura e si affacciava sulla grande terrazza che accoglieva all'uso ligure il "giardino degli agrumi". Tutto attorno il fondo agricolo scendeva con declivi coltivati a viti e olivi fino alla spiaggia e alla scogliera.
Nel corso dell'Ottocento con il diffondersi dei giardini all'inglese, una vasta superficie dell'area verde di Marigola fu trasformata nel parco romantico, percorso da sentieri che si intersecano e terminano improvvisamente in balconi e finestre naturali, aperte alla vista sui castelli di Lerici e di San Terenzo, su Portovenere e l'isola Palmaria.
Inizia ad essere prescelta come meta per il soggiorno di molti personaggi famosi: ceduta all'ammiraglio inglese Sir Reginald Pearce nel 1888, nei primi anni del Novecento diviene proprietà dei marchesi Magni Griffi che vi ospitarono l'imperatrice di Germania.

La fisionomia attuale della villa e del giardino risale al 1926 quando l'armatore lericino G.B.Bibolini affida l'ampliamento della villa e del giardino a Ettore Cozzani e all'architetto Franco Oliva. Particolarmente pregevole per la qualità e la quantità di piante che vi si trovano è il giardino, unico esempio nello Spezzino di giardino all'italiana, sul cui limitare lo sguardo può spaziare sullo splendido panorama del Golfo dei Poeti.

Villa Magni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Magni.
Percy Bysshe Shelley

Villa Magni è nota per essere stata residenza, dall'aprile al settembre 1822, di Percy Bysshe Shelley.

Originariamente era un convento di frati, che coltivavano l'attiguo parco ad orto, approfittando della presenza di un pozzo di acqua dolce pur essendo a pochi passi dal mare. In seguito fu acquistata da un ricco paesano di nome Ollandini, che fu detto "il pazzo" in quanto, per gusti personali, fece tagliare tutti gli ulivi presenti nella proprietà ed al loro posto fece piantare altri alberi più tipici del nord Europa. Forse proprio per questo aspetto fu scelta da Shelley come sua residenza, nelle vicinanze di Lerici ove già risiedeva il suo amico Byron. Al centro del prato adiacente, facente parte del parco della villa, c'era un piccolo altare in travertino al di sotto del quale si narra Shelley avesse sepolto il suo cane.

