Ripafratta
| Ripafratta frazione |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Coordinate | 43°49′01″N 10°24′53″E / 43.81694°N 10.41472°ECoordinate: 43°49′01″N 10°24′53″E / 43.81694°N 10.41472°E | ||||
| Altitudine | 12 m s.l.m. | ||||
| Abitanti | 628 (2001) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 56017 | ||||
| Prefisso | 050 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Nome abitanti | ripafrattesi | ||||
| Patrono | san Bartolomeo Apostolo | ||||
| Localizzazione | |||||
Ripafratta è una frazione del comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa.
Indice |
Geografia [modifica]
Il borgo di Ripafratta è posto sul confine con i comuni di Lucca e di Vecchiano, nella stretta gola tra il colle Vergario, ultima propaggine del Monte Pisano, ed il fiume Serchio.
Il paese è costruito a ridosso della Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, nota un tempo come Via Æmilia Scauri, e successivamente come Via Julia Augusta.
Snodo fluviale [modifica]
Ripafratta sorge sulla riva del Serchio, terzo fiume della Toscana, che nasce dal monte Sillano e giunge al mare nei pressi di San Rossore. Tra il fiume e il paese scorre il canale Ozzeri, che proveniente dalla Lucchesia, si immette in Serchio all'altezza di Rigoli. Il Fosso dei Mulini, detto anche "canale macinante" o "di Ripafratta", venne fatto costruire da Lorenzo de' Medici nel 1475 per azionare un mulino di sua proprietà (oggi noto come Molino Grassotti, ancora visibile nel centro del paese). Il canale raccoglie le acque del Serchio, passa sotto l'Ozzeri e sotto Ripafratta, e costeggiando il percorso della Via Æmilia Scauri poi Via Julia Augusta, attuale antico percorso della Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, dopo aver attraversato Rigoli, Corliano, San Giuliano Terme e La Figuretta, si immette in Arno nei pressi di Piazza delle Gondole a (Pisa).
Nei pressi di Ripafratta, giusto a valle del ponte che la collega a Filettole, il fiume è caratterizzato da una piccola cascata artificiale, la Steccaia.
Stazione ferroviaria [modifica]
Nel 1846 la linea ferroviaria tra Lucca e Pisa è giunta a Ripafratta. Oggi la stazione ferroviaria è incustodita e Ripafratta è rimasta solo come fermata.
Toponimo [modifica]
Il nome del paese è cambiato nel tempo e non è chiaro quale sia la sua origine.
Prima del Mille, la località era conosciuta come "Ottavo", perché tale era la distanza da Pisa [1] o anche come Ripa[2].
Nel XVI secolo il paese era noto invece con il nome Librafratta. [3] [4]
Su altri testi antichi, compare il nome Ripafractae o Ripafracta, forse a ricordo di una grave inondazione intorno all'anno 1000, che causò la rottura dell'argine nei pressi del paese, infatti ripa significa riva e fracta è l'equivalente latino di rotta.
Storia [modifica]
Nata come avamposto doganale per la sua posizione di confine tra le due potenze lucchese e pisana, Ripafratta ha acquistato sempre una maggiore importanza strategica, tanto da far sorgere la necessità di rafforzare la torre esistente (risalente al 970) trasformandola così in una vera e propria rocca castellana (1162-’64), detta di San Paolino, con un recinto a pianta poligonale irregolare (occupato al centro dal mastio quadrangolare) ed altre due torri adiacenti alle mura.
Nel 1256 la pace di Ripafratta, sancisce la fine della guerra tra Lucca e Firenze da un lato, e Pisa dall'altro. Pisa deve cedere Motrone e Ripafratta.
La pieve di Ripafratta ha fatto parte fino al 1789 della Diocesi di Lucca, quando insieme a Barga fu ceduta all'Arcidiocesi di Pisa in cambio delle parrocchie intorno alla pieve di Massaciuccoli[5].
Il terremoto del 1846 lesionò molte case e l'antica pieve romanica, che per ragioni di sicurezza fu demolita.
