Arcidiocesi di Lucca
| Arcidiocesi di Lucca Archidioecesis Lucensis Chiesa latina |
|
|---|---|
| Regione ecclesiastica | Toscana |
| Arcivescovo | Benvenuto Italo Castellani |
| Arcivescovi emeriti | Bruno Tommasi |
| Sacerdoti | 306 di cui 277 secolari e 29 regolari 957 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 50 uomini, 426 donne |
| Diaconi | 17 permanenti |
| Abitanti | 312.369 |
| Battezzati | 293.145 (93,8% del totale) |
| Superficie | 1.520 km² in Italia |
| Parrocchie | 362 |
| Erezione | I secolo |
| Rito | romano |
| Cattedrale | San Martino |
| Santi patroni | San Paolino |
| Indirizzo | Via Arcivescovato 45, 55100 Lucca, Italia |
| Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * * | |
| Chiesa cattolica in Italia | |
L'arcidiocesi di Lucca (in latino: Archidioecesis Lucensis) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2004 contava 293.145 battezzati su 312.369 abitanti. È attualmente retta dall'arcivescovo Benvenuto Italo Castellani.
Indice |
Territorio [modifica]
L'arcidiocesi comprende la provincia di Lucca, con le eccezioni di parte del comune di Altopascio (di cui comprende solo la frazione di Badia Pozzeveri) e Montecarlo che appartengono alla diocesi di Pescia e Barga, Forte dei Marmi, Pietrasanta, Seravezza e parte di Stazzema, che appartengono all'arcidiocesi di Pisa. Fa parte dell'arcidiocesi lucchese anche la parte occidentale del comune di Pescia in provincia di Pistoia (parrocchie di Collodi, Veneri, Aramo, Fibbialla di Medicina, Medicina, Pontito, San Quirico di Valleriana e Stiappa).
Sede arcivescovile è la città di Lucca, dove si trova la cattedrale di San Martino.
Il territorio è suddiviso in 362 parrocchie, raggruppate in 11 zone pastorali.
Storia [modifica]
La diocesi di Lucca fu eretta nel I secolo. Secondo la tradizione protovescovo sarebbe stato san Paolino, inviato a Lucca dallo stesso apostolo san Pietro e martirizzato all'epoca dell'imperatore Nerone.
Un catalogo episcopale di Lucca, scoperto tra i manoscritti dell'archivio capitolare, riporta il nome di 15 vescovi. Di questi, sei vescovi sono riscontrabili anche in altre fonti: ciò rende plausibile l'autenticità storica anche degli altri nove. Tutti sono precedenti alla metà del VII secolo: infatti il catalogo non menziona il vescovo Leto, che sottoscrisse il sinodo di Roma nel 649 e nemmeno il vescovo Eleuterio, presente ad un altro sinodo romano del 680.
Storicamente la più antica menzione di un vescovo di Lucca è quella di Maximus a Tuscia de Luca, che sottoscrisse gli atti del concilio di Sardica (circa 343). Le ricerche archeologiche attestano l'antichità della chiesa di Lucca, grazie agli scavi condotti sotto la basilica di Santa Reparata, che hanno portato in luce i resti di un battistero databile al IV secolo e di una basilica a tre navate risalente al V secolo.
Fin dall'inizio la sede episcopale è stata immediatamente soggetta alla Santa Sede.
Nel 683 fu consacrata la chiesa dedicata a san Frediano, eretta su un'altra più antica dedicata ai santi martiri Lorenzo, Vincenzo e Stefano. Nello stesso anno la chiesa fu affidata ai monaci guidati dall'abate Babbino. Verrà poi ricostruita nel XII secolo e consacrata da papa Eugenio III.
La cattedrale, dedicata a san Martino di Tours, fu consacrata nel 1070 dal vescovo Anselmo, futuro papa Alessandro II.
Nel 1120 papa Callisto II concesse ai vescovi di Lucca l'uso del pallio, del pileolo o zucchetto rosso (a quel tempo insegna cardinalizia) e della croce astile metropolitica. Un altro privilegio singolare era l'incendio della stoppa al Gloria durante la Messa pontificale. Nel 1387 l'imperatore Carlo IV concesse ai vescovi di Lucca il diritto di conferire lauree in utroque iure, filosofia e medicina, di nominare notai e cavalieri e di legittimare i bastardi.
