Cultura di Weimar
Durante la Repubblica di Weimar, fra il 1919 e il 1933 la Germania conobbe una intensa fase di espansione artistica, culturale e scientifica.
Da un punto di vista politico-economico, la Germania si confrontava con i duri termini della riparazione imposta dal Trattato di Versailles, che pose fine alla prima guerra mondiale: fra le conseguenze ci fu anche un alto livello di inflazione. Ciononostante, negli anni venti del Novecento Berlino, grazie anche al nuovo clima di libertà politica, era il motore di una rivoluzione culturale. I 14 anni della Repubblica di Weimar furono infatti caratterizzati da una notevole produzione intellettuale: gli artisti tedeschi diedero importanti contributi nei campi della letteratura, dell'arte, dell'architettura, della musica, della drammaturgia e nel nuovo mezzo che in quegli anni si stava affermando, il cinema. Il filosofo Ernst Bloch descrisse quel periodo come una nuova "età di Pericle".
Fra le opere di tale periodo possono essere segnalate le caricature politiche di Otto Dix, John Heartfield e George Grosz, il movimento artistico della Neue Sachlichkeit, film come Metropolis di Fritz Lang e molte altre opere prodotte dalla Universum Film, il movimento architettonico del Bauhaus, il funzionalismo di Ernst May e Bruno Taut e il cabaret decadente documentato da Christopher Isherwood. In campo musicale emergeva la musica atonale e moderna di Alban Berg, Arnold Schoenberg e Kurt Weill.
Questo ampio fermento culturale è stato denominato "cultura di Weimar", sebbene tale definizione sia stata criticata in quanto etichetta applicata a posteriori a fenomeni culturali molto eterogenei, per quanto compresenti. Lo storico Hagen Schulze ha scritto:
| « Espressionismo e post-espressionismo, nuova oggettività, realismo metafisico, dadaismo, futurismo, cubismo, primitivismo, l'arte propugnata dalla rivista Merz di Kurt Schwitters, il verismo, il suprematismo, il progressivismo, il funzionalismo, il neoclassicismo: tutto ciò si affastella nel giro di un decennio, crea scuole e discepoli che si combattono accanitamente tra loro, di volta in volta si presenta come assolutamente nuovo, unico e diverso: uno scintillante caleidoscopio di forme e colori mai visti prima. Tuttavia la "cultura di Weimar" è un mito, nato nei caffè di Praga e di Parigi, nell'università in esilio di New York, nelle colonie di profughi della Costa Azzurra o della costa occidentale americana, dopo la fuga e l'espatrio dei molti intellettuali che hanno dato forma e colore agli anni venti.[1] » |
Indice |
Letteratura [modifica]
Il genere più diffuso era il romanzo filosofico o il romanzo-saggio. Nella letteratura si segnalano alcune sensibilità:
- Völkisch, una corrente che esaltava la guerra, criticava il predominio sulla cultura dei berlinesi, secondo loro corrotti dalla multinazionalità e dall'amore per gli Stati Uniti d'America, e si rifugiava in temi bucolici.
- La letteratura schierata politicamente degli scrittori appartenenti alla Lega degli scrittori proletari rivoluzionari, favorevoli all'utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione di massa. Nel 1929 da quest'area culturale nacque la rivista Die Linkskurve.
Nel panorama letterario scrittori come Alfred Döblin, Erich Maria Remarque e i fratelli Heinrich e Thomas Mann offrirono un freddo ritratto della crisi della politica e della società.
Nel frattempo, nei teatri di Berlino e Francoforte sul Meno andavano in scena opere scritte da Bertolt Brecht o dirette da Max Reinhardt ed Erwin Piscator e spettacoli di cabaret, una forma anticonformista di spettacolo.
Filosofia [modifica]
In quel periodo la Germania diventò anche un centro di elaborazioni filosofiche. Nelle sue università medievali le più avanzate teorie sociologiche e della filosofia politica (in particolare il marxismo) si incontrarono con la psicoanalisi freudiana, sviluppando teorie molto influenti nel campo della teoria critica, in particolare all'Istituto di Ricerche Sociali della Scuola di Francoforte, fondata all'università di Francoforte.
Decadenza [modifica]
Con l'ascesa del nazismo e l'arrivo al potere di Adolf Hitler nel 1933, molti intellettuali lasciarono la Germania diretti in Turchia, Stati Uniti d'America, Regno Unito e altri Paesi. Nei roghi dei libri organizzati dai nazisti furono bruciati numerosi dei testi degli autori della cultura della Repubblica di Weimar e di chiunque la esaltasse.[2] Molti degli intellettuali rimasti furono arrestati o deportati in campi di concentramento. Gli intellettuali della Scuola di Francoforte si trasferirono a New York, dove rifondarono l'Istituto di Ricerche Sociali costituendo la New School for Social Research.
