Noi credevamo
Noi credevamo è un film del 2010 diretto da Mario Martone, su sceneggiatura dello stesso regista e di Giancarlo De Cataldo liberamente ispirata alle vicende storiche realmente accadute e al romanzo omonimo di Anna Banti.[3]
Il film ha concorso per il Leone d'Oro alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia[4] ed è uscito nelle sale cinematografiche il 12 novembre 2010.[5]
Indice |
Trama[modifica]
Il film, articolato in quattro capitoli (Le scelte, Domenico, Angelo e L'alba della nazione), racconta la storia di tre ragazzi del Cilento: Salvatore, con spirito patriota, Domenico, che crede nell'amicizia e Angelo, votato all'azione violenta. Nel 1828 scelgono di prendere parte al movimento politico repubblicano della Giovine Italia di Giuseppe Mazzini. Le loro vite, in seguito a questa decisione, prenderanno strade diverse, ripercorrendo alcuni episodi della storia del Risorgimento italiano.
Produzione[modifica]
Riprese[modifica]
Il regista preciserà in un articolo scritto su L'Espresso: "Ho girato Noi credevamo mirando a ciò che è sotto la pelle della storia, ho cercato di cogliere il clima esistenziale vissuto da ragazzi diventati uomini e mai piegati sotto il peso di una lotta disperata, quei mazziniani antenati dei partigiani, dei movimenti degli anni '60 e '70, dei democratici che in Italia conoscono una storia drammaticamente altalenante, tra faticate vittorie e continue sconfitte. Giravo per Londra con la macchina fotografica alla ricerca dei luoghi vissuti dai cospiratori italiani in esilio, che avrei raccontato sullo schermo" [6]
Il Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano in provincia di Salerno è stato uno dei set principali della pellicola, in particolar modo le riprese hanno riguardato Roscigno Vecchia, Pollica e Castellabate[7]. Altre location del film risorgimentale sono i due castelli dauni di Bovino e Deliceto, in cui sono state ricostruite alcune scene del carcere irpino di Montefusco, attualmente visitabile presso la sede del municipio di Montefusco. La maggior parte del film è stata però realizzata in Piemonte, con il sostegno finanziario e logistico della locale Film Commission e con molte scene realizzate nel Pinerolese (anche gran parte degli episodi francesi e inglesi sono girati in Piemonte).
Colonna sonora[modifica]
La colonna sonora del film comprende musiche da opere di Giuseppe Verdi (Don Carlo, Rigoletto, Il corsaro, Attila, Ernani, Otello, Macbeth, I masnadieri, I vespri siciliani), Gioacchino Rossini (Elisabetta, Regina d'Inghilterra, Guglielmo Tell) e Vincenzo Bellini (Il pirata) eseguite dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Roberto Abbado. I titoli di coda sono accompagnati dal canto popolare Camicia rossa.
Accoglienza[modifica]
Incassi[modifica]
Il film ha incassato € 1.357.000 (di cui € 124.000 durante il primo fine settimana di programmazione), a fronte di un budget di € 7.000.000[5].
Critica[modifica]
Premi e riconoscimenti[modifica]
Il film ha vinto 7 premi su 13 candidature ai David di Donatello 2011 e ricevuto il Nastro dell'anno ai Nastri d'argento 2011. Nel 2011 gli è stato assegnato il premio Alabarda d'oro per il miglior film e la miglior sceneggiatura.
- 2011 - David di Donatello
- Miglior film
- Migliore sceneggiatura a Mario Martone e Giancarlo De Cataldo
- Migliore fotografia a Renato Berta
- Migliore scenografo a Emita Frigato
- Migliore costumista a Ursula Patzak
- Migliore truccatore a Vittorio Sodano
- Migliore acconciatore a Aldo Signoretti
- Nomination Migliore regia a Mario Martone
- Nomination Miglior produttore a Carlo Degli Espositi, Conchita Airoldi, Giorgio Magliulo
- Nomination Miglior colonna sonora a Hubert Westkemper
- Nomination Miglior montaggio a Jacopo Quadri
- Nomination Miglior sonoro a Gaetano Carito e Maricetta Lombardo
- Nomination Premio David Giovani a Mario Martone
Note[modifica]
- ^ a b c Accreditata come partecipazione.
- ^ Accreditata come amichevole partecipazione.
- ^ Così accreditata nei titoli di testa.
- ^ Venezia 67. labiennale.org, 29-7-2010. URL consultato in data 29-7-2010.
- ^ a b MYmovies Noi credevamo
- ^ Mario Martone "Passione a fuoco lento" L'Espresso, data copertina 11 ottobre 2012 pag. 103. "Il processo unitario non appariva più come una virtuosa elaborazione di magnifiche sorti progressive, ma come una lotta aspra e drammatica, non solo contro l'oppressore straniero, ma anche, e per certi versi soprattutto, intestina tra gli stessi patrioti: la lotta per quale Italia far nascere".
- ^ Corriere del Mezzogiorno Castellabate, location cinematografica Martone girerà il film «Noi credevamo»
Altri progetti[modifica]
Wikiquote contiene citazioni da o su Noi credevamo
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su Noi credevamo dell'Internet Movie Database
- Scheda di Noi credevamo, su MyMovies
- Carlo Coppola,“Noi Credevamo”: polemiche e istanze tradite di un Risorgimento zoppo, LSD Magazine, 13/12/2010
- Francesco Zucconi, "Fare gli italiani. Il cinema come didattica e coscienza civile", Alfabeta2, n. 7, marzo 2011.
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