I vescovi di Lucca godevano dei titoli di principe del Sacro Romano Impero, conte palatino, conte di Diecimo, Piazza e Sala di Garfagnana. Nel 1726 la giurisdizione temporale sulle terre della cosiddetta Contea vescovile[1], che i vescovi avevano per antichi privilegi imperiali fin dal Medioevo, fu venduta alla repubblica di Lucca.
L'11 settembre 1726 è stata elevata al rango di arcidiocesi, non metropolitana, con la bolla Inscrutabili divinae di papa Benedetto XIII.
Il 26 maggio 1754 papa Benedetto XIV concesse alla repubblica di Lucca il privilegio, durante la vacanza della sede, di presentare una terna di nomi, dai quali i pontefici sceglievano poi i futuri nuovi arcivescovi. Il primo arcivescovo nominato con questa nuova procedura fu Giovan Domenico Mansi, erudito e autore della Sacrorum Conciliorum Nova Amplissima Collectio.
La più antica descrizione della diocesi risale al 1260 ed è contenuta nel Libellus extimi Lucane Dyocesis, documento che elenca tutte le chiese, i monasteri e i luoghi di culto con rendite, redatto in occasione della raccolta di una decima papale. Dal Libellus si evince che, fino agli inizi del XVI secolo, la diocesi era molto estesa, comprendendo oltre 770 luoghi di culto; confinava a nord con le diocesi di Luni e di Modena; a sud con la diocesi di Volterra, ad est con quelle di Pistoia e di Firenze e ad ovest con l'arcidiocesi di Pisa.
Nel corso della sua lunghissima storia, l'arcidiocesi ha ceduto porzioni di territorio a vantaggio delle circoscrizioni ecclesiastiche circonvicine: nel 1519 per l'erezione della prepositura nullius dioecesis di Pescia e nel 1622 per l'erezione della diocesi di San Miniato; nel 1789 a favore dell'arcidiocesi di Pisa; nel 1822 per l'erezione della diocesi di Massa Carrara; nel 1853 a favore ancora della diocesi di Massa Carrara.
Il 5 settembre 1992 l'arcidiocesi si è estesa al vicariato della Garfagnana (comprensivo di 106 parrocchie), che era appartenuto alla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.[2]
Cronotassi dei vescovi [modifica]
- San Paolino † (I secolo)
- San Valerio † [3]
- Massimo † (menzionato nel 343 circa)[4]
- San Teodoro † (prima del VII secolo)[5]
- Lorenzo † (menzionato nel 556 circa)[6]
- Ossequenzio † [7]
- San Frediano † (? - prima del 593 deceduto)[8]
- Valeriano † [9]
- Paterno † (tra III e VII secolo)
- Pisano † (tra III e VII secolo)
- Vindicio † (tra III e VII secolo)
- Probino † (tra III e VII secolo)
- Aureliano † (tra III e VII secolo)
- Nunnoso † (tra III e VII secolo)
- Dicenzio † (tra III e VII secolo)
- Avenzio † (tra III e VII secolo)
- Abbondazio † (tra III e VII secolo)
- Leto † (menzionato nel 649)
- Eleuterio † (menzionato nel 680)
- Felice † (prima del 685 - dopo il 686)
- Balsari † (menzionato nel 700)
- Talesperiano † (prima del 713/714 - dopo dicembre 729)
- Walprando † (prima del 737 - dopo il 754)
- Peredeo † (prima di settembre 755 - dopo febbraio 779)
- Giovanni I † (prima di settembre 781 - dopo novembre 800)
- Jacopo I † (prima di luglio 801 - luglio-novembre 818 deceduto)
- Pietro I † (prima di giugno 819 - dopo gennaio 834)
- Berengario I † (prima di novembre 837 - dopo giugno 843)
- Ambrogio † (prima di dicembre 843 - dopo febbraio 852)
