Castello di Montegufoni

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Coordinate: 43°40′12.99″N 11°05′23.57″E / 43.670275°N 11.089881°E43.670275; 11.089881

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La torre ispirata alla Torre di Arnolfo di Palazzo Vecchio (1546)
Cortile
Affreschi della Grotta

Il Castello di Montegufoni è situato a Montegufoni, una frazione del comune di Montespertoli a 20 km a sud di Firenze.

Montegufoni si erge sulla vecchia via Volterrana, la strada che congiunge Firenze con Volterra. Originariamente il castello appartenne alla famiglia degli Ormanni, una famiglia citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1135, i fiorentini attaccano per la prima volta il castello tentando di raderlo al suolo. L'edificio è lasciato in rovina fino al XIII secolo quando diviene proprietà della famiglia Acciaioli. Gugliarello Acciaioli ne è il primo proprietario. I suoi discendenti si arricchiscono enormemente grazie alla banca di loro proprietà e verso la fine del XIII secolo, Montegufoni si è ormai trasformato in un complesso composto dal palazzo centrale e da sette edifici di dimensioni minori circondati da mura di cinta: le cosiddette sette vecchie ville del castello ancestrale di Montegufoni citate in un'iscrizione del castello.

Nel 1310 qui nacque, in una sala del castello successivamente trasformata in cappella, Niccolò Acciaiuoli, che diventò in seguito Gran Siniscalco del Regno di Napoli ed un caro amico di Boccaccio e di Petrarca. Nel 1348, il re di Napoli Luigi di Taranto allontanato dal suo regno in seguito al conflitto con il Re d'Ungheria, si rifugia con il suo primo ministro a Montegufoni. Egli aveva l'abitudine di banchettare con il vescovo Angelo Acciaiuoli nella sala dei Banchetti (sala oggi chiamata il Teatro ) che dà sulla parte del castello oggi chiamata Cortile dei Duchi .

Nel 1386 da Donato Acciaioli, personaggio che possedeva i titoli di Duca di Atene, Senatore di Roma e Gonfaloniere della Repubblica di Firenze viene costruita la torre che ancora oggi sovrasta il castello. Nel 1396, Donato viene bandito da Firenze, ma i suoi beni (compreso Montegufoni ) sono salvati della confisca dal suo fratello cardinale. I tre figli di Donato risiederono alla Corte di Atene fino a che uno di loro, Agnolo di Jacopo, tornò a Montegufoni con suo figlio (il duca Francesco) ed il suo cugino (è in quell'epoca che probabilmente nasce l'appellativo Corte dei duchi).

Nel 1546, un altro Donato restaura la torre sul modello della Torre di Arnolfo del Palazzo Vecchio di Firenze e costruisce la sala d' armi (sala chiamata oggi Galleria ) e in questo periodo Montegufoni diventa il punto di ritrovo di numerosi artisti fiorentini. Nel 1612, Cosimo II de' Medici è invitato a Montegufoni. Verso il 1650, Donato con sua moglie Anna Maria Altoviti restaura tutto il castello dandogli l'aspetto che tuttora mantiene, collegando i sette edifici fino allora distinti. Il castello continua ad essere uno dei più celebri ritrovi dell'alta società fiorentina per tutto il XVII secolo e anche durante il XVIII, fino al declino economico della famiglia Acciaioli, che lo vende alla famiglia Baracchi.

Nel 1909, Sir George Sitwell, un eccentrico[1] inglese, si innamora della splendida struttura di Montegufoni e decide di comperarlo a nome di suo figlio Sir Osbert Sitwell. Dopo esserne divenuto proprietario Sitwell inizia ad arricchire ed abbellire il castello. Nel 1922 chiama a decorare il castello Gino Severini, che realizza una serie di affreschi.

Durante la Seconda guerra mondiale per evitare che venissero trafugate vennero nascoste a Montegufoni opere d'arte come l'Adorazione dei Magi di Domenico Ghirlandaio, la Primavera di Sandro Botticelli e la Madonna di Ognissanti di Giotto[2].

I baroni Sitwell hanno fatto del castello un importante centro culturale invitandovi artisti soprattutto americani ed inglesi. Nel 1966, Sir Osbert, diventato un autore britannico celebre, si stabilisce definitivamente al castello. Colpito dalla malattia di Parkinson vi morì nel 1969. Nel 1972 Reresby Sitwell vende il castello all'attuale proprietario Sergio Posarelli che inizia a restaurarlo per fare del castello di Montegufoni un lussuoso luogo di vacanza.

Il castello oggi[modifica | modifica sorgente]

Il castello, come molti luoghi in Toscana, è stato trasformato suddiviso in appartamenti e oggi viene utilizzato soprattutto per cerimonie e convegni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sitwell famiglia di britannici eccentrici
  2. ^ Men and the Monuments, Acquavite arti, and Archives (MFAA)[non chiaro]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) , in Roberts Commissione: Records of the American Commission for the protection and Salvage of Artistic and Historic monuments in War Areas (1943-1946)
  • Osbert Sitwell: L'homme qui se perdit lui-même (1933), Edizioni Gallimard ISBN 2-07-026010-0.
  • Edith Sitwell: Les excentriques anglais (1988), Edizioni Gallimard ISBN 2-87653-062-7.

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