Commenda di San Giovanni di Pré
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| Commenda di Pré | |
|---|---|
I loggiati del convento |
|
| Città | Genova |
| Regione | Liguria |
| Stato | |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Arcidiocesi di Genova |
| Stile architettonico | Romanico |
| Inizio della costruzione | 1180 (fondazione) |
Il complesso di San Giovanni di Pré - conosciuto come la Commenda di San Giovanni di Pré - è un edificio di culto di Genova sito in piazza della Commenda, nel quartiere di Prè, nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe.
Indice |
[modifica] Storia
L'attuale complesso venne fabbricato a partire dal 1180 su un'area dove anticamente sorgeva la chiesa del Santo Sepolcro, quest'ultima eretta secondo alcune fonti nel 636, con relativo ospizio per i pellegrini. La fondazione del complesso fu voluta da frate Guglielmo, un appartenente ai Cavalieri Gerosolimitani, organismo che dette vita all'Ordine dei Cavalieri di Malta a partire dal 1420.
Consta di due chiese in stile romanico, sovrapposte l'una all'altra, che costituiscono il grosso del corpo architettonico e di un edificio a tre piani, La Commenda, ovverosia il convento e l'ospedale (locali al piano terra). Assieme dovevano assolvere alla duplice funzione di stazione marittima sulle rotte della Terrasanta (da Genova salpava infatti in quegli anni la terza crociata al comando del re di Francia) e di ospedale (ospitaletto) per i pellegrini.
Il complesso è conservato pressoché integro nel suo splendido aspetto romanico, con la severità dei muri in pietra nera di Promontorio, il calore dei mattoni, l'eleganza delle colonne in marmo e dei soffitti in legno dipinti con motivi geometrici e floreali.
Una lapide ricorda il soggiorno del papa Urbano V, nel 1367, durante il suo viaggio di rientro da Avignone.
Subì una prima ristrutturazione nel 1508, per iniziativa del commendatore Brasco Salvago, nella parte conventuale e una seconda, nel 1731, nella chiesa superiore quando fu addirittura invertito il senso della chiesa stessa. Nuovi interventi conservativi furono avviati dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali negli anni Sessanta del XX secolo dove si riportò la struttura alle antiche origini stilistiche romaniche conservandone gli affreschi interni.
Un nuovo restauro complessivo si attuò nel 1992 - in occasione del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America - adibendo le sale per spazi espositivi e quindi sede di mostre di carattere storico.
[modifica] Struttura
[modifica] La chiesa inferiore
Il collegamento con la "chiesa inferiore" è possibile grazie ad un portale, anch'esso in stile romanico, nel porticato sotto il fianco destro della chiesa. Anticamente spazio dedicato al culto pubblico, la struttura si presenta con una navata centrale ripartita in tre navate uguali con volta a crociera.
Una ristrutturazione e conservazione degli interni si attuarono in occasione del Giubileo del 2000 dove gli interventi riportarono gli spazi alle origini. Tra le diverse opere che qui furono conservate vi fu una pala d'altare, Dottori della Chiesa, del pittore Pier Francesco Sacchi e databile al 1515; l'opera è oggi conservata al Museo del Louvre di Parigi.
[modifica] La chiesa superiore
La chiesa è accessibile attraverso l'attigua salita San Giovanni, ingresso che fu ricavato al centro dell'antico abside nel 1731 quando la chiesa, fino a quel momento ad uso esclusivo dei cavalieri, fu aperta al culto pubblico. Nell'operazione ampliativa, voluta dal frate Girolamo Basadonne, furono invertiti gli spazi interni causando la soppressione della prima campata e quindi la costruzione di una nuova abside dall'altra parte della navata centrale.
La struttura si presenta - come l'inferiore - a tre navate divise da colonne e caratterizzata da una volta a crociera in pietra, quest'ultima è considerata una delle più vaste volte in pietra tra le chiese europee.
[modifica] Le opere
Tra le opere pittoriche conservate nella chiesa superiore vi sono i dipinti, nelle pareti dell'abside, della Madonna con i Santi Giovanni Battista e Brigida del pittore Giulio Benso e a sinistra la Madonna in trono con San Giovanni e altro santo del pittore Bernardo Castello e databile al 1599.
Nel primo altare della navata destra vi è la tela di Carlo Giuseppe Ratti raffigurante Il presepe, nel secondo il dipinto Sant'Ugo Canefri di Lorenzo De Ferrari databile al 1730 circa; A destra nel coro il dipinto di Lazzaro Tavarone del 1614 ritraente Il Battista ammaestra i discepoli, al centro la tela di Giovanni Domenico Cappellino de I figli di Zebedeo e a sinistra San Leonardo assiste una regina partoriente del pittore Simone Barabino del 1615 circa.
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi la voce Bibliografia su Genova. |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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