Principali figure intellettuali [modifica]
Arti figurative [modifica]
- Ernst Barlach – scultore
- Max Beckmann – pittore
- Otto Dix – pittore
- Max Ernst – pittore
- Conrad Felixmüller – pittore
- George Grosz – pittore
- John Heartfield – artista del fotomontaggio
- Erich Heckel – pittore
- Herbert Bayer – pittore e grafico
- Käthe Kollwitz – scultrice e pittrice
- Wassily Kandinsky – pittore
- Ernst Ludwig Kirchner – pittore
- Paul Klee – pittore
- Gerhard Marcks – scultore, litografo e ceramista
- Otto Mueller – pittore
- Gabriele Munter – pittrice
- Emil Nolde – pittore
- Max Pechstein – pittore
- Karl Schmidt-Rottluff – pittore
- Kurt Schwitters – pittore
- Hannah Höch – artista del fotomontaggio
Architettura [modifica]
- Peter Behrens – architetto
- Walter Gropius – architetto, fondatore della Bauhaus
- Hugo Häring – architetto
- Margarete Schütte-Lihotzky – prima donna-architetto in Austria e designer della Cucina di Francoforte
- Ernst May – architetto
- Erich Mendelsohn – architetto
- Adolf Meyer – architetto
- Hans Poelzig – architetto
- Bruno Taut – architetto e urbanista
- Mies van der Rohe – architetto
Letteratura [modifica]
- Gottfried Benn – poeta
- Bertolt Brecht – drammaturgo
- Alfred Döblin – scrittore
- Stefan George – architetto
- Hermann Hesse – scrittore
- Christopher Isherwood scrittore
- Ernst Jünger – scrittore
- Erich Kästner – scrittore e poeta
- Heinrich Mann – scrittore
- Klaus Mann – scrittore
- Thomas Mann – scrittore
- Erich Mühsam – poeta e drammaturgo
- Erich Maria Remarque – scrittore
- Anna Seghers – scrittore
- Kurt Tucholsky – scrittore satirico
Musica [modifica]
- Alban Berg – compositore
- Paul Hindemith – compositore e violista
- Otto Klemperer – compositore
- Arnold Schoenberg – compositore
- Anton Webern – compositore
- Kurt Weill – compositore
- Maxwell Clarke – tubista
Filosofia [modifica]
- Theodor Adorno – filosofo e sociologo
- Walter Benjamin – filosofo e scrittore
- Martin Buber – filosofo
- Martin Heidegger – filosofo
- Max Horkheimer – filosofo
Scienza [modifica]
- Max Born – fisico, fondatore della meccanica quantistica
- Werner Heisenberg – fisico, fondatore della meccanica quantistica
- Pascual Jordan – fisico, fondatore della meccanica quantistica
Teatro e cinema [modifica]
- Alfred Abel – attore
- Anita Berber – attrice
- Lil Dagover – attrice
- Marlene Dietrich – attrice
- Arnold Fanck – regista
- Carl Froelich – regista
- Greta Garbo – attrice
- Käthe Haack – attrice
- Thea von Harbou – sceneggiatrice, attrice
- Brigitte Helm – attrice
- Fritz Lang – regista
- Ernst Lubitsch – regista
- Erika Mann – produttrice, commediografa, giornalista e attrice
- Friedrich Wilhelm Murnau – regista
- Pola Negri – attrice
- Erwin Piscator – produttore cinematografico e teatrale
- Erich Pommer – produttore cinematografico
- Max Reinhardt – regista
- Lotte Reiniger – animatore
- Hans Richter – regista, attore e scrittore
- Leni Riefenstahl – attrice, regista e ballerina
- Walter Ruttmann – regista
- Leontine Sagan – attrice e regista
- Josef von Sternberg – regista
- Conrad Veidt – attore
- Robert Wiene – regista
Note [modifica]
- ^ Hagen Schulze, La repubblica di Weimar. La Germania dal 1917 al 1933, Biblioteca storica, Il Mulino, 1987. ISBN 8815015361, ISBN 9788815015365
- ^ La distruzione dei libri è un
Bibliografia [modifica]
- Testi di approfondimento
- Michele Carducci, La cultura di Weimar e lo studio del diritto costituzionale comparato, Transizioni cost. tra passato e presente, Pensa, 2008. ISBN 886152074X, ISBN 9788861520745
- Enzo Collotti. Politica e cultura negli anni di Weimar: aspetti di un rapporto conflittuale. URL consultato in data 18 novembre 2009.
- Peter Gay, La cultura di Weimar (Weimar culture: the outsider as insider), volume 61 di La scienza nuova, seconda edizione, Dedalo, 1978. ISBN 8822001613, ISBN 9788822001610
- Marjorie Lamberti, The politics of education: teachers and school reform in Weimar Germay (in inglese), volume 8 di Monographs in German history, Berghahn Books, 2002. ISBN 1571812989, ISBN 9781571812988
- Detlev Peukert, The Weimar Republic: the Crisis of Classical Modernity (in inglese), New York, Hill and Wang, 1992. ISBN 0-8090-9674-9
- Elena Pontiggia (a cura di), La nuova oggettività tedesca, Abscondita, 2002.
- Franz Roh, Post-espressionismo realismo magico. Problemi della nuova pittura europea, Liguori, 2007. ISBN 8820739607
- Hagen Schulze, La repubblica di Weimar. La Germania dal 1917 al 1933, Biblioteca storica, Il Mulino, 1987. ISBN 8815015361, ISBN 9788815015365
- Gottfried Wagner, Weill e Brecht, Volume 28 di L'arte della fuga; trad. R. Bossa, A. Pepe, Studio Tesi, 1992. ISBN 8876923012, ISBN 9788876923012
- Eric D. Weitz, La Germania di Weimar. Utopia e tragedia, traduzione di Piero Arlorio, Einaudi, 2008. ISBN 9788806194215
- Bernd WiddigBernd Widdig, Culture and Inflation in Weimar Germany (in inglese), Berkeley, CA, University of California Press, 2001. ISBN 978-0520222908