Durante la seconda guerra mondiale, Ripafratta si trovò sulla linea gotica. Il 24 agosto 1944 nei pressi del ponte 38 persone (inclusi i sacerdoti don Libero Raglianti e don Angelo Unti) furono trucidate dalle SS tedesche di stanza a Nozzano. Un cippo ricorda il luogo del massacro e i nomi delle vittime.
Monumenti storici e beni artistici [modifica]
Nei pressi di Ripafratta sono sorte nel corso della storia diverse costruzioni di interesse artistico, architettonico e culturale.
Rocca di San Paolino [modifica]
| Per approfondire, vedi Castello di Ripafratta. |
La Rocca di San Paolino è un poderoso castello medievale, del XII secolo, che sovrasta il paese.
Il sistema di fortificazioni [modifica]
- Torre Centìno, secolo XIII, torre di avvistamento
- Torre Niccolai, secolo XIII, torre di avvistamento
- I resti delle Mura: a causa della sua posizione di confine tra Pisa e Lucca, nel medioevo Ripafratta è stata fortificata e contesa dalle due città. Delle mura del paese non rimangono che tracce. La torre-porta che controllava il traffico sulla strada, era nota come Torre del Fiume, poiché situata nei pressi del Serchio; fu fatta saltare nel 1944 dalle truppe tedesche in ritirata. Oggi è visibile soltanto parte del basamento.
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo [modifica]
La chiesa pievania di San Bartolomeo Apostolo risale al 1854-57, quando fu edificata in sostituzione dell’antica pieve romanica pre-esistente, gravemente lesionata dal terremoto del 1846. La facciata della chiesa, in alto nel timpano, riporta lo stemma dei nobili Roncioni, che avevano sulla chiesa di Ripafratta il cosiddetto ius patronatus, cioè il diritto di presentare dei nomi al Vescovo per la nomina del pievano. L'ultimo ad essere nominato con tale diritto medioevale è stato monsignor Mario Maracich (pievano di Ripafratta fino al 2006) il 27 agosto 1950.
Ai piedi della facciata si trovano tre imponenti scalini di pietra dura, che terminano con un piccolo spiazzo lastricato. L'ingresso alla Chiesa è segnato da un grande portone con gli stipiti in pietra serena.
All'interno, sulla parete di entrata, si trova la cantoria in legno dipinto che contiene un organo "Tronci", risalente al 1883. Sotto, sulla sinistra, in un'urna protetta da un vetro, l'antica statua lignea della Madonna di Rupecava, opera di Andrea Pisano. Sulla parete di destra sono invece murate due pietre. La più grande era stata la pietra tombale di Matteo Gambacorti, giovane nobile pisano, morto di peste a Ripafratta attorno al XV secolo. L'altra è la pietra di fondazione della originale pieve romanica, risalente al 1327, con iscritti i nomi di alcuni dei "fabbriceri". Ancora a fianco, la moderna lapide che ricorda monsignor Mario Maracich. Un'altra urna, sull'altare di destra, custodisce una "Madonna con Bambino" in gesso, opera di Vincenzo Moroder di Ortisei. Di fronte, l'altare del Crocifisso (una pregiata scultura lignea di colore scuro) detto del "Niccolai", perché fino a non molti anni fa era in custodia per il mantenimento a tale famiglia ripafrattese.
Infine, l'altar maggiore, in marmo, opera ottocentesca con le balaustre di marmo di Siena, che chiudono il presbiterio. Da evidenziare il pulpito, ideato dal Conte Carlo Biscaretti, nobile torinese cofondatore della FIAT e amante di Ripafratta, dove ha vissuto e dove è morto nel 1959. Nel coro, sulla parete, un grande quadro ottocentesco con Madonna e martiri.
