Carolina Augusta di Baviera

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Carolina Carlotta Augusta Wittelsbach
Carolina Augusta di Baviera.
Carolina Augusta di Baviera.
Imperatrice Consorte d'Austria; Regina Consorte d'Ungheria e Boemia
In carica 29 ottobre 1816 – 2 marzo 1835
Predecessore Maria Ludovica d'Asburgo-Este
Successore Maria Anna di Savoia
Nome completo Karoline Charlotte Auguste von Bayern
Nascita Mannheim, 8 febbraio 1792
Morte Vienna, 9 febbraio 1873
Luogo di sepoltura Cripta Imperiale, Vienna
Casa reale Wittelsbach
Padre Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Madre Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Coniugi Guglielmo I di Württemberg (1808-1814)
Francesco I d'Austria (1816-1835)
Religione cattolicesimo

Carolina Carlotta Augusta di Baviera, (in tedesco Karoline Charlotte Auguste von Bayern[1]) (Mannheim, 8 febbraio 1792Vienna, 9 febbraio 1873), nata principessa di Baviera[1], divenne principessa ereditaria di Württemberg e, in seguito al divorzio e al secondo matrimonio, fu imperatrice d'Austria dal 1816 al 1835.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia d'origine[modifica | modifica wikitesto]

Carolina era figlia del re Massimiliano I di Baviera (1756-1825) e della sua prima moglie Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt (1765-1796)[1].
I suoi nonni paterni erano il conte palatino Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld e la contessa palatina Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach; quelli materni erano Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt e Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg.

Primo Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

L'8 giugno del 1808[1] Carlotta Augusta sposò nella Sala Verde del Castello di Monaco di Baviera, con un duplice rito cattolico e luterano, il principe ereditario Guglielmo I di Württemberg (1781-1864), figlio del re Federico I del Württemberg e della principessa Augusta Carolina di Braunschweig-Wolfenbüttel. Si trattò di un matrimonio di protezione, a carattere politico, volto ad evitare che i due principi divenissero soggetti a nozze decise da Napoleone Bonaparte. Durante l'intera cerimonia Guglielmo fu freddo ed assunse un'aria indifferente. In seguito, la prima frase che rivolse alla moglie fu la seguente, detta in francese: siamo vittime della politica. Questo matrimonio, privo di figli, fu annullato nel 1814. Nel momento in cui s'apprestò a lasciare Monaco il Principe rifiutò oltre tutto di prender posto nella carrozza della moglie. A Stoccarda Guglielmo condusse una vita separata, evitando di cercare il contatto di Carlotta. Il matrimonio non venne mai consumato e Carlotta Augusta venne sistemata in un'ala del Castello Reale di Stoccarda, situata lontana il più che possibile dalla camera di Guglielmo, cosicché ella non poteva incontrarlo in alcun modo. I due si vedevano solo a cena, dove parlavano di vari argomenti, e dove la principessa era comunque trattata in modo non galante e talvolta persino insultante. La giovane principessa trovò conforto nella dama posta a capo della sua corte, la baronessa Camilla Andlau e nel suo confessore, Sebastian Franz Job, oltre che nelle lettere del suo fratello preferito Luigi, di cui si fidava completamente. In questi anni ella trascorse il suo tempo rinfrescando il suo italiano, imparando l'inglese, facendo passeggiate, leggendo (preferibilmente Goethe) e dipingendo, essendo quest'ultima una delle sue occupazioni preferite. Dopo la caduta di Napoleone, il suo primo matrimonio si concluse con un divorzio. Guglielmo, divenuto nel frattempo re del Württemberg, usò un Concistoro luterano per far dichiarare nulla la sua unione con Carlotta il 31 agosto 1814. Di ciò la principessa venne generosamente indennizzata e si trasferì presso una sua zia, che viveva a Neuburg an der Donau, che l'accolse amorevolmente. Tuttavia, per essere dichiarata libera da ogni legame, e divenire così disponibile per un nuovo matrimonio, anche la Chiesa Cattolica doveva annullare il matrimonio, dopo aver seguito una lunga procedura. Infine, il 12 gennaio 1816, anche Papa Pio VII la liberò dai suoi voti matrimoniali.

Seconde Nozze[modifica | modifica wikitesto]

