Gaetano Negri

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sen. Gaetano Negri
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Gaetano Negri
Luogo nascita Cassinetta di Lugagnano
Data nascita 11 luglio 1838
Luogo morte Varazze
Data morte 31 luglio 1902
Professione Possidente
Partito Destra storica
Legislatura XVII
Circoscrizione Milano

Gaetano Negri (Cassinetta di Lugagnano, 11 luglio 1838Varazze, 31 luglio 1902) è stato un politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVII legislatura.

Indice

Biografia [modifica]

Gaetano Negri nacque a Cassinetta di Lugagnano l'11 luglio 1838, figlio di Luigi Negri e di Giulia Vassalli.

Uomo politico, storico e geologo; fu sindaco di Milano dal 1884 al 1889, poi deputato e nel 1890 venne nominato senatore del Regno d'Italia.

In precedenza al proprio impegno politico, Gaetano Negri si era distinto come ufficiale dell'esercito italiano in Meridione venendo duramente criticato per alcuni supposti suoi metodi violenti nell'amministrazione della giustizia.[1]

Quando intraprese l'avventura politica, entrò nelle schiere della Destra Storica e si dedicò prevalentemente a vita privata, amministrando le proprietà agricole ed immobili che la sua famiglia possedeva nella nativa Cassinetta di Lugagnano.

Nel privato fu anche valente scrittore e scrisse diverse opere storiche e storiografiche relative al mondo antico ed a lui contemporaneo. Tradusse in italiano la favola di Pierino Porcospino (Struwwelpeter). Fu collaborattore attivo delle riviste «Perseveranza» e «Nuova Antologia» nonché dapprima membro effettivo (dal 3 dicembre 1891), poi vicepresidente (1896-1897;1900-1901) ed infine presidente (1898-1899; 1902) dell'Istituto lombardo di scienze e lettere di Milano. Membro corrispondente della Società reale di Napoli dal 4 dicembre 1898 e socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei di Roma dal 13 luglio 1902, fu anche presidente della Società Italiana di Scienze Naturali dal 1892 al 1894.

Morì a Varazze in Liguria il 31 luglio 1902.

Onorificenze [modifica]

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
2 medaglie d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria 2 medaglie d'argento al valor militare
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (1 barretta)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

Note [modifica]

  1. ^ È emerso tuttavia recentemente che non fu lui a guidare l'eccidio di Pontelandolfo e di Casalduni, bensì il tenente colonnello Pier Eleonoro Negri. La documentazione deriva da Antonio Pagano che lo ha scoperto nel 2004; lo riporta Pino Aprile, in Terroni, Piemme, 2010

Bibliografia [modifica]

  • Meditazioni vagabonde, edizione Hoepli, Milano, 1906 postumo
  • L'imperatore Giuliano l'Apostata, Fratelli Melita, La Spezia 1990 ristampa anastatica della prima edizione Hoepli, Milano 1902
  • Nel presente e nel passato. Profili e bozzetti storici, edizioni Hoepli, Milano 1893
  • Bismarck. Saggio storico, edizioni Treves, Milano 1884
  • La crisi religiosa, edizioni Dumolard, Milano 1878

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Collegamenti esterni [modifica]

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Giulio Belinzaghi 25 aprile 1884 - 10 novembre 1889 Giulio Belinzaghi
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