De Stijl
| « De Stijl è stato, di fatto, uno degli episodi-chiave nella storia dell'arte contemporanea » | |
De Stijl (che in olandese significa Lo stile), anche conosciuto con il nome di Neoplasticismo (in olandese: Nieuwe Beeldende), è un movimento artistico fondato in Olanda nel 1917.
Il termine neoplasticismo è comparso per la prima volta nell'ottobre del 1917 con la pubblicazione del primo numero della rivista De Stijl fondata da Theo Van Doesburg[1]. Questo termine è stato utilizzato da Piet Mondrian e Theo van Doesburg nella pubblicazione del Manifesto De Stijl[2] per descrivere la loro forma d'arte: astratta, essenziale e geometrica.
Indice |
[modifica] Il neoplasticismo e l'arte
Nella teoria neoplastica oltre alle tecniche tradizionali viene accantonata anche la distinzione fra le arti.
| « Nella poetica neo-plastica è estetico il puro atto costruttivo: combinare una verticale ed una orizzontale oppure due colori elementari è già costruzione. È il principio in cui credono ugualmente un pittore come Mondrian, uno scultore come Vantongerloo, architetti come G. T. Rietveld, J. J. Oud, C. van Eesteren. » | |
[modifica] L'architettura
Lo stile architettonico è caratterizzato da piani o setti murari, spesso colorati, che fuoriescono dai volumi con una legge di crescita ortogonale e quasi mai obliqua o curvilinea. Vi è, inoltre, la compenetrazione tra spazi interni ed esterni, cioè l'architettura prosegue oltre lo spazio interno dell'edificio, in opposizione nei confronti della natura, ed è assente ogni sorta di contenuto realistico e decorativo. L'aspirazione ad un'arte basata su leggi rigorose si traduce nell'uso esclusivo dei colori primari, dei non colori' e di elementi multipli e sottomultipli del rettangolo. Il neoplasticismo condividerà con il Bauhaus gli assunti di razionalità e chiarezza, l'istanza riformatrice, etica e sociale insieme, influenzando lo sviluppo di svariate avanguardie. Le idee dei nuovi movimenti razionalisti e modernisti finirono ben presto per scontrarsi con il nazismo in Germania, che costrinse il Bauhaus alla chiusura insieme a tutte le avanguardie che ne facevano parte, neoplasticismo incluso. Infatti Hitler rifiutò il Modernismo come stile, guardando con sospetto politico gli architetti del Bauhaus, poiché in tanti avevano avuto precedenti collegamenti con i movimenti socialisti e comunisti. Il più autorevole interprete ne è sicuramente Gerrit Rietveld che realizzerà, tra l'altro, Casa Schröder a Utrecht del 1924 rispettando i 16 punti teorizzati da Theo Van Doesburg.
Tuttavia la sintesi dei concetti architettonici del neoplasticismo sarebbero espressi in maniera completa nel disegno del 1923, del regista berlinese Hans Richter, intitolato Filmmoment. Questo disegno infatti è stato utilizzato da Bruno Zevi per rappresentare la sintassi della scomposizione quadridimensionale che, secondo il noto stusioso, rappresenta una delle 7 invarianti del linguaggio moderno dell'architettura[4].
[modifica] La pittura
| Per approfondire, vedi la voce Astrattismo geometrico. |
| « Ciò che intendo dire con forma mutuata dalla natura in contrapposizione a forma plastica è: albero contrapposto a linea; rosa rossa contrapposto a rosso tondo, ecc. » | |
Nel 1916 Theo van Doesburg pubblica sulla rivista De Beweging (Il Movimento) una serie di articoli, che saranno in seguito raccolti in volume, con il titolo De Nieuwe in de Schilder-kunst (in italiano: Il nuovo nell'arte della pittura)[5], dove cerca di dimostrare l'evoluzione della pittura dalle forme della natura degli artisti del passato alle forme d'emozione di quelli del presente.
Dall'ottobre del 1917 allo stesso mese del 1918 Piet Mondrian pubblica sulla rivista De Stijl 11 articoli sul De Nieuwe Beelding in de schilderkunst (Il nuovo movimento nell'arte della pittura) in cui espone la sua teoria sulla pittura.
Quella del neoplasticismo è una pittura, nell'ambito dell'astrattismo geometrico, che in un certo senso assomiglia ad una operazione matematica. Tutto si basa sugli elementari della linea, del piano e dei colori primari.
[modifica] Il design
Nel campo del disegno industriale un ruolo determinante fu quello giocato da Gerrit Rietveld, il quale essendo stato un falegname lavorò intensamente nella produzione di arredi e mobili. Le sue creazioni sono ormai divenute delle icone. Tra questi la sedia "Red and blue" (1918), dove il colore assume un significato determinante, il tavolo "Divan Tafel" del (1923) progettato per casa Schroder a Utrecht, la sedia "Zig zag" (1932).
[modifica] I protagonisti e influenzati dal neoplasticismo
[modifica] Gli architetti
- Theo Van Doesburg (1883-1931)
- Gerrit Thomas Rietveld (1888-1964)
- Jacobus Johannes Pieter Oud (1890-1963)
- Cornelis van Eesteren (1897-1988)
- Mies van der Rohe
- Walter Gropius
[modifica] Gli artisti
- Piet Mondrian (1872-1944)
- Hans Richter (1888-1976)
- Ilya Bolotowsky (1907-1981)
- Marlow Moss (1890-1958)
- Amédée Ozenfant (1886-1966)
- Max Bill (1908-1994)
- Jean Gorin (1899-1981)
- Burgoyne Diller (1906-1965)
- Georges Vantongerloo (1886-1965)
- Walter Dexel (1890-1973)
- Peter Alma (1886-1969)
- Jan Wils
- Robert van't Hoff
- Vilmos Huszar
- Johannes Duiker
- Bernard Bijovet
- Jean Arp
- El Lissitzky
- Cesar Domela
- Piet Zwart
- Friedrich Vordemberge-Gildewart
- Antony Kok
- Sophie Taeuber-Arp
- Vilmos Huszar
- Bart van der Leck
- Eileen Gray
[modifica] Riviste
[modifica] Note
- ^ Sergio Polano nell'Introduzione a Theo van Doesburg, Scritti di arte e di architettura pag. 18
- ^ S. Polano, ibidem, p.21
- ^ Giulio Carlo Argan, L'arte moderna (1770/1970), Firenze 1970, p.352
- ^ Zevi B., Poetica dell'architettura neoplastica, p. 10
- ^ T. van Doesburg, De Nieuwe in de Schilder-kunst, Delft 1917
[modifica] Bibliografia
- Theo van Doesburg, Scritti di arte e di architettura, Roma 1979
- Zevi B., Poetica dell'architettura neoplastica, Torino, 1974. ISBN 88-06-38182-2 ISBN 978-88-06-38182-0
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