Amedeo Modigliani

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« La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno. »
(Amedeo Modigliani, dedica apposta sul ritratto della modella Lunia Czechowska)
Amedeo Modigliani nel 1918

Amedeo Clemente Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884Parigi, 24 gennaio 1920) è stato un pittore e scultore italiano, noto anche con i soprannomi di Modì[1] e Dedo[2] e celebre per i suoi ritratti femminili caratterizzati da volti stilizzati e colli affusolati. Morì all'età di trentacinque anni. È sepolto nel cimitero parigino Père Lachaise.

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Infanzia e adolescenza

Amedeo Modigliani, nato a Livorno il 12 luglio 1884 da una famiglia ebraica - quarto figlio dell'imprenditore ebreo romano Flaminio Modigliani e di sua moglie Eugénie Barsin, ebrea francese originaria di Marsiglia, - crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di mezzadria in Sardegna del padre andò in bancarotta.

Fin dall'adolescenza fu afflitto da problemi di salute, dopo un attacco di febbre tifoide, avuto all'età di 14 anni, seguito dall'esordio della tubercolosi due anni dopo: una forma così grave da costringere il giovane Amedeo ad abbandonare gli studi e a compiere alcuni soggiorni a Capri, traendone un discreto giovamento. La famiglia di Modigliani soffriva di una storia di depressione, che colpì anche lui e alcuni dei suoi fratelli, che condivisero la sua stessa natura testarda e indipendente. Nel 1898 il fratello maggiore, Giuseppe Emanuele, futuro deputato del Partito Socialista Italiano, venne condannato a sei mesi di carcere.

Costretto spesso in casa per via della salute assai cagionevole (cadde più volte malato di polmonite, che infine si convertirà in tubercolosi), Modigliani sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno, riempiendo pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti che comunque non gli poterono concedere la possibilità di iscriversi a qualche corso adatto al suo livello; durante un violento attacco della malattia, riuscì a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, il grande Giovanni Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega.

[modifica] Il trasferimento a Parigi e l'esordio artistico

Nel 1902, Amedeo Modigliani si iscrisse alla Scuola libera di Nudo di Firenze, e un anno dopo si spostò a Venezia, dove frequentò l'Istituto per le Belle Arti di Venezia. È in questa città che Amedeo provò per la prima volta l'hashish e, piuttosto che studiare, prese a frequentare i quartieri più disagiati della città. Nel 1906, Modigliani si trasferì a Parigi, che all'epoca era il punto focale dell'avant-garde, dove sarebbe diventato l'epitome dell'artista tragico, creando una leggenda postuma, famosa quasi quanto quella di Vincent Van Gogh. Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee. Sicché Modigliani sviluppò un suo stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo dei cubisti, ma non faceva parte di tale movimento. Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure, tutti coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l'anima.

Nel 1909, Modigliani fece ritorno alla sua città natale, Livorno, malaticcio e logorato dal suo stile di vita dissoluto. Non restò in Italia a lungo, e fece presto ritorno a Parigi, questa volta affittando uno studio a Montparnasse.

[modifica] La parentesi della scultura

Modigliani si era inizialmente pensato come scultore più che come pittore, e iniziò a scolpire seriamente dopo che Paul Guillaume, un giovane e ambizioso mercante d'arte, si interessò al suo lavoro e lo presentò a Constantin Brâncuşi. Questi caratteri appaiono antichi, quasi egizi, piatti e che ricordano una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti, e colli allungati.

Chaim Soutine ritratto da Modigliani nel 1916

Anche se una serie di sculture di Modigliani venne esposta al Salone d'autunno del 1912, a causa delle polveri generate dalla scultura, la sua tubercolosi peggiorava; abbandonò quindi la scultura, prima quella della pietra calcarea e poi anche quella del legno, e si concentrò unicamente sulla pittura.