- Geremia † (prima di dicembre 852 - dopo novembre 867)
- Gherardo I † (prima di giugno 869 - dopo novembre 895)
- Pietro II † (prima di ottobre 896 - dopo ottobre 932)
- Corrado † (prima di maggio 935 - dopo aprile 964)
- Aghino † (menzionato nel 967)
- Adalongo † (prima di agosto 968 - dopo giugno 978)
- Guido I † (prima di febbraio 979 - dopo ottobre 981)
- Teudigrimo † (prima di maggio 983 - dopo maggio 987)
- Isalfredo † (prima di aprile 988 - dopo dicembre 989)
- Gherardo II † (prima di gennaio 991 - dopo giugno 1003)
- Rodilando † (menzionato nel 1005)
- Grimizzo † (prima di marzo 1014 - 22 ottobre 1022 deceduto)
- Giovanni II † (prima di settembre 1023 - 28 maggio 1056 deceduto)
- Anselmo I † (prima del 23 marzo 1057 - 21 aprile 1073 deceduto) (nel 1061 eletto papa con il nome di Alessandro II)
- Sant'Anselmo II † (aprile o maggio 1073 - 18 marzo 1086 deceduto)
- Gottifredo † (prima del 4 luglio 1091 - 28 febbraio ? deceduto)
- Rangerio † (prima del 18 agosto 1097 - 25 gennaio 1112 deceduto)
- Rodolfo † (prima del 18 maggio 1112 - 1º dicembre 1118 deceduto)
- Benedetto I † (1º dicembre 1118 - 15 gennaio 1128 deceduto)
- Uberto † (prima del 3 marzo 1128 - dopo il 7 agosto 1135 deposto)
- Guido II † (menzionato nel 1138)
- Ottone † (prima di settembre 1139 - dopo luglio 1146 deceduto)
- Gregorio † (prima del 9 febbraio 1147 - 26 febbraio circa 1164 deceduto)
- Pievano † (prima del 1159 - dopo il 1166) (antivescovo)
- Lando † (prima del 19 dicembre 1167 - dopo il 28 gennaio 1176) (antivescovo)
- Guglielmo I † (prima del 1170 - dopo il 23 marzo 1194 deceduto)
- Guido III † (prima del 18 maggio 1194 - 9 maggio 1202 deceduto)
- Roberto † (prima del 31 agosto 1202 - 21 settembre 1225 deceduto)
- Opizzone † (prima di aprile 1228 - 1231 deposto)
- Sede vacante (1231-1236)[11]
- Guercio Tebalducci † (12 dicembre 1236 - 22 novembre 1256 deceduto)
- Enrico I † (22 novembre 1256 - 21 ottobre 1269 deceduto)
- Pietro Angiorello, O.P. † (21 ottobre 1269 - 18 maggio 1274 deceduto)[12]</ref>
- Paganello da Porcari † (9 o 11 agosto 1274 - 9 febbraio 1300 deceduto)
- Enrico II, O.F.M. † (1º agosto 1300 - agosto 1323 deceduto)
- Guglielmo di Montalbano, O.P. † (26 gennaio 1330 - 8 aprile 1349 deceduto)
- Berengario Blaxini † (21 ottobre 1349 - 14 gennaio 1368 deceduto)
- Guglielmo Lodart † (17 agosto 1368 - 16 giugno 1373 deceduto)
- Paolo Gabrielli † (9 gennaio 1374 - 10 settembre 1380 deceduto)
- Antonio da Riparia † (29 ottobre 1380 - 16 agosto 1383 deceduto)
- Giovanni Salvucci, O.F.M. † (9 ottobre 1383 - 24 settembre 1393 deceduto)
- Niccolò Guinigi † (31 gennaio 1394 - 15 novembre 1435 deceduto)
- Lodovico Maulini † (23 dicembre 1435 - 24 ottobre 1440 deceduto)
- Baldassarre Manni † (30 gennaio 1441 - 18 gennaio 1448 deceduto)
- Stefano Trenta † (4 marzo 1448 - 18 settembre 1477 deceduto)
- Giacomo Ammannati Piccolomini † (24 settembre 1477 - 10 settembre 1479 deceduto) (amministratore apostolico)
- Niccolò Sandonnini † (15 novembre 1479 - 19 luglio 1499 deceduto)
- Felino Sandei † (19 luglio 1499 succeduto - novembre 1499 dimesso)
- Giuliano della Rovere † (novembre 1499 - 29 agosto 1501 dimesso)