L'eremo di Rupecava [modifica]
| Per approfondire, vedi Eremo di Santa Maria ad Martyres. |
L'Eremo di Santa Maria ad Martyres, detto anche Rupecava, è un antico convento, oggi in rovina e vandalizzato, posto sulle colline sovrastanti Ripafratta. Gli abitanti del paese e di tutta la Valdiserchio vi sono fortemente legati, come si evidenzia dal culto tributato all'omonima Madonna. La celebre Statua della Madonna di Rupecava è stata scolpita nel 1326 da Andrea Pisano ed è attualmente conservata nella chiesa di Ripafratta.
Il mulino mediceo [modifica]
L'antico Mulino, fatto costruire da Lorenzo de' Medici e azionato dalle acque del Canale Macinante (che nasce a Ripafratta dal Serchio e scorre sotto il paese), è tutt'oggi visitabile in quanto convertito in attività commerciale.
Feste e festività [modifica]
- Ultimo fine settimana di Maggio o primo di Giugno: Festa di Primavera: visita alla Rocca e alle fortificazioni vicine, esposizioni, mostre e degustazioni di prodotti tipici della zona, sagra.
- 14 agosto: Festa del Voto all'Eremo di Santa Maria ad Martyres, nell'anniversario del terremoto del 1846.
- 24 agosto: San Bartolomeo Apostolo, patrono del paese.
- 8 settembre: Natività di Maria, pellegrinaggio all'Eremo di Santa Maria ad Martyres.
- Festa Triennale: la seconda domenica di ottobre, ogni tre anni, in onore alla Madonna del Rosario.
Personalità legate a Ripafratta [modifica]
- Lorenzo da Ripafratta, domenicano, vi nacque nel 1373, secondo la leggenda proprio all'interno del castello. È venerato come beato dalla Chiesa cattolica.
- Robustiano Morosoli, politico, senatore del regno d'Italia nella XIII legislatura. Ha vissuto a Ripafratta e vi è morto nel 1904.
- Carlo Biscaretti di Ruffia, disegnatore, storico e progettista, cofondatore della FIAT, ha vissuto a Ripafratta, dove è morto nel 1959.
- Giovanni Paolo Benotto, attuale arcivescovo metropolita di Pisa e primate di Sardegna e Corsica, è originario di Ripafratta, dove ha vissuto a lungo prima di intraprendere incarichi ecclesiali.
- Il Cavaliere di Ripafratta, personaggio immaginario della Locandiera di Carlo Goldoni.
- Il Marchese di Ripafratta, personaggio immaginario della opera L'infedeltà delusa (1773) di Franz Joseph Haydn.
Toponomastica [modifica]
Le vie del paese sono quasi tutte intitolate a pittori:
- Via Carlo Cignani
- Via Silvestro Lega (già via Vanella)
- Via Giovanni Fattori
- Via Domenico Morelli
- Via Cimabue (già via delle Corti)
Tranne le vie dietro la chiesa che hanno mantenuto il nome originale:
- Via di Sopra
- Vicolo del Campanile
quella sui ponti che conduce a Filettole
- via di Ripafratta
e la più recente di tutte, intitolata a
Accanto alla toponomastica ufficiale, ne rimane ancora diffusa tra i ripafrattesi una più popolare che divide il paese in frazioni ancora più piccole:
- Al confine con Pugnano
- Bu'onero
- Sassina,
- In monte
- Le Pinzole
- alla Rocca
- alla Ceccia
- dal Vanni
- in Paese
- Dogana
- Mulino
- Fori porta
- Cancelli
- Farneta
- Cianetto
- Treto
- Chiesino
- l'Aloisi
Curiosità [modifica]
- A Ripafratta è stata girata una scena del film Il paziente inglese, ben visibile è la Rocca.
Note [modifica]
- ^ Matthaei:Historia Ecclesia Pisana, Archivio Arcivescovile di Pisa, 6 aprile 987
- ^ Archivio parrocchiale di Montuolo, 970
- ^ Documento della Compagnia del S.S. Sacramento conservato nell'archivio parrocchiale, 1553.
- ^ Lettera di Niccolò Machiavelli a Giovanni Ridolfi, Firenze, 1 giugno 1504.
- ^ Papa Pio VI: Bolla del 18 luglio 1789