[modifica] I ritratti

Tra le personalità ritratte da Modigliani, si ricordano il pittore Chaim Soutine, suo amico e anche lui forte bevitore, Beatrice Hastings, una scrittrice e giornalista inglese alla quale rimase legato sentimentalmente per due anni, e molti colleghi artisti che frequentavano in quel tempo Montparnasse, come Moise Kisling, Pablo Picasso, Diego Rivera, Juan Gris, Max Jacob; e i giovani scrittori Blaise Cendrars e Jean Cocteau. Un altro suo grande amico fu il pittore Maurice Utrillo che visse gli stessi problemi di alcolismo che caratterizzarono la vita di Amedeo.

[modifica] I nudi e l'incontro con Jeanne Hébuterne

Grande nudo disteso di Modigliani

Il 3 dicembre 1917 si tenne alla Gallerie Berthe Weill la prima mostra personale di Modigliani. Il capo della polizia di Parigi rimase scandalizzato dai nudi di Modigliani in vetrina, e lo costrinse a chiudere la mostra a poche ore dalla sua apertura. Quello stesso anno, Modigliani ricevette una lettera da una ex-amante, Simone Thiroux, una ragazza franco-canadese, che lo informò di essere di ritorno in Canada e di aver dato alla luce un suo figlio. Non riconobbe mai il bambino come suo: mentre trovò il grande, vero amore in Jeanne Hébuterne, una pittrice in erba, con la quale si trasferì in Provenza dopo che lei rimase incinta; e il 29 novembre 1918 ella diede alla luce una bambina, che venne anch'essa battezzata Jeanne.

Mentre era a Nizza, Léopold Zborowski si prodigò per aiutare lui, Tsuguharu Foujita e altri artisti, cercando di vendere i loro lavori ai ricchi turisti. Modigliani riuscì a vendere solo qualche quadro e per pochi franchi ciascuno. Nonostante ciò, fu proprio questo il periodo in cui egli produsse la gran parte dei dipinti che sarebbero diventati i suoi più popolari e di valore.

I finanziamenti che Modigliani riceveva svanivano rapidamente in droghe e alcool. Nel maggio del 1919 fece ritorno a Parigi dove, assieme a Jeanne e alla loro figlia, affittò un appartamento in Rue de la Grande Chaumière. Mentre vivevano lì, sia Jeanne che Modigliani dipinsero ritratti l'uno dell'altro e di tutti e due assieme. Anche se continuò a dipingere, per quel periodo il suo stile di vita era giunto a richiedere il conto, e la salute di Modigliani si stava deteriorando rapidamente.

[modifica] La morte

I suoi "blackout" alcolici erano ormai sempre più frequenti. Una mattina del gennaio 1920 l'inquilino del piano sottostante controllò l'abitazione e trovò Modigliani delirante nel letto, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese di gravidanza. Venne convocato un dottore, ma c'era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolotica.

Ricoverato all'Hospital de la Charitè in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, morì all'alba del 24 gennaio 1920. Alla morte di Modigliani ci fu un grande funerale, cui parteciparono tutti i membri delle comunità artistiche di Montmartre e Montparnasse.

Jeanne Hébuterne, che era stata portata alla casa dei suoi genitori, si gettò da una finestra al quinto piano, all'indomani della morte di Amedeo, uccidendo con sé la creatura che portava in grembo.

Modigliani venne sepolto nel cimitero di Père Lachaise nel primo pomeriggio del 27 gennaio. Jeanne Hébuterne fu tumulata il giorno dopo al Cimitero di Bagneux, vicino a Parigi, e fu solo nel 1930 che la sua amareggiata famiglia (che l'aveva fatta seppellire furtivamente per evitare ulteriori "scandali") concesse che le sue spoglie venissero messe a riposare accanto a quelle di Modigliani.

La loro figlia di soli 20 mesi, Jeanne, venne adottata dalla sorella di Modigliani a Firenze.

Da adulta, avrebbe scritto un'importante biografia di suo padre, intitolata: Modigliani senza leggenda. Jeanne morì nel 1984 a Parigi, proprio nei giorni in cui si discuteva sull'autenticità delle tre teste, cadendo da una rampa di scale in circostanze alquanto misteriose (qualcuno sospettò che fosse stata spinta, ma l'autopsia non venne effettuata e le indagini furono sbrigative).