- Felino Sandei † (29 agosto 1501 - 6 settembre 1503 deceduto) (per la seconda volta)
- Galeotto Franciotti della Rovere † (ottobre o novembre 1503 - 11 settembre 1507 deceduto)
- Sisto Gara della Rovere † (11 settembre 1507 - 4 marzo 1517 dimesso) (amministratore apostolico)
- Leonardo Grosso della Rovere † (4 marzo 1517 - 9 marzo 1517 dimesso)
- Raffaele Riario della Rovere † (9 marzo 1517 - 13 novembre 1517 dimesso) (amministratore apostolico)
- Francesco Riario-Sforza † (13 novembre 1517 - maggio 1546 deceduto)
- Bartolomeo Guidiccioni † (26 maggio 1546 - 4 novembre 1549 deceduto)
- Alessandro Guidiccioni il vecchio † (4 novembre 1549 succeduto - 1600 dimesso)
- Alessandro Guidiccioni il giovane † (27 novembre 1600 - 16 marzo 1637 deceduto)
- Marcantonio Franciotti † (30 marzo 1637 - 31 luglio 1645 dimesso)
- Giavanbattista Rainoldi † (31 luglio 1645 - 26 dicembre 1649 deceduto)
- Pietro Rota † (27 giugno 1650 - 12 febbraio 1657 deceduto)
- Girolamo Buonvisi † (28 maggio 1657 - 20 febbraio 1677 deceduto)
- Giulio Spinola † (8 novembre 1677 - 25 settembre 1690 dimesso)
- Francesco Buonvisi † (27 settembre 1690 - 22 agosto 1700 deceduto)
- Orazio Filippo Spada † (15 dicembre 1704 - 17 gennaio 1714 nominato arcivescovo, titolo personale, di Osimo)
- Genesio Calchi † (28 maggio 1714 - 20 gennaio 1720 deceduto)
- Bernardino Guinigi † (20 dicembre 1723 - 13 gennaio 1729 deceduto)
- Tommaso Cervioni † (7 febbraio 1729 - 21 maggio 1731 dimesso e nominato vescovo titolare di Porfireone)
- Fabio di Colloredo, C.O. † (19 novembre 1731 - 15 novembre 1742 deceduto)
- Giuseppe Palma † (28 gennaio 1743 - 31 ottobre 1761 deceduto)
- Vincenzo Torre † (5 febbraio 1762 - 11 marzo 1763 deceduto) (vescovo eletto)
- Giovan Domenico Mansi, O.M.D. † (9 aprile 1764 - 27 settembre 1769 deceduto)
- Martino Bianchi † (12 marzo 1770 - 26 dicembre 1788 deceduto)
- Filippo Sardi † (3 agosto 1789 - 8 marzo 1826 deceduto)
- Giuseppe De Nobili † (3 luglio 1826 - 29 marzo 1836 deceduto)
- Giovanni Domenico Stefanelli, O.P. † (11 luglio 1836 - 18 dicembre 1844 dimesso)
- Pierluigi Pera † (21 aprile 1845 - 8 luglio 1846 deceduto)
- Sede vacante (1846-1849)
- Giulio Arrigoni † (5 novembre 1849 - 10 gennaio 1875 deceduto)
- Nicola Ghilardi † (15 marzo 1875 - 20 luglio 1904 deceduto)
- Benedetto Lorenzelli † (14 novembre 1904 - 29 aprile 1910 dimesso)
- Arturo Marchi † (29 aprile 1910 - 4 febbraio 1928 deceduto)
- Antonio Torrini † (15 giugno 1928 - 20 gennaio 1973 deceduto)
- Enrico Bartoletti † (20 gennaio 1973 succeduto - 25 marzo 1973 dimesso)
- Giuliano Agresti † (25 marzo 1973 - 18 settembre 1990 deceduto)
- Bruno Tommasi (20 marzo 1991 - 22 gennaio 2005 ritirato)
- Benvenuto Italo Castellani, succeduto il 22 gennaio 2005
Personalità legate alla diocesi [modifica]
Statistiche [modifica]
L'arcidiocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 312.369 persone contava 293.145 battezzati, corrispondenti al 93,8% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1950 | 259.227 | 259.270 | 100,0 | 538 | 415 | 123 | 481 | 151 | 177 | 248 | |
| 1970 | 259.915 | 260.138 | 99,9 | 482 | 357 | 125 | 539 | 156 | 834 | 261 | |
| 1980 | 277.885 | 279.035 | 99,6 | 417 | 315 | 102 | 666 | 109 | 708 | 260 | |
