Pietro I di Cipro

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Pietro I
ritratto di Pietro I eseguito da Andrea di Bonaiuto
ritratto di Pietro I eseguito da Andrea di Bonaiuto
Re di Cipro
In carica Cipro
Incoronazione 24 novembre 1358
Predecessore Ugo IV di Cipro
Successore Pietro II di Cipro
Altri titoli Re titolare di Gerusalemme
re latino di Armenia
conte di Tripoli
Nascita Nicosia, 9 ottobre 1328
Morte Nicosia, 17 gennaio 1369
Dinastia Lusignano
Padre Ugo IV di Cipro
Madre Alice d'Ibelin
Consorte Eleonora d'Aragona
Figli Pietro II di Cipro
Margherita
Eschiva

Pietro I di Cipro, o anche Pietro di Lusignano (Nicosia, 9 ottobre 1328Palazzo di La Cava, 17 gennaio 1369), fu re di Cipro, re titolare di Gerusalemme, re latino di Armenia e conte di Tripoli.

Era figlio di Ugo IV di Cipro (1294 – 1359) e di Alice d'Ibelin (1305 c. – 1386), figlia del siniscalco di Cipro Guido d'Ibelin.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Arma dei regni di Cipro e Gerusalemme

Ricevette ancor giovane il titolo di conte di Tripoli, puramente onorifico in quanto la città di Tripoli era in mano ai Mamelucchi da oltre mezzo secolo.

Nel 1342 egli sposò Echive de Montfort, ereditiera del connestabile di Cipro e signore titolare di Tiro e di Toron, Umfredo di Montfort (†1326).

Echive morì quando Pietro era ancora adolescente e il matrimonio fu privo di prole. Nel 1353 sposò in seconde nozze Eleonora d'Aragona, figlia dell'infante Pietro d'Aragona e Angiò (1305 – 1381), conte di Ribagorza e di Ampurias, settimo figlio di Giacomo II di Aragona, e di Giovanna di Foix, figlia di Gastone I di Foix (1287 – 1315), conte di Foix e visconte di Béarn.

Nel 1347 fondò l'ordine del Cigno, un ordine cavalleresco il cui scopo era la riconquista di Gerusalemme.

Fu incoronato re dal padre Ugo che abdicò in suo favore nel novembre del 1358 ed il 5 aprile 1360 fu incoronato nella cattedrale di San Nicola a Famagosta re di Gerusalemme.

L'avventura in Asia Minore[modifica | modifica sorgente]

Circondata da paesi musulmani, Cipro tuttavia non temeva i loro attacchi, più simili ad incursioni di pirateria che ad azioni militarmente organizzate, sapendo che essi non avevano risorse sufficienti ad occupare l'isola. Pietro pensò di attaccare lui per primo anziché attendere che i nemici si preparassero. Iniziò con Corico, un porto fortificato del regno armeno di Cilicia. La sua aspirazione di occuparsi dell'Asia Minore aveva origine nei rapporti di parentela stabiliti fra i regnanti armeni e quelli ciprioti fin da quando gli ottomani avevano quasi distrutto il regno armeno.

Nel gennaio del 1360 i residenti di Corico inviarono rappresentanti a Cipro per chiedere protezione a Pietro essendo la loro città sotto la minaccia diretta dei turchi. Essi avevano posto la medesima richiesta anni prima al padre di Pietro, Ugo IV, che tuttavia si era rifiutato. Corico chiese di essere incorporata nel regno di Cipro in cambio dell'impegno di quest'ultimo alla sua difesa. Pietro accettò ed inviò truppe cipriote al comando del cavaliere Roberto di Lusignano, al che i turchi reagirono ponendo Corico sotto assedio ma furono respinti.

Ciò fu visto dai capi musulmani dell'Asia Minore come una minaccia ed attaccarono Cipro con numerose navi ma Pietro ottenne l'aiuto dei Cavalieri di Rodi e, successivamente, anche dal papa. Nel luglio del 1361 Pietro mise insieme una flotta di 120 navi, con la quale attaccò in Asia Minore. Il 23 agosto dello stesso anno le forze cipriote sbarcarono nei pressi di Antalia conquistando la città. Dopo questo successo gli emiri della regione offrirono a Pietro un tributo annuo che Pietro accettò. Egli giunse anche in altre città, ricevendo da alcune di esse omaggi ed offerta di sottomissione. Egli rimase nella regione di Antalia fino all'8 settembre del medesimo anno, tornando pochi giorni dopo a Cipro acclamato come un vincitore.

La crociata alessandrina[modifica | modifica sorgente]

Pietro tuttavia era deciso a condurre una nuova crociata per riconquistare la città di Gerusalemme. A questo scopo, all'inizio del 1363, egli intraprese un viaggio in Europa, recandosi anche ad Avignone ove incontrò papa Urbano V, dal quale ottenne l'approvazione e l'appoggio per l'impresa. Il papa designò a dirigerla Giovanni II di Francia, il quale tuttavia morì poco dopo (8 aprile 1364). Pietro proseguì nei suoi sforzi e riuscì a reclutare soldati in continente e ad una flotta dai veneziani per la nuova crociata. Il 9 ottobre 1365 le truppe sbarcarono nei pressi di Alessandria e l'11 ottobre la città fu conquistata e saccheggiata.

Tuttavia i cavalieri europei si rifiutarono di seguire Pietro all'assalto de Il Cairo ed egli fu costretto a tornare a Cipro. L'impresa gli inimicò il sultano dell'Egitto al-Ashraf Zein al-Din Abu al-Ma'ali (regnante dal 1363 al 1376). Per rappresaglia vi furono misure contro i mercanti cristiani in Siria ed in Egitto e papa Urbano V, dopo aver inutilmente cercato sostegni nei monarchi europei, consigliò Pietro di rappacificarsi con il sultano dell'Egitto. Pietro sbarcò vicino a Tripoli ma non ne cavò nulla. Papa Urbano V gli suggerì nuovamente di rappacificarsi con il sultano cosicché Pietro dovette recarsi a Venezia per sottoscrivere un trattato con l’Egitto.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Assassinio di Pietro di Lusignano, re di Cipro. Jean Froissart, Chroniques, Brugges, XV secolo (BNF, FR 2645)

Rientrato precipitosamente da Roma, ove aveva ricevuto una pressante richiesta di sostegno militare da parte degli Armeni, il 17 gennaio 1369 Pietro fu sorpreso nel letto dell'amante Giovanna la Tedesca dai cavalieri Giovanni di Gaurelle, Enrico di Giblet (Jubail) e Filippo d'Ibelin e decapitato, probabilmente per ordine dei suoi stessi fratelli Giovanni di Lusignano, principe di Antiochia (c.a 1329 – 1375) e Giacomo di Lusignano.

Matrimoni e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Da Eleonora d'Aragona ebbe tre figli:

  • Pietro (c.a. 1357 &nadsh; 1382), successore del padre nella titolarità del regno di Cipro con il nome di Pietro II;
  • Margherita o Maria († c.a. 1397), andata sposa a Giacomo di Lusignano, conte di Tripoli;
  • Eschiva († 1369), morta giovane.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) René Grousset, L'Empire du Levant : Histoire de la Question d'Orient, 1949

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