Piet Mondrian

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Cosa voglio esprimere con la mia opera? Niente di diverso da quello che ogni artista cerca: raggiungere l'armonia tramite l'equilibrio dei rapporti fra linee, colori e superfici. Solo in modo più nitido e più forte. »
Pieter Cornelis Mondriaan

Pieter Cornelis Mondriaan, meglio conosciuto come Piet Mondrian (Amersfoort, 7 marzo 1872New York, 1º febbraio 1944), è stato un pittore olandese, importante esponente del movimento artistico De Stijl, fondato da Theo van Doesburg.

Nonostante siano molto famosi, anche se spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri non rappresentativi, per cui è conosciuto e che consistono in forme rettangolari di rosso, giallo, blu o nero, sono in effetti il risultato di un'evoluzione stilistica che avvenne nel corso di quasi trent'anni, per continuare oltre questo stesso punto fino alla fine della sua vita.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Olanda, 1872-1912[modifica | modifica sorgente]

Cominciò la sua carriera come insegnante, ma in questo periodo lui stesso praticava anche l'arte della pittura. La maggior parte dei suoi lavori in questo periodo è naturalista o impressionista, e consiste principalmente in paesaggi. Queste immagini pastorali della sua natia Olanda descrivono mulini, campi e fiumi, inizialmente nella maniera impressionista olandese della scuola de L'Aia, successivamente con l'utilizzo di una varietà di stili e tecniche che documentano la sua ricerca per una espressione personale. Questi suoi dipinti sono ancora in modo più definito (rispetto ai successivi) rappresentativi, e ci illustrano l'influenza che svariati movimenti artistici, tra cui il puntinismo e i vividi colori del fauvismo, ebbero su Mondrian.

In esposizione al Gemeentemuseum di L'Aia si possono vedere svariati dipinti di questo periodo, compresi Il Mulino Rosso e Alberi nella luce della luna. Un dipinto del 1908, intitolato "Avond" ("Sera"), rappresenta una scena di un albero in un campo al crepuscolo e ci predice i futuri sviluppi con l'utilizzo di una tavolozza composta quasi solo da rosso, giallo e blu. Pur non essendo in alcun modo astratto, "Avond" è il primo tra i lavori di Mondrian ad enfatizzare l'uso dei colori primari.

I primi dipinti a mostrarci un accenno dell'astrazione che verrà sono una serie di tele datate tra il 1905 e il 1908, che rappresentano scene buie di alberi confusi e case che si riflettono in specchi d'acqua immobile che ce li fanno apparire quasi come macchie d'inchiostro nei test di Rorschach. Ad ogni modo, nonostante il risultato finale porti lo spettatore ad enfatizzare le forme più che il contenuto, questi quadri sono ancora fermamente radicati alla natura, ed è solamente la conoscenza degli sviluppi successivi dei lavori di Mondrian che ci porta a ricercare le origini dei suoi lavori futuri in queste opere.

L'arte di Mondrian fu sempre intimamente legata ai suoi studi spirituali e filosofici. Nel 1908, cominciò ad interessarsi al movimento teosofico iniziato da Helena Petrovna Blavatsky nella seconda metà del XIX secolo. La Blavatsky riteneva fosse possibile raggiungere una più profonda conoscenza della natura che quella resa disponibile dai mezzi empirici: molto del lavoro di Mondrian per il resto della sua vita venne ispirato da questa sua ricerca della conoscenza spirituale.

Mondrian rimase molto colpito da una mostra di opere cubiste ad Amsterdam nell''11 che modificò profondamente il suo lavoro a venire. La sua ricerca della semplificazione è visibile nelle due versioni di "stilleven met gemberpot" ("natura morta con giara"). La versione dell' '11 è cubista, mentre quella del '12 si riduce a una forma rotonda con triangoli e rettangoli.

