Santuario di Nostra Signora di Soviore

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Coordinate: 44°09′33.84″N 9°39′52.8″E / 44.1594°N 9.664667°E44.1594; 9.664667

Santuario di Nostra Signora di Soviore
Santuario di Nostra Signora di Soviore
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Località Soviore (Monterosso al Mare)
Religione Cattolica
Titolare Maria
Diocesi Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato
Inizio costruzione XII secolo

Il santuario di Nostra Signora di Soviore è un edificio religioso situato lungo la strada provinciale 38 a Monterosso al Mare in provincia della Spezia. L'edificio religioso è situato all'interno del Parco nazionale delle Cinque Terre lungo le pendici del monte Soviore (464 m. s.l.m.) tra boschi e campi terrazzati nei pressi della strada carrozzabile tra i comuni di Monterosso e Levanto.

Facente parte della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, di cui la Madonna di Soviore è dall'11 maggio 1974 patrona, le principali festività ricorrono il 15 agosto (festa dell'Assunzione di Maria) e la domenica dopo l'8 settembre.

Il santuario fa parte, insieme al santuario di Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore, al santuario di Nostra Signora della Salute a Manarola, ai santuari di Nostra Signora delle Grazie e di Nostra Signora di Reggio a Vernazza, dei "Santuari delle Cinque Terre"[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Particolare degli affreschi nella volta

L'esatta data di edificazione è ancora oggi incerta; e l'unica citazione ufficiale dell'edificio è rintracciabile in un documento datato al 1244, la sua costruzione potrebbe essere quindi antecedente a tale data.

Tra i tanti motivi che portarono ad erigere il santuario vi è un'antica leggenda popolare: durante le incursioni dei Longobardi di Rotari, le popolazioni della riviera di levante fuggirono verso l'interno della valle e per sottrarre al probabile furto una sacra immagine della Madonna, la statua lignea fu sotterrata; la leggenda afferma che essa fu ritrovata cent'anni dopo dalla popolazione, seguendo il volo di una colomba che si rifugiò in un cunicolo facendo trovare quindi l'antica immagine mariana.

Il culto nei secoli successi accrebbe tra la popolazione, così come cita una lapide del XIV secolo, murata nel presbiterio, portando quindi alla costruzione della "casa del pellegrino" e affidando al rettore e ai massari del santuario la cura dell'ospedale di Monterosso al Mare.

Due documenti del XV secolo citano nuovamente l'ormai santuario di Soviore: il primo, datato al 1484, attesta l'assegnazione della chiesa al frate Simone Fassio su decisione di papa Sisto IV mentre la seconda citazione, del 1488, testimonia la concessione dell'indulgenza plenaria - da parte del pontefice Innocenzo VIII - in occasione della festa dell'Assunzione di Maria.

Dalla metà degli anni ottanta il santuario di Soviore è divenuto un luogo importante per una parte dello scautismo italiano: qui ha infatti preso vita la Comunità di Scout di Soviore e sono iniziale le Route di Soviore, incontri di spiritualità che riunivano partecipanti di diverse associazioni scout dopo la separazione degli anni settanta e, per molti anni, unico luogo di incontro e attività comune di queste associazioni. Tali incontri continuano ancora oggi e si ripetono qui ogni Pasqua e in giro per l'Italia nel periodo di Natale.[senza fonte]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il pulpito

La struttura della chiesa si presenta ad oggi ad unica navata derivante dall'opera di trasformazione che si attuò nel corso del XVI secolo. Originariamente la struttura dell'edificio si presentava con una divisione a tre navate e i resti degli antichi capitelli e colonne originali sono ancora oggi visibili attorno al santuario.

Gli interni presentano diversi cicli di affreschi, specie nella volta a botte, dove viene rappresentata la scena del ritrovamento della sacra immagine mariana, una Madonna reggente sulle ginocchia il Cristo morto. All'interno sono inoltre conservati diversi ex voto in prevalenza di carattere marinaro.

All'esterno, nella facciata, è presente un portale ogivale con al centro un bassorilievo in marmo raffigurante la Madonna Addolorata.

Gli altri edifici del complesso di Soviore[modifica | modifica sorgente]

La parte adibita a foresteria fu costruita a più riprese, a partire da un'epoca relativamente remota, come testimoniato dagli originali archi ogivali della parte più antica (quella addossata al campanile, sull'angolo nord-ovest della chiesa). Un ampliamento significativo è del XVIII secolo; quello ulteriore del 1909 fu realizzato mediante un lascito testamentario, come testimoniato dalla targa commemorativa murata sul fronte.