Nel gennaio del 2011 sull'Osservatore Romano, in un articolo di Sandro Barbagallo, è emersa la vera storia del figlio illegittimo del pittore avuto dalla relazione con Simone Thiroux. Nato nel 1917 e morto nel 2004, si chiamava Gerald Thiroux Villette, divenne sacerdote e per tutta la vita è stato parroco della piccola chiesa di Milly-la-Forêt (Île-de-France)[3].

[modifica] La fortuna postuma

Oggi, Modigliani è considerato come uno dei più grandi artisti del XX secolo e le sue opere sono esposte nei più grandi musei del mondo.

Le sue sculture raramente cambiano di mano, e i pochi dipinti che vengono venduti dai proprietari possono raccogliere anche più di 15 milioni di Euro.

Il suo Nu couché (Sur le côté gauche) venne venduto nel novembre del 2003 per 26.887.500 dollari.

[modifica] Il ritrovamento delle sculture di Modigliani

Una scultura di Modigliani del 1911

[modifica] I tre falsi

In occasione di una mostra promossa nel 1984 dal Museo progressivo di arte moderna di Livorno (oggi scomparso, ma all'epoca ospitato nei locali di Villa Maria) per il centenario della nascita e dedicata alle sue sculture, su pressione dei fratelli Vera e Dario Durbè si decise di verificare se la leggenda popolare locale, secondo la quale l'artista avrebbe gettato nel Fosso Reale delle sue sculture fosse vera. Secondo la leggenda infatti nel 1909 Modigliani tornò temporaneamente a Livorno decidendo di scolpire alcune sculture che mostrerà poi presso il Caffè Bardi ad amici artisti, i quali lo avrebbero deriso consigliandogli di gettarle nel fosso. Dragando il canale nei pressi della zona di piazza Cavour, dove si trovava il Caffè Bardi, vennero ritrovate tre sculture rappresentanti tre teste, che molti critici tra cui Giulio Carlo Argan si affrettarono ad attribuire a Modigliani[4].

Dopo alcuni giorni un gruppo di quattro studenti universitari livornesi (Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci, Michele Ghelarducci e Michele Genovesi) dichiararono che in realtà una delle sculture (la cosiddetta testa numero 2) era opera loro, realizzata per burla con banali attrezzi (tra cui dei trapani Black & Decker, che subito colse la palla al balzo per dedicare all'accaduto una pubblicità recitante la celebre frase "è facile essere bravi con Black e Decker") e gettata nottetempo nel Fosso Reale. Essi mostrarono anche una fotografia che li ritraeva con la scultura. Tre di loro furono invitati a creare in diretta tv un nuovo falso, durante uno Speciale TG1, al fine di dimostrare coi fatti la loro capacità di realizzare una simile opera, in "così poco tempo" (come riteneva invece impossibile Vera Durbè, la quale fino alla morte si riterrà convinta, almeno apparentemente, dell'originalità delle tre teste).
Successivamente, anche a seguito dell'invito rivolto in televisione da Federico Zeri, anche l'autore delle altre due teste uscì dall'anonimato; si trattava di Angelo Froglia[5] (Livorno 1955-1997), un pittore livornese lavoratore portuale per necessità, il quale dichiarò che la sua non voleva essere una burla, ma che si trattava di un'"operazione estetico-artistica" per verificare "fino a che punto la gente, i critici, i mass-media creano dei miti". Ad avvalorare la posizione del Froglia vi era un suo filmato durante il quale scolpiva le due teste. Froglia mentre scolpiva le pietre realizzò anche il film Peitho e Apate... della persuasione e dell'inganno (Cerchez Modi), che suscitò l'interesse della critica al Torino Film Festival del 1984. Il Froglia successivamente dichiarerà di esser stato aiutato, nel gettare le teste nei fossi, da altre due persone: un pescatore con la barca e un dipendente del comune che fece scivolare in acqua le pietre.[6]