Parigi, 1912-1914[modifica | modifica sorgente]

Nel '12, Mondrian si trasferì a Parigi, cambiando anche il suo nome da Mondriaan in quello che conosciamo per enfatizzare la sua partenza dalla vita chiusa dello stagno artistico olandese. Da questo momento in poi, firmerà le sue opere come "Mondrian". In questo periodo parigino, l'influenza del cubismo di Picasso e Braque si fanno notare quasi immediatamente nei suoi quadri. Dipinti come "The Sea" (1912) e i vari studi su alberi successivi a quell'anno ancora hanno una certa misura di rappresentativismo, ma sono sempre più dominati dalle forme geometriche e dai piani incastrati tra loro, molto comuni nel cubismo. Comunque, mentre Mondrian era desideroso di assorbire e trasportare nel suo lavoro l'influenza cubista, sembra chiaro che egli vede il cubismo stesso come una strada che porta a una fine, piuttosto che una fine in sé.

Olanda, 1914 -1919[modifica | modifica sorgente]

Diversamente dai cubisti, Mondrian continuava a tentare di riconciliare la sua pittura con le sue ricerche spirituali, e nel 1913 cominciò a fondere la sua visione d'arte e i suoi studi teosofici in una teoria che segna la sua rottura finale con la pittura rappresentativa. La Grande guerra cominciò mentre Mondrian era in famiglia, nel 1914, ed egli fu costretto a rimanere in Olanda per tutta la durata del conflitto. In questo periodo, abitò presso la colonia di artisti di Laren, conoscendovi Bart van der Leck e Theo van Doesburg, entrambi artisti che, in quello stesso momento, stavano attuando il proprio percorso personale verso l'astrazione artistica. Con van Doesburg, il Nostro fondò la rivista "De Stijl" (Lo Stile), un periodico in cui pubblicò i suoi primi saggi che definivano la sua teoria, per la quale adottò il termine di neoplasticismo.

Mondrian pubblicò "De Nieuwe Beelding in de Schilderkunst" ("Il nuovo Plasticismo nella Pittura") in 11 uscite-capitoli sulla rivista De Stijl, tra il 1917 e il 1918. Fu, questo, il suo primo e maggiore tentativo per esprimere la sua teoria artistica in prosa, e non sulla tela. Comunque, le sue migliori e più citate espressioni su questa sua teoria si trovano in una lettera che scrisse a Hans-Peter Bremmer nel 1914.

« Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo di esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un'urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose...

Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un'alta intuizione, e portate all'armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un'opera d'arte, così forte quanto vera. »

Parigi 1919 - 1938[modifica | modifica sorgente]

Esempio dello stile di Mondrian

Alla fine della guerra, Mondrian ritornò in Francia, dove rimase fino al '38. Immerso nel crocevia di innovazioni artistiche che era la Parigi del dopoguerra, prosperava in un'atmosfera di libertà intellettuale che gli permetteva di abbracciare coraggiosamente un'arte di pura astrazione per il resto della sua vita. Mondrian cominciò a produrre quadri "a griglia" verso la fine del '19, e, già nel '20, lo stile per cui sarebbe divenuto famoso cominciò ad apparire.

Nei primi dipinti di questo stile, come Composizione A e Composizione B, entrambi del '20, le linee che delineano le forme rettangolari sono relativamente sottili, e grigie, non nere. Tendono anche a sbiadire man mano che s'avvicinano all'orlo della tela, invece che fermarsi di colpo. I quadrati stessi, più piccoli e numerosi che nei dipinti successivi, sono colorati con i colori primari, nero o anche grigio, e quasi tutti sono colorati; solo alcuni sono stati lasciati bianchi.

A partire dal '20-'21, i quadri di Mondrian raggiungono quella che un osservatore casuale può giudicare essere la loro forma definitiva e matura. Spesse linee nere ora separano i quadrati, che sono più grandi e meno numerosi, e che sono lasciati in maggior parte bianchi rispetto ai primi esempi. Non era comunque questo l'apice della sua evoluzione artistica. Anche se gli affinamenti divennero più sottili, l'opera del Nostro continuò ad evolversi durante i suoi anni a Parigi.