I più recenti lavori di conservazione e restauro sono stati eseguiti nel 2000 in occasione del Giubileo, su impulso dell'allora rettore, don Sandro Crippa. Questi lavori hanno permesso di restituire alla foresteria il primitivo aspetto a portici (eliminando le posteriori tamponature che avevano creato ambienti e verande di poco pregio). È stata altresì incrementata in modo significativo la tradizionale capacità ricettiva della foresteria, la quale è oggi gestita dalla diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato come residenza turistico/alberghiera.

Contemporaneamente è stata aggiunta una nuova sezione di Centro Congressi, con l'obbiettivo di qualificare Soviore anche come meta del turismo cosiddetto d'affari. Attualmente il Centro Congressi è tuttavia in attesa dei lavori di completamento.

Rettori del Santuario[modifica | modifica sorgente]

Don Sandro Crippa[modifica | modifica sorgente]

Don Sandro Crippa

Don Sandro Crippa nacque a Monterosso al Mare il 20 gennaio 1934.

Fu ordinato sacerdote nel 1959 ed ebbe l'incarico di vice parroco in varie parrocchie di La Spezia fino al 1971, lavorando soprattutto in ambito giovanile negli oratori. Svolse il suo ministero anche in ambiente militare, fra gli avieri, e fu cerimoniere vescovile per oltre vent'anni.

Nel 1971 fu nominato rettore del Santuario di Nostra Signora di Soviore, e da questo osservatorio - un po' defilato rispetto ai rivolgimenti sociali del periodo - si adoperò per difendere quanto di buono veniva apportato dalla tradizione ecclesiale negli anni a cavallo della contestazione.

Fondò a questo scopo l'Associazione Amici del Santuario di Soviore, che proponeva a giovani di tutte le provenienze - cattolici e non - un'esperienza di servizio presso il Santuario, accompagnata da forti momenti di riflessione spirituale da lui guidati.

Prestò servizio ai malati durante i pellegrinaggi a Lourdes, facendo parte della comunità dei Foulards Bianchi e dell'UNITALSI.

Curò i restauri del Santuario, riportando a pietra viva la facciata (precedentemente un intervento forse settecentesco aveva intonacato la facciata dandole un aspetto assai convenzionale) e riuscendo nel 1995 a far portare alla luce l'abside ed il muro perimetrale di un luogo di culto preesistente, la cui pavimentazione altomedievale è oggi visibile attraverso inserti di vetro nel pavimento della chiesa.

Morì il primo di marzo del 1999 in un incidente stradale presso Campogalliano, mentre stava per far partire i citati lavori di ampliamento del complesso del Santuario in occasione del Giubileo.

Attività Scout[modifica | modifica sorgente]

Le prime esperienze di don Sandro con il mondo scout furono come assistente ecclesiastico nei gruppi scout di La Spezia e di Levanto. Il suo impegno andò aumentando per consistenza e rilevanza, e partecipò alla direzione di numerosi campi scuola di Branca Lupetti assieme a Pietro Paolo Severi e a Teo Frascari. Proprio insieme ad alcuni allievi di uno di questi campi scuola, durante una loro visita a Soviore, fondò la Comunità Scout di Soviore, di cui fu quindi il primo assistente spirituale, incarico che mantenne fino alla morte.

Nel 1974 fu uno dei fondatori del Centro Studi ed Esperienze Scout Baden-Powell, divenendone assistente ecclesiastico alla morte di don Ghetti (Baden) nel 1980. La storia del centro studi è da sempre strettamente collegata a quella della comunità scout di Soviore.

Il centro studi iniziò a promuovere insieme alla comunità scout di Soviore le Route di Pasqua, che don Sandro ospitò per vari anni al santuario; egli era ovviamente anche assistente delle route di Natale (che invece hanno sempre avuto un formato itinerante per l'Italia). Le Route di Soviore hanno sempre accolto scout di tutte le provenienze, in particolare AGESCI e Scout d'Europa, contribuendo in maniera non minore alla reciproca conoscenza e comprensione. Soviore è stato un terreno comune nel quale persone delle due associazioni, anche in anni in cui ufficialmente le due associazioni non avevano rapporti formali, hanno potuto fare scautismo insieme ed imparare a conoscersi e rispettarsi.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte dal sito lecinqueterre.org

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]