[modifica] Le ultime tre sculture ritrovate

Sette anni dopo, nel 1991, un certo Piero Carboni, carrozziere di Livorno, asserì di possedere tre autentiche sculture di Modigliani. Egli le aveva custodite nella propria officina senza darvi importanza, dicendo di averle recuperate dalla casa dello zio Roberto Simoncini durante la Seconda guerra mondiale. La ricostruzione questa volta sembra possedere elementi di verità in quanto Modigliani nel 1909 aveva affittato una casa nelle vicinanze della casa dello zio del Carboni detto "il Solicchio" e rappresentato probabilmente da Modigliani in un suo dipinto[7]. Inoltre amici del "Solicchio" ricordano quelle sculture viste a casa e lasciate da un pittore partito per Parigi, che sarebbe diventato successivamente famoso.

Le tre sculture rappresentano, anche questa volta, tre teste e sono già state battezzate: "La bellezza", "La saggezza" e "La scheggiata" dal critico d'arte Carlo Pepi al quale Piero Carboni le mostrò per primo, fiducioso della competenza dimostrata da quest'ultimo in occasione dei tre falsi del 1984. In quella circostanza infatti, Carlo Pepi era stato fra i primi ad accorgersi della contraffazione e non aveva esitato a definire "porcherie" le tre sculture ripescate quel giorno

[modifica] Opere

[modifica] Ritratti di Jeanne Hébuterne

[modifica] Ritratti

[modifica] Nudi

[modifica] Paesaggi

[modifica] Omaggi

Omaggi Musicali: Vinicio Capossela - Modi' http://www.youtube.com/watch?v=JG5bjvIy3SA (di: Davide Salemme)

[modifica] Omaggi cinematografici

[modifica] Omaggi letterari

  • Il poeta Riccardo Savini ha composto su Modigliani la poesia Amedeo inclusa nella raccolta Nero oro ero, Aprile 2010. ISBN:8895881184
  • Modigliani, mio padre, Libro Jeanne Modigliani; Christian Parisot, Marzo 2009. ISBN:8884162106
  • Bourlinger, Racconto autobiografico. In alcune pagine Cendrars narra l'incontro e la sbronza con l'amico Modigliani. Blaise Cendrars, 1948.
  • Modigliani, l'ultimo romantico di Corrado Augias

[modifica] Citazioni su Modigliani

  • «C'è solo un uomo a Parigi che sappia vestirsi, è Modigliani [...] E' un fatto molto curioso: da ubriaco, non lo si vede mai sul boulevard Saint-Denis, ma sempre all'angolo tra boulevard Montparnasse e Raspail». (Pablo Picasso)[8]
  • «Era rigido, tutto d'un pezzo, inaspettatamente violento, a causa della sua dolcezza apparente... galante e madrigale italiano con le donne e capace di crudeltà. Amava l'educazione e non se ne serviva affatto.» (Max Jacob)[8]
  • «Ero a Parigi in primavera con amici futuristi. Una mattina dell'aprile 1914, verso le 11 mi trovavo sul boulevard Montparnasse e andavo in direzione della stazione; era bel tempo. [...] ad un tratto, un tranvai che andava nella mia stessa direzione, cioè verso la stazione, dopo aver suonato violentemente a più riprese, frenò bruscamente, ma la vettura continuava il suo cammino facendo un rumore fortissimo e stridente. [...] Un uomo, come se niente fosse, come se niente sentisse, attraversava il boulevard venendo dallo stesso marciapiede dov emi trovavo, e quest'uomo andava direttamente contro il tranvai. In quell'attimo mi accorsi che era Amedeo Modigliani, l'amico, l'artista. [...] Ebbi appen ail tempo di agguantarlo per il braccio sinistro e, con violenza, buttarlo a terra fuori dalle rotaie: fu veramente questione di centimetri. Con le altre persone accorse, lo risollevammo e fu solo in quel momento che si rese conto che ero io e cominciò a riprendere conoscenza. Insieme andammo alla Rotonde, ci sedemmo su una panchina e i suoi occhi, lentamente, ridivennero normali o quasi, e si tranquillizzò. Né lui né tanto meno io, facemmo il più piccolo cenno a ciò che era avvenuto e la cosa finì così.» (Alberto Magnelli)[8]

