Regno di Cipro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Regno di Cipro
Lusignano
Armoiries Lusignan Chypre.svg

Guido (1192 - 1194)
Amalrico I (1194 - 1205)
Figli
Ugo I (1204 - 1218)
Enrico I (1218 - 1253)
Ugo II (1253 - 1267)
Ugo III (1267 - 1284)
Figli
  • Giovanni I Re di Cipro (1284 - 1285)
  • Boemondo di Lusignano (1268 - 1281)
  • Enrico II Re di Cipro (1285 - 1306 e 1310 - 1324)
  • Almarico di Lusignano, reggente di Cipro dal 1306 alla morte (? - 1310)
  • Maria di Lusignano, moglie di Jaime II di Aragona (1273 - 1322)
  • Aimerico di Lusignano
  • Guido di Lusignano (? - 1303)
  • Margherita di Lusignano, moglie di Thoros III d'Armenia
  • Alice di Lusignano, moglie di Baliano d'Ibelin
  • Helis di Lusignano
  • Isabella di Lusignano
Giovanni I (1284 - 1285)
Enrico II (1285 - 1306)
Amalrico II (1306 - 1310)
Enrico II (1310 - 1324)
Ugo IV (1324 - 1359)
Pietro I (1359 - 1369)
Pietro II (1369 - 1382)
Giacomo I (1382 - 1389)
Giano I (1389 - 1432)
Giovanni II (1432 - 1458)
Figli
Carlotta I (1458 - 1464)
Giacomo II (1464 - 1473)
Figli
Giacomo III (1473 - 1474)
Caterina (1474 - 1489)
Modifica

Il Regno di Cipro fu un regno cattolico crociato sull'isola di Cipro del tardo medioevo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'isola fu conquistata nel 1191 durante la terza crociata da Riccardo I d'Inghilterra togliendola ad Isacco II Angelo, l'imperatore bizantino. Riccardo in seguito vendette Cipro ai cavalieri templari, che a loro volta lo vendettero a Guido di Gerusalemme nel 1192 dopo il fallimento della crociata di Riccardo e la conseguente perdita di Guido del regno di Gerusalemme. Suo fratello e successore Amalrico I di Cipro ricevette la corona e il titolo reale da Enrico IV di Franconia.

La piccola minoranza di cattolici sull'isola era limitata ad alcune città costiere, come Famagosta, ma era presente anche nell'entroterra, per esempio a Nicosia, la capitale tradizionale. I cattolici tennero in mano il potere fino a quando gli abitanti greci vissero nelle campagne (questo fu lo stesso sistema applicato anche nel regno di Gerusalemme). Alla Chiesa autocefala cipriota di fede ortodossa, con il suo arcivescovo non soggetta ad alcun patriarca, fu permesso di rimanere sull'isola, ma venne largamente superata da quella cattolica in reputazione e quantità di beni posseduti.

Dopo la morte di Amalrico di Lusignano il regno passò a una serie di giovani ragazzi che crebbero fino a diventare re. Mentre vari membri della famiglia Ibelin, che ebbe gran parte del potere a Gerusalemme prima della sua caduta in mano ai musulmani, fecero da reggenti in questi primi anni. Nel 1229 uno dei reggenti Ibelin fu obbligato ad abbandonare il suo ruolo da Federico II di Svevia, che portò lo scontro tra Guelfi e Ghibellini anche sull'isola. I sostenitori di Federico furono sconfitti già nel 1233 mentre il conflitto continuò in Europa per molti altri anni.

I discendenti della famiglia di Federico, gli Hohenstaufen, continuarono a regnare su Gerusalemme fino a quando, nel 1268, Ugo III di Cipro reclamò il titolo e il territorio di San Giovanni d'Acri alla morte di Corrado IV di Gerusalemme; in questo modo egli unì i due regni. I territori palestinesi vennero alla fine persi mentre era re Enrico II di Gerusalemme nel 1291, ma i re di Cipro continuarono comunque a rivendicare il titolo regale.

Cipro aveva un'Haute Cour, l'Alta Corte, nonostante fosse meno potente di quanto lo fosse stata quella di Gerusalemme. Infatti l'isola era più ricca e feudalizzata del regno di Gerusalemme e di conseguenza il re disponeva di una maggiore ricchezza personale e poteva permettersi di ignorarla. Inoltre il regno era spesso in conflitto con gli invadenti mercanti italiani, difatti l'isola era diventata il centro dei commerci europei con l'Asia e l'Africa dopo la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291.

I re alla fine vennero sempre più sottomessi dai mercanti genovesi nel XIV secolo. Cipro allora si schierò con il papato di Avignone durante il Grande Scisma nella speranza che la Francia si occupasse di cacciare gli italiani dall'isola. Nel 1426 i Mamelucchi trasformarono il regno in uno stato tributario; i successivi monarchi persero gradualmente quasi tutta la loro indipendenza fino a quando nel 1489 l'ultima regina, Caterina Cornaro, abdicò e cedette l'isola alla Repubblica di Venezia.

Lista dei Re di Cipro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lusignano.

Pretendenti del Regno di Cipro[modifica | modifica sorgente]

  • Eugenio Matteo di Armenia (148?-1523), dichiarò di essere il figlio illegittimo del re Giacomo II di Cipro, fu il fondatore della famiglia dei Baroni di Baccari (Tal-Baqqar).
  • Carlotta e Luigi, regina e principe consorte, rinunciarono al titolo nel 1482 in favore di:
  • Carlo I di Savoia (1482-90), pro-pronipote legittimo di Giano, secondo cugino di Giacomo III e nipote di Luigi
  • Carlo II di Savoia (1490-96)
  • Iolanda di Savoia (1496-99) e Filiberto II di Savoia (m. 1504)
    • Filippo II di Savoia (1496-97), padre di Filiberto II, prozio di Carlo II e di Iolanda Luisa, primo cugino di Carlotta e pronipote di Giano.
  • i dogi genovesi, intitolati dal 1637: re di Corsica, re di Cipro, re di Gerusalemme.
  • e diversi altri. I diritti divennero de jure, ma vennero rivendicati in linea maschile.

In seguito il titolo di Re di Cipro rimase alla casa Savoia e come tale compare, dopo il titolo di re di Sardegna [1] anche negli atti ufficiali fino alla proclamazione del Regno d'Italia. Ancora oggi il Capo della Casa possiede il titolo (puramente virtuale) di "Re di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Testo dello Statuto Albertino

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rene Grousset. L'empire du levant: histoire de la question d'orient (Nouvelle ed. revue). Payot, Paris 1949.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Crociate Portale Crociate: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Crociate