Theo van Doesburg

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Theo van Doesburg al Cafè de l'Aubette a Strasburgo, 1927
La composizione VII De drie gratiën ((Le tre grazie) di Theo van Doesburg, 1917
Cafè de l'Aubette a Strasburgo, 1926-1927

Theo van Doesburg, pseudonimo di Christian Emil Marie Küpper (Utrecht, 30 agosto 1883Davos, 7 marzo 1931), fu un autodidatta, teorico dell'architettura e delle arti figurative, pittore, architetto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La sua prima mostra di quadri si tenne all'Aja nel 1908. Dal 1912 iniziò a pubblicare sulla rivista Eenkeid i suoi primi scritti letterari e di critica d'arte. Nel 1916, insieme agli architetti Jacobus Johannes Pieter Oud e Jan Wils, diede vita all'associazione De Stijl.

De Stijl[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1917 con Piet Mondrian fondò la rivista De Stijl che decantava il radicale "rinnovamento dell'arte" e intorno alla quale nacque il movimento del neoplasticismo. Alla rivista partecipò scrivendo su svariati argomenti e firmandosi spesso con pseudonimi: come poeta si firmava J.K. Bonset, come filosofo A. Camini. Attraverso la rivista ebbe contatti con gli esponenti di gran parte delle avanguardie europee.

I contatti con il Bauhaus[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1919 su invito di Viking Eggeling ed Hans Richter van Doesburg si recò a Berlino, portando con sé i primi films astratti, la collezione della rivista De Stijl e fotografie dei lavori neoplastici[1]. La notte di Natale, in casa di Bruno Taut, van Doesburg incontrò Walter Gropius, Adolf Meyer, Fred Forbat e diversi studenti del Bauhaus[2]. Gropius dopo aver esaminato il materiale auspicò la presenza di van Doesburg a Weimar. Nel 1921 con la nuova moglie Pétro-Nelly van Moorsen[3] nel mese di aprile si trasferirono a Weimar, con l'intento di essere immesso nel corpo docente del Bauhaus. Nel 1922 collaborò anche alla rivista dada Mécano con Kurt Schwitters, Jean Arp e Tristan Tzara.


La pittura aveva il compito di valorizzare l'architettura. La sua pittura è caratterizzata dall'utilizzo di colori primari e forme geometriche elementari, come linee e quadrati. Nel 1925 la Bauhaus pubblica a Monaco uno scritto sui principi basilari delle arti plastiche [1] "Grundbegriffe der neue Gestaltenden Kunst".

Nel 1927 realizzò il restauro del Cafè de l'Aubette a Strasburgo insieme a Hans Arp e Sophie Taeuber; in questo intervento è evidente la sua visione spaziale mediante sintesi geometrica e colori puri. L'anno prima della sua morte progettò di costituire un nuovo gruppo d'avanguardia; tale decisione probabilmente derivava dall'amarezza per l'esperienza negativa dell'incontro con il Bauhaus di Walter Gropius a Weimar. Nel 1930 il suo atelier parigino sarà nuova sede per il movimento De stijl. Nel 1931, anno della sua morte, finirà anche l'avventura del movimento De Stijl.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruno Zevi, Poetica dell'architettura neoplastica, Torino 1974 pp.16-17
  2. ^ L'episodio è riportato dallo stesso van Doesburg sulla rivista; T. van D., De Stijl (147) pp. 53-54,
  3. ^ Questo con Pétro era il terzo matrimonio, infatti si era sposato con Agnita Enrica Feis e con Helena Milius Sergio Polano nell'Introduzione a Theo van Doesburg, Scritti di arte e di architettura p. 41
  4. ^ Nella foto sono riconoscibili Werner Graeff, Raoul Hausmann, Theo van Doesburg, Cornelis van Eesteren, Hans Richter, Nelly van Doesburg, (De Pistoris?), El Lissitzky, Ruggero Vasari, Otto Freundlich (?), Hannah Höch, Franz Seiwert e Stanislav Kubicki

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