[modifica] Curiosità

Sono moltissimi gli aneddoti su Modigliani, in gran parte "causati" dalla sua dipendenza dall'alcool (non avendo molti soldi per mangiare, preferiva bere "in questo modo mi tengo caldo", diceva).

  • A Nizza, avrebbe ritratto la sua Bambina con vestito celeste pieno di rabbia perché la piccola - una cameriera - invece di portargli la bottiglia di vino richiestale, gli portò una bottiglia di latte.
  • A seguito di un'animata discussione-bevuta con Utrillo su chi fosse tra i due il miglior pittore, dalle bottiglie gli artisti passarono presto alle mani e finirono con l'addormentarsi per strada abbracciati l'un l'altro, finendo anche con l'essere derubati dei pochi spiccioli che avevano in tasca.
  • Le litigate pubbliche con Jeanne Hebuterne divennero proverbiali tra gli habitué dei locali di Montparnasse, tanto che parecchi si rifiutavano di farli entrare.
  • L'artista, in cambio di una bevuta, più volte disegnò ritratti a matita che regalava agli avventori dei bar, firmando: Modigliani "dessins a boire" (it. Modigliani "disegni da bere").
  • Renoir raccontò del suo ultimo incontro con Modì che, contestando la pittura di Renoir e quindi le forme pittoriche di alcune modelle ritratte dal maestro (Non mi piacciono quelle natiche!) se ne andò sbattendo la porta.

[modifica] Note

  1. ^ Il soprannome Modì, affibbiatogli in Francia, è' l'italianizzazione del vocabolo francese maudit, traducibile in maledetto, che per consonanza è identico alle prime quattro lettere del suo cognome.
  2. ^ Chiamato così dalla sua famiglia e dai suoi amici più intimi, è il diminuitivo toscano del nome Amedeo.
  3. ^ Il figlio segreto di Modigliani che si fece prete: l’Osservatore romano ricorda…, Blitzquotidiano.it, 13 gennaio 2011
  4. ^ InStoria - Il ritrovamento delle Teste di Modigliani
  5. ^ Alice Barontini Alla ricerca di Modi - Angelo Froglia e la performance che mise in crisi la critica. Edizioni Polistampa 2010 - ISBN 978-88-596-0739-7
  6. ^ A tal proposito si può guardare il video: * La storia siamo noi
  7. ^ http://www.oceansbridge.com Il dipinto del 1909 eseguito a Livorno
  8. ^ a b c Modigliani, la vita le opere di Christian Parisot, pag. 170-171 Edizioni Carte Segrete ISBN 88-96490-91-X

[modifica] Bibliografia

  • Modigliani. Livorno-Parigi ultima bohème, Biografia Aldo Santini, Giugno 1987. ISBN 8817537454
  • Ricordi Via Roma. Vita e arte di Amedeo Modigliani, Saggio e critica d'arte Beatrice Buscaroli, Febbraio 2010. ISBN 8842815292
  • Modigliani, Biografia e le opere Fiorella Nicosia, Settembre 2005. ISBN:8809042077
  • Modigliani e la memoria perduta, Guida per ragazzi Fiorella Congedo, Aprile 2003. ISBN:888491504X
  • Modigliani. l'ultimo romantico, Biografia Corrado Augias, Ottobre 1999. ISBN:8804468831
  • Il viaggiatore alato. Storia e leggenda di Modigliani., Biografia Corrado Augias, 1998. ISBN:8804436468
  • "Arte a Livorno...e oltre confine" - vari articoli sulla rivista in oggetto dal 2002 al 2010

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