Spinto dal padre, il fratello Luigi, tentò di organizzarle nuove nozze, avviando trattative con il Granduca Ferdinando III di Toscana. La sorella fu informata di questi progetti ed a sua volta Ferdinando informò suo fratello, l'Imperatore Francesco. Il Principe Metternich tuttavia aveva un altro piano, e riuscì a fare in modo i due fratelli si concorressero per la mano di Carlotta. Dal canto suo, Massimiliano, che adorava la figlia, non era consapevole dell'interesse di Francesco, mentre Luigi manovrò abilmente per occultare la proposta. La principessa dovette decidersi a scegliere tra i due ed infine optò per Francesco, mossa da intenti politici affini a quelli di Metternich e del Ministro bavarese Montgelas. Ferdinando, dal canto suo, avendo compreso la situazione, ritirò la sua candidatura di sua sponatena volontà, facilitando così la scelta di Carlotta. Il 29 ottobre 1816 si celebrarono nella Cappella del Palazzo Reale di Monaco le nozze per procura, in cui Luigi rappresentò Francesco. Lasciata la Baviera, Carlotta venne ufficialmente consegnata ad Altötting, nei pressi di Branau, ed attraversate Ried, Enns e St. Pölten, raggiunse il 9 novembre 1816 Schönbrunn, dove venne accolta dallo sposo e dall'intera famiglia asburgica. Il 10 novembre del 1816[1] Carlotta si sposò di persona con Francesco I d’Austria (1768-1835), imperatore d'Austria, re di Ungheria e re di Boemia, figlio dell'imperatore Leopoldo II d'Asburgo-Lorena e dell'imperatrice Maria Ludovica di Borbone-Spagna. La prima moglie di Francesco, Elisabetta Guglielmina di Württemberg era una zia del suo primo marito. Nel contempo Carlotta mutò il proprio nome in Carolina Augusta, essendo consapevole che il suo nome era ormai associato all'epoca in cui era stata principessa del Württemberg. A Vienna non si tennero grosse manifestazioni in onore delle nozze, com'era avvenuto a Monaco, dato che l'Imperatore viveva in un regime di costante economia. Anche questo secondo matrimonio fu senza figli, e Carolina, non potendo esercitare alcun ruolo politico, si dedicò alle attività caritative. Grazie ai suoi sforzi furono costruiti numerosi ospedali, istituti per l'infanzia nonché alloggi per i lavoratori (il cosiddetto Carolinäu situato a Vienna V, nell'Arbeitergasse). Dopo la morte del marito, Carolina visse a Salisburgo, ed all'inizio ebbe buoni rapporti con la sorellastra Sofia, che aveva sposato nel 1824 l'Arciduca Francesco Carlo, ma in seguito ebbe continue frizioni con lei. Ebbe comunque un buon rapporto con i figli di Sofia, tra cui v'era il futuro Imperatore Francesco Giuseppe, e fu una dei pochi membri della famiglia imperiale ad avere rapporti amichevoli con l'Imperatrice Elisabetta, che era oltre tutto sua nipote. Benvoluta da tutti, Carolina Augusta morì alla tarda età d'ottantuno anni e venne sepolta accanto al marito ed alle sue prime tre mogli nella Cripta dei cappuccini.

Personalità ed Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

I contemporanei descrissero Carolina Augusta come una donna semplice, illustre, simpatica, intelligente e religiosa. Tuttavia non era bella, perché all'età di due anni s'era ammalata di vaiolo, che le aveva lasciato brutte cicatrici. Dal primo incontro con il primo marito ella glì dimostrò la sua apprensione di apparirgli poco attraente. Guglielmo mentì dicendole che la cosa non rivestiva per lui alcuna importanza, mentre in realtà avrebbe preferito una consorte con un aspetto differente.

Antenati[modifica | modifica wikitesto]

Carolina Augusta di Baviera Padre:
Massimiliano I Giuseppe di Baviera
Nonno paterno:
Federico Michele di Zweibrücken-Birkenfeld
Bisnonno paterno:
Cristiano III del Palatinato-Zweibrücken
Trisnonno paterno:
Cristiano II del Palatinato-Zweibrücken-Birkenfeld
Trisnonna paterna:
Caterina Agata di Rappoltstein
Bisnonna paterna:
Carolina di Nassau-Saarbrücken
Trisnonno paterno:
Luigi Cratone di Nassau-Saarbrücken
Trisnonna paterna:
Enrichetta Filippina di Hohenlohe-Langenburg
Nonna paterna:
Maria Francesca del Palatinato-Sulzbach
Bisnonno paterno:
Giuseppe Carlo del Palatinato-Sulzbach
Trisnonno paterno:
Teodoro Eustachio del Palatinato-Sulzbach
Trisnonna paterna:
Maria Eleonora d'Assia-Rotenburg
Bisnonna paterna:
Elisabetta Augusta Sofia del Palatinato-Neuburg
Trisnonno paterno:
Carlo III Filippo del Palatinato
Trisnonna paterna:
Ludwika Karolina Radziwiłł
Madre:
Augusta Guglielmina d'Assia-Darmstadt
Nonno materno:
Giorgio Guglielmo d'Assia-Darmstadt
Bisnonno materno:
Luigi VIII d'Assia-Darmstadt
Trisnonno materno:
Ernesto Luigi d'Assia-Darmstadt
Trisnonna materna:
Dorotea Carlotta di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonna materna:
Carlotta di Hanau-Lichtenberg
Trisnonno materno:
Giovanni Reinardo III di Hanau-Lichtenberg
Trisnonna materna:
Dorotea Federica di Brandeburgo-Ansbach
Nonna materna:
Maria Luisa Albertina di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg
Bisnonno materno:
Cristiano Carlo Reinardo di Leiningen-Dachsburg-Falkenburg-Heidesheim
Trisnonno materno:
Giovanni di Leiningen-Dagsburg-Falkenburg
Trisnonna materna:
Giovanna Maddalena di Hanau-Lichtenberg
Bisnonna materna:
Caterina Polissena di Solms-Rödelheim
Trisnonno materno:
Luigi di Solms-Rödelheim
Trisnonna materna:
Carlotta Sibilla di Ahlefeld

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine dei Virtuosi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dei Virtuosi
Gran Maestro dell'Ordine della Croce Stellata - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Croce Stellata
Gran Maestro dell'Ordine dell'amore verso il prossimo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dell'amore verso il prossimo
Protettrice dell'Ordine di Elisabetta Teresa - nastrino per uniforme ordinaria Protettrice dell'Ordine di Elisabetta Teresa
Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa - nastrino per uniforme ordinaria Dama Nobile dell'Ordine della regina Maria Luisa
Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Immacolata Concezione di Vila Viçosa
Rosa d'Oro della cristianità - nastrino per uniforme ordinaria Rosa d'Oro della cristianità
— 1819

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Darryl Lundy, Genealogia della principessa Carolina di Baviera, thePeerage.com, 10 maggio 2003. URL consultato il 23 settembre 2009.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 18026191 LCCN: no93003844