Nei dipinti del '21, molte, ma non tutte, delle linee nere si arrestano brevemente a una distanza che può sembrare arbitraria dal bordo delle tele, pur lasciando intatte le divisioni tra le forme rettangolari. Anche in questo caso, la maggior parte dei quadrati è colorata. Col passare degli anni e l'evolversi ulteriore del lavoro del pittore, egli cominciò ad estendere tutte le linee fino ai bordi delle tele e a utilizzare sempre meno forme colorate, favorendo invece il bianco.

Queste tendenze sono particolarmente evidenti nelle cosiddette "losanghe" che produsse con regolarità a partire dalla metà degli anni venti. Le losanghe sono normali tele quadrate appese con una inclinazione di 45°, in modo da assumere la forma di rombo. Esempio tipico si può considerare "Schilderij No. 1: Lozenge With Two Lines and Blue" del '26, conosciuta anche con i nomi di "Composizione con Blu" oppure "Composizione in Bianco e Blu", attualmente esposta al Museo delle Arti a Filadelfia. Uno dei più minimali tra i lavori di Mondrian, questo dipinto consiste solo in due linee perpendicolari nere e una piccola forma triangolare colorata di blu. Le linee si estendono fino ai bordi della tela, quasi dando l'impressione che il quadro sia solo un frammento di un'opera più grande.

Nel 1930, Lola Prusac stilista per la Casa HERMES crea una linea completa di borse e bagagli direttamente ispirate delle opere di Mondrian con tagli rossi, gialli e blu.[1]

Nonostante il visitatore sia intralciato dal vetro di protezione e il pedaggio pagato dalla tela al tempo e agli spostamenti sia ovvio, un esame più attento di questo dipinto ci può rivelare qualcosa del metodo dell'artista. I quadri di Mondrian non sono composti di zone perfettamente piatte di colore, come ci si potrebbe aspettare. I colpi di pennello sono evidenti su tutta la superficie, anche se sono delicati, e sembra che l'artista abbia usato differenti tecniche per i diversi elementi.

Le linee nere sono gli elementi più piatti, con la minore profondità. Le forme colorate hanno le più banali pennellate, tutte nella stessa direzione. Più interessanti, comunque, rimangono le parti bianche, chiaramente dipinte a strati, con pennellate che vanno in direzioni diverse. Ciò genera un maggior senso di profondità nelle zone bianche, come se stessero travolgendo e opprimendo le linee e i colori; cosa che in effetti stavano facendo, visto che i quadri del Nostro in questo periodo sono sempre più dominati dallo spazio bianco.

"Schilderij No. 1" può esser citato come il più estremo punto del minimalismo di Mondrian. Con il passare degli anni, le linee cominciarono a prendere la precedenza sulle zone di colore nei suoi dipinti. Negli anni trenta, iniziò ad usare linee ancor più sottili o doppie linee con maggior frequenza, solamente punteggiate da poche e piccole zone colorate, sempre che ce ne fossero. Le doppie linee, in modo particolare, lo entusiasmavano e stimolavano, perché credeva dessero ai suoi dipinti un nuovo dinamismo che era desideroso di esplorare.

Londra e New York 1938 - 1944[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre '38, Mondrian lasciò Parigi a causa dell'avanzante fascismo per trasferirsi a Londra. Dopo l'invasione dell'Olanda e la caduta di Parigi nel '40, lasciò anche Londra per New York, dove rimase fino alla morte.

Alcuni degli ultimi lavori di Mondrian sono difficili da sistemare nei riguardi del suo sviluppo artistico, anche perché svariate tele, che lui aveva cominciato a Parigi o Londra, furono completate solo mesi o anni dopo a New York. Ad ogni modo, le opere terminate di questo suo ultimo periodo dimostrano un "traffico" inconsueto e senza precedenti, con più linee che in qualsiasi altro lavoro dagli anni '20, sistemate in una maniera quasi sovrapposta, che potrebbe anche apparire cartografica.