| 1990 | 278.522 | 279.934 | 99,5 | 333 | 269 | 64 | 836 | 3 | 70 | 609 | 256 |
| 1999 | 302.140 | 306.774 | 98,5 | 346 | 282 | 64 | 873 | 13 | 77 | 535 | 362 |
| 2000 | 302.000 | 306.000 | 98,7 | 339 | 275 | 64 | 890 | 13 | 77 | 548 | 362 |
| 2001 | 302.000 | 308.360 | 97,9 | 342 | 280 | 62 | 883 | 16 | 74 | 546 | 362 |
| 2002 | 301.200 | 307.507 | 97,9 | 316 | 287 | 29 | 953 | 16 | 49 | 457 | 363 |
| 2003 | 293.140 | 299.972 | 97,7 | 306 | 277 | 29 | 957 | 16 | 50 | 452 | 363 |
| 2004 | 293.145 | 312.369 | 93,8 | 306 | 277 | 29 | 957 | 17 | 50 | 426 | 362 |
Note [modifica]
- ^ I territori della contea comprendevano i paesi di Diecimo, Sesto, Aquilea, Santo Stefano, San Quirico, San Cassiano, San Lorenzo e San Michele di Moriano.
- ^ Cfr. decreto Pastoralis collocatio della Congregazione per i Vescovi ed elenco delle parrocchie in AAS 85 (1993), pp. 205-212.
- ^ Secondo Lanzoni (op. cit., pp. 594-595), questo vescovo, il cui nome compare in un'iscrizione del 1201, potrebbe essere lo stesso Valeriano del manoscritto dell'archivio capitolare, successore di san Frediano.
- ^ Un Maximus a Tuscia de Luca era presente al concilio di Sardica (cfr. Lanzoni, p. 590).
- ^ Un sanctus Theodorus episcopus lucanae civitatis è ricordato per la prima volta come contitolare della chiesa lucchese di San Donato nell'887 (cfr. Lanzoni, p. 590).
- ^ Secondo Duchesne, è il vescovo della Tuscia Annonaria a cui scrisse una epistola papa Pelagio I (cfr. Lanzoni, p. 590).
- ^ Predecessore immediato di san Frediano.
- ^ Di lui parla papa Gregorio I in una lettera del 593, dalla quale si evince che era morto da poco tempo.
- ^ Successore immediato di san Frediano.
- ^ Tra Roberto e Opizzone, Eubel e Gams collocano Gualtero (menzionato nel 1209) e un R. eletto il 7 ottobre 1225, ed ignorano Ricciardo.
- ^ Durante la vacanza della sede, la diocesi fu data in amministrazione al vescovo di Firenze e all'arcivescovo di Pisa (cfr. Eubel).
- ^ La tradizione, accreditata anche da Eubel e Gams, menzionano un vescovo Paganello (I), collocato tra il 1269 ed il 1272; la cronotassi riportata dal sito web ufficiale dell'arcidiocesi, nega che questo vescovo sia mai esistito. Secondo questa fonte, Pietro Angiorello fu eletto dal capitolo nel 1269 e confermato dalla papa Gregorio X il 14 maggio 1272.
Fonti [modifica]
- Annuario pontificio del 2005 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- Sito ufficiale dell'arcidiocesi
- Lucca in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
- (EN) Scheda dell'arcidiocesi su www.gcatholic.com
- Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza 1927, pp. 589-605
- Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia 1859, vol. XV, pp. 467-559
- Cronotassi dei vescovi e privilegi episcopali
- (LA) Bolla Inscrutabili divinae, in Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum pontificum Taurinensis editio, Vol. XXII, pp. 430-432
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 739-741
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 313; vol. 2, p. 180; vol. 3, pp. 228-229; vol. 4, p. 223; vol. 5, p. 247; vol. 6, p. 265
Voci correlate [modifica]
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