Banco di San Giorgio

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Il Banco di San Giorgio (ufficialmente Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio), fu fondato nel 1407, con la denominazione Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio al fine di assolvere una serie di compiti per le istituzioni genovesi tanto da essere assimilabile ad un ente di diritto pubblico[1].

Il Banco fu attivo quando la Repubblica di Genova primeggiava fra le antiche Repubbliche marinare e restò operante ben oltre il basso medioevo, fino all'età napoleonica (1805), per poi essere rifondata nel 1987 con l'attuale nome Banco di San Giorgio.
L'antica sede era lo storico Palazzo San Giorgio, ora sede dell'Autorità portuale, ed ancor oggi visitabile. Il palazzo sorge in prossimità della restaurata area urbana del porto antico e dell'Acquario. Oggi i suoi spazi sono periodicamente aperti al pubblico e ospitano mostre documentarie sulla storia della città.

Il Banco di San giorgio è di fatto la banca di concezione moderna più antica del mondo per anno di fondazione. Infatti pur essendo l'anno ufficiale di fondazione il 1407 in realtà è nata a seguito di un'unificazione di società di credito la cui più antica risale al 1149[2].

Palazzo San Giorgio a Piazza Caricamento (presso il porto antico di Genova)

Primati storici[modifica | modifica sorgente]

Il Banco di San Giorgio può esser considerato la prima vera e propria banca moderna[3], infatti esso esercitava sia la funzione di gestione della fiscalità e del debito pubblico come le moderne Banche centrali, sia la raccolta del risparmio, attività iniziata nel 1408, prima banca del settore in Italia.
Verso la fine del 1407 il Consiglio degli anziani della città autorizzò otto grandi mercanti a fondare una banca, sul modello degli istituti fiorentini, che salvasse Genova, vicina al collasso finanziario dopo l'estenuante conflitto con Venezia. Il Banco di San Giorgio può vantare numerose invenzioni di tecnica bancaria, definizione di regole e prassi della finanza che sono state riprese in Italia ed esportate in Europa, Inghilterra compresa.
La raccolta era esercitata mediante i “banchi” (tavoli) pubblici, posti nel palazzo di San Giorgio. La Banca disponeva di un capitale sociale, costituito da un prestito alla Repubblica di Genova, remunerato con il gettito di un gruppo di imposte. Gli azionisti erano garantiti, come in una moderna società per azioni da un interesse del 7%.
La Banca era abilitata ad emettere carta moneta. I biglietti di cartulario emessi dal Banco di San Giorgio, che circolarono dal 1630 circa, erano nominativi, pagabili a vista e trasferibili con girata.

Il barone Montesquieu (1689-1755) ebbe a dire: «San Giorgio è una specie di Monte di Pietà che, avendo fatto prestiti alla Repubblica e avendo ricevuto in cambio fondi di garanzia, paga il 2 e mezzo per cento a coloro che lo hanno sovvenzionato».[4]

La banca dal 1987 al 2012[modifica | modifica sorgente]

Banco di San Giorgio S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per Azioni
Fondazione 1987 a Genova
Chiusura 22 ottobre 2012
Sede principale Genova
Gruppo UBI Banca
Persone chiave Riccardo Garrone, presidente
Settore Finanziario
Sito web www.bancodisangiorgio.it

Nel 1987, l'insegna del Banco di San Giorgio è tornata a rivivere in una nuova banca che porta il medesimo nome. Nel 1992 è entrata nel gruppo Credito Agrario Bresciano confluito inizialmente nel 1999 nella Banca Lombarda e dal 2007 nel gruppo UBI Banca.

Il 22 ottobre 2012 è diventata operativa la sua fusione per incorporazione nella Banca Regionale Europea che ha così acquisito tutte le sue filiali.[5][6]

L'ultimo Presidente del Consiglio di Amministrazione è stato Riccardo Garrone.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio
  2. ^ San Giorgio in “Enciclopedia Italiana” – Treccani
  3. ^ Giuseppe Felloni e Guido Laura: Genova e la storia della finanza: una serie di primati? - 2004
  4. ^ Marco Girardo, «Genova, la banca è nata qui», Avvenire, 3 maggio 2009.
  5. ^ http://www.bancodisangiorgio.it/cortesia-brebsg/
  6. ^ Chi siamo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliografia su Genova.

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