Nel '33, Mondrian aveva prodotto una "Composizione con Losanga e Quattro Linee Gialle", un dipinto semplice ma che introduceva ciò che per lui era una innovazione scioccante: spesse linee colorate a sostituire quelle nere. Dopo questo dipinto, questa pratica rimase "dormiente" nell'artista e nelle sue opere fin quando non arrivò a New York, quando la accettò, abbandonandovisi. In qualche esempio di questa nuova sua direzione, come "Composizione" (1938)/"Place de la Concorde" (1943), sembra aver portato con sé da Parigi quadri con le linee nere non terminati e averli poi completati a New York, aggiungendovi corte linee perpendicolari di colori diversi, tra le linee nere più lunghe preesistenti o da una linea nera al bordo della tela. Le aree colorate successivamente sono larghe, quasi un ibrido tra le linee e le zone di colore, ed è quasi sconvolgente vedere il colore, in un quadro di questo artista, non confinato o limitato dal nero. Altre opere mescolano lunghe linee rosse alle familiari linee nere, creando un nuovo senso di profondità dato dall'aggiunta di uno strato colorato sopra quello nero.

Le nuove tele iniziate da Mondrian a New York sono ancor più stupefacenti, e indicano l'inizio di un nuovo linguaggio sfortunatamente troncato dalla morte dell'artista. "New York City" (1942) è una complessa grata di linee rosse, blu e gialle, che si allacciano occasionalmente creando un senso di profondità come mai prima. Una versione incompleta del '41 di questo lavoro utilizza linee di nastro adesivo di carta dipinto, che l'artista poteva riordinare a piacere per sperimentare con differenti progetti.

Il suo quadro Broadway Boogie-Woogie, esposto al MoMA di New York è di grandissima influenza per la scuola della pittura astratta geometrica. Composto di una quantità di quadrati tremolanti di colore luminoso e brillante che balzano dal quadro, quasi ad uscirne, sembra quasi luccicare, attirando lo spettatore e circondandolo quasi di luci al neon.

Le opere finali di Mondrian, il suddetto "Broadway Boogie-Woogie" ('42 - '43) e l'incompiuta "Victory Boogie-Woogie" ('42 - '44), sostituiscono le linee solide con linee create da piccoli rettangoli di colore adiacenti l'uno all'altro, creati in parte anche usando piccoli pezzi di nastro di carta di vari colori. Rettangoli di colore più grandi e non bordati punteggiano il dipinto, alcuni con rettangoli più piccoli e "concentrici" al loro interno. Mentre le opere del Nostro degli anni '20 e '30 tendevano ad avere un'austerità quasi scientifica in esse, queste sono quadri luminosi, vivaci, e riflettono la musica ottimista, allegra che li ispirò e la città nella quale vennero prodotti.

Mondrian scrisse, in una cartolina a James Johnson Sweeney, progettista di una retrospettiva sul lavoro dell'artista al MoMA di New York, che "solo adesso (nel '43), sono cosciente che il mio lavoro di bianco, nero e piccole zone colorate è stato puramente 'dipingere' con i colori a olio. Nel dipingere, le linee sono i principali mezzi d'espressione; nella pittura, lo sono le zone di colore. Nel campo pittorico, ad ogni modo, le linee vengono assorbite dalle zone di colore; ma la limitazione delle zone ce le mostra come linee e conserva il loro grande valore".

In queste opere finali, le forme hanno in effetti usurpato il ruolo delle linee, aprendo una nuova porta per lo sviluppo di Mondrian come astrattista. I quadri della serie "boogie-woogie" erano più parte di una modifica rivoluzionaria che evolutiva, che rappresenta il più radicale sviluppo nel lavoro del Nostro dal momento del suo abbandono dell'arte rappresentativa nel '13. Sfortunatamente, siamo costretti a rimanere con solo un breve sguardo su questa innovazione: Piet Mondrian morì di polmonite a New York, nel '44, all'età di 71 anni e venne sepolto a Cypress Hills a Brooklyn.

