Elena di Sassonia-Coburgo-Gotha
| Elena | |
|---|---|
| Principessa di Schleswig-Holstein | |
| Nascita | Buckingham Palace, Londra, 25 maggio 1846 |
| Morte | Londra, 9 giugno 1923 |
| Dinastia | Sassonia-Coburgo-Gotha |
| Padre | Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha |
| Madre | Vittoria del Regno Unito |
| Consorte | Cristiano di Schleswig-Holstein |
| Figli | Cristiano Vittorio di Schleswig-Holstein Alberto di Schleswig-Holstein Elena Vittoria di Schleswig-Holstein Maria Luisa di Schleswig-Holstein Federico Cristiano Augusto Leopoldo Edoardo bambino senza nome |
Principessa Elena del Regno Unito (Helena Augusta Victoria: Principessa Cristiano di Schleswig-Holstein per matrimonio[1]; Londra, 25 maggio 1846 – Londra, 9 giugno 1923) fu un membro della Famiglia reale britannica terza figlia e quinta fra i figli di Vittoria I del Regno Unito e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. In famiglia, Elena veniva chiamata "Lenchen".
Elena fu educata da insegnanti privati scelti da suo padre e dal suo consigliere e amico il Barone Stockmar. Trascorse la sua infanzia insieme ai genitori, viaggiando tra le varie residenze del Regno Unito. L'atmosfera intima della corte reale terminò il 14 dicembre 1861 quando suo padre morì e sua madre cominciò un periodo di lutto stretto. Al principio del decennio del 1860, Elena ebbe un flirt con il bibliotecario tedesco del Principe Alberto, Carl Ruland. Sebbene la natura del rapporto è in gran parte sconosciuta, le lettere romantiche di Elena a Ruland sopravvivono[2]. Quando la Regina lo scoprì nel 1863, licenziò Ruland che ritornò nella sua nativa Germania. Tre anni dopo, il 5 luglio 1866, Elena sposò il decaduto principe tedesco Cristiano di Schleswig-Holstein. La coppia rimase in Gran Bretagna, su richiesta della Regina, a cui piaceva avere le figlie accanto, così Elena con la sorella più piccola, la Principessa Beatrice, divenne segretario non ufficiale della regina. Comunque, dopo la morte della Regina Vittoria il 22 gennaio del 1901, Elena vide relativamente poco i suoi fratelli ancora in vita.
Elena era il membro più attivo della famiglia reale, realizzando un ampio programma di impegni reali che a quel tempo non ci si aspettava che apparissero spesso in pubblico. Fu anche un mecenate attivo degli enti di beneficenza, e uno dei membri fondatori della Croce Rossa. Fu presidente e fondatore della Scuola Reale di Ricamo e presidente dell'Associazione Reale Britannica delle Infermiere. In quanto presidente di quest'ultima, era una forte sostenitrice dell'albo delle infermiere contro il parere di Florence Nightingale[3]. Fu il primo membro della sua famiglia a festeggiare il suo 50º anniversario di nozze nel 1916, ma suo marito morì l'anno successivo. Elena gli sopravvisse per sei anni, e morì all'età di 77 anni a Schomberg House il 19 giugno del 1923
Indice |
Infanzia[modifica]
Elena nacque a Buckingham Palace la residenza reale a Londra il 25 maggio 1846[4]. Era la terza figlia e quinta fra i figli del monarca regnante britannico, la Regina Vittoria, e suo marito il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Alberto riferì a suo fratello Ernesto II il Duca di Sassonia-Coburgo-Gotha che Elena "è venuta in questo mondo bluastra, ma adesso sta quasi bene"[5]. Aggiunse che la Regina "ha sofferto di più e a lungo che le altre volte e dovrà restare molto tranquilla per riprendersi"[6]. Alberto e Vittoria scelsero i nomi di Helena