Meta di artisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il borgo attira l'attenzione degli artisti romantici inglesi già dagli inizi dell'Ottocento: Villa Magni, la bianca casa con architettura ad arcate affacciata sul mare, già monastero dei Padri Barnabiti (risalente al XVI secolo), fu abitata da aprile a settembre 1822 da Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley con il loro figlioletto Percy Florence, quando l'immobile era di proprietà dei marchesi Ollandini.
"Una casa antica, rozza, coi piedi nel mare, con le spalle difese da un monte sempre verde di pini e di lecci, con un terrazzo e un portichetto che conduce al mare. Più nave che casa" : così era villa Magni all'epoca in cui gli Shelley vissero in San Terenzo, secondo la descrizione fatta da Paolo Mantegazza.
Probabilmente sono nate proprio qui pagine indimenticabili della letteratura inglese: di certo durante le uscite in barca Percy Bysshe Shelley compose gran parte del frammento The triumph of life.
"Io, come la rondine di Anacreonte ho lasciato il mio Nilo e sono migrato qui per l'estate, in una casa isolata di fronte al mare e circondata dal soave e sublime scenario del Golfo della Spezia. Io abito ancora questa divina baia, leggendo drammi spagnoli, veleggiando e ascoltando la più incantevole musica": così scriveva da San Terenzo il poeta inglese.
Da qui parte in barca per Livorno per incontrare Leigh Hunt, l'amico editore che finalmente può lanciare il giornale "The Liberal", progetto nato da Shelley e sostenuto anche da Byron. Il grande sogno di Shelley di diffondere in Inghilterra le sue idee democratiche e liberali si stava per realizzare. Ma l'8 luglio 1822, di ritorno da Livorno, il suo veliero s'imbatte in una tempesta e naufraga all'altezza di Viareggio: il suo corpo verrà ritrovato dieci giorni dopo. Mary si fermò ancora a San Terenzo fino a metà settembre.
In una lettera a Maria Gisborne del 15 agosto 1822 la Shelley scrisse: "Il Golfo della Spezia è suddiviso in molte piccole baie delle quali la nostra era di gran lunga la più bella: i due estremi della baia essendo promontori ricoperti di boschi e coronati dai Castelli di Lerici e di San Terenzo, il verde ricopriva le colline che racchiudevano questa baia e bellissimi gruppi di alberi erano pittorescamente contrastati dalle rocce, dal castello e dal paese; il mare si stendeva di fronte mentre ad ovest si vedevano il promontorio e le isole che formavano uno degli estremi confini del Golfo - vedere il sole che tramonta su questo scenario, le stelle splendenti e la luna che sale, era una vista di meravigliosa bellezza".
  • Lo scrittore americano Henry James si fece portare in barca a San Terenzo, a Villa Magni, in onore di Shelley. Così scrisse in Ore italiane (1909, trad. it. Garzanti): "Ricordo pochi episodi di viaggio in Italia più attraenti di quel perfetto pomeriggio autunnale, la sosta di mezz'ora sulla piccola terrazza della villa... il posto è assolutamente solitario, logorato dal sole, dalla brezza e dalla brina e molto vicino alla natura, proprio come doveva essere la passione di Shelley."
  • Anche lord George Byron soggiornò a san Terenzo, ospite degli Shelley, nel 1822: in suo onore nel 1949 il Sen. G. B. Bibolini decise di organizzare la 1ª edizione della Coppa Byron (gara di nuoto) nello splendido scenario del Golfo della Spezia, per rievocare la traversata a nuoto che Lord Byron effettuò da Portovenere a San Terenzo; da allora ogni estate si ripete tale suggestivo cimento sportivo.
  • Il pittore e scultore simbolista svizzero Arnold Böcklin, ispiratore anche di Giorgio De Chirico, nel 1891 e nel 1892 vi soggiornò, ospite di un pescatore locale, tal Giacomo Rossi: amava camminare da San Terenzo a Lerici ascoltando il rumore delle onde e aveva come meta un'osteria di marinai piena di fumo dove apprezzava il vino bianco delle Cinque Terre; a lui è dedicato il giardino di Villa Marigola, che secondo taluni è nato su suo progetto.
  • Lo scrittore e scienziato Paolo Mantegazza vi ambienta il libro "Testa" e trascorre qui, nella sua casa chiamata "Villa Serenella", gli ultimi anni della propria vita, morendovi nel 1910.
  • Vi soggiornò anche D.H. Lawrence , che così scrisse: "È un meraviglioso mattino, con un grande, piatto, massiccio mare blu e strane vele lontane, con una profonda luminosità di perla, e San Terenzo tutta scintillante di rosa sulla spiaggia... è così bello che fa quasi male".
Oreste Carpi, barche in piazza Brusacà, 1985
  • Nel maggio 1933 la scrittrice inglese Virginia Woolf, sulle orme di Mary Shelley, si reca a San Terenzo e vi soggiorna all'Hotel Miramare, successivamente rinominato Hotel Elisabetta (per attirare i turisti inglesi) e rimasto attivo fino a pochi anni or sono.
  • Villa Marigola ospitò Gabriele D'Annunzio e il drammaturgo Sem Benelli, che vi compose il suo capolavoro "La cena delle beffe" e che così ne parlò: "... Umile, serena beata, stupenda la mia vita a San Terenzo...". A lui si deve l'appellativo di "Golfo dei Poeti" attribuito alla baia che comprende Lerici e San Terenzo, forgiato, il 30 agosto 1910, nel contesto dell'orazione funebre di Paolo Mantegazza: "Beato te, o Poeta della scienza che riposi in pace nel Golfo dei Poeti. Beati voi, abitatori di questo Golfo, che avete trovato un uomo che accoglierà degnamente le ombre dei grandi visitatori".
  • Il pittore emiliano Oreste Carpi dai primi anni cinquanta trascorre i mesi estivi a San Terenzo immortalando il paese e i suoi dintorni in circa cento tele e svariate centinaia di disegni. Non era insolito incontrarlo lungo le scalinate e i sentieri con il suo inseparabile cavalletto da campagna alla ricerca di uno scorcio di mare che gli regalasse un'ispirazione.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'armo santerenzino durante l'81º Palio

San Terenzo è una delle borgate marinare che partecipano al Palio del Golfo.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa parrocchiale
  • Il santerenzino Luigi Questa partecipò a entrambe le crociere atlantiche di Italo Balbo.
  • Il grande scrittore e regista Mario Soldati, che trascorse gli ultimi anni della sua vita nel vicino borgo di Tellaro, si recava a San Terenzo con costante frequenza per bere un caffè ed andare dal suo barbiere di fiducia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SPZ_0_1405_6_40
  2. ^ Francesco Crispi, I mille, 1912, pagina 395.
  3. ^ Americo Ribera, Il risorgimentio italiano. I combattenti", ad vocem
  4. ^ http://www.poetsgulf.it/fortress/schede/07BattFalconara/scheda_BattFalconara.htm
  5. ^ Riccardo Bonvicini: San Terenzo storia e fotografie

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

* Sito dell'associazione Pro Loco