L'apparente semplicità delle opere più conosciute di Mondrian portano molte persone a credere che chiunque, finanche un bambino, possa dipingerle. Invece, accurati studi sulla sua composizione neoplastica dimostrano che sono lavori completamente originali estremamente difficili da riprodurre con lo stesso effetto che lui fu in grado di ottenere. Inoltre, queste opere sono l'apice di un viaggio concettuale di decenni attraverso l'arte moderna, che comprese la sperimentazione con svariati stili e movimenti. Lo stile riduttivo, così spesso imitato, di Mondrian continua ad ispirare i mondi dell'arte, della moda, della pubblicità e del design. Anche se era un artista elevato (e non commerciale, come si sarebbe tentati di credere), il Nostro è considerato il padre del design pubblicitario, anche a causa della diffusione e della continua adozione del suo stile a griglia come struttura di base per il design grafico.

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

titoli dei dipinti da rivedere

Piet Mondrian nei musei[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei musei che espongono opere dell'artista:

Musei in Italia[modifica | modifica sorgente]

Musei all'estero[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Jean-R Guerrand Souvenirs Cousus Sellier Un demi-siècle chez Hermès Editions Olivier Orban Paris 1987. ISBN 9782855653778

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • James Johnson Sweeney, "Piet Mondrian", Museum of Modern Art, 1948.
  • Ottavio Morisani, "L'astrattismo di Piet Mondrian", N. Pozza, 1956.
  • Decio Gioseffi, Pieter Cornelis Mondrian, "La Falsa preistoria de Piet Mondrian e le origini del neoplasticismo", Università degli studi di Trieste, Facoltà di lettere e filosofia, 1957.
  • Robert P. Welsh, "Piet Mondrian's early career: the "naturalistic" periods", Garland Pub., 1965.
  • Guido Morpurgo Tagliabue, "Mondrian e la crisi dell'arte moderna", Istituto di estetica dell'Università di Torino, 1972.
  • Pieter Cornelis Mondrian, "Piet Mondrian: tutti gli scritti", Feltrinelli, 1975.
  • "Gli occhiali di Mondrian" scritti di Carmine Benincasa, Bernard-Henri Lévy, Luigi Granetto, Cecilia Gatto Trocchi, Alessandro Masi, Ferruccio Ulivi, Alessandra Ottieri, primo Quaderno dell'Opera, Napoli 1992.
  • Mondrian, Piet, Harry Holtzman, ed., and Martin S. James, ed. The New Art – The New Life: The Collected Writings of Piet Mondrian. New York: Da Capo Press, 1993.
  • Shapiro, Mondrian: On the Humanity of Abstract Painting (George Braziller 1995).
  • Faerna, José María, ed. Mondrian: Great Modern Masters. New York: Harry N. Abrams, 1995.
  • Jolanda Nigro Covre, "Mondrian e De Stijl", Giunti Editore, 2008
  • Joosten, Joop J. and Welsh, Robert P. Piet Mondrian: Catalogue Raisonné. New York: Harry N. Abrams, 1998.
  • Susanne Deicher, "Piet Mondrian: 1872-1944; Structures in Space", Taschen, 2000.
  • Bax, Marty. Complete Mondrian. Hampshire: Lund Humphries, 2001.
  • Piet Mondrian. La realtà dell'astrazione, documentario di Fabiola Giancotti 2006.
  • B. Tempel, "Piet Mondrian. L'armonia perfetta", Skira, 2011.
  • Rudolf Arnheim, "Arte e percezione visiva. Nuova versione", tradotto da Gillo Dorfles, Feltrinelli Editore, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 54151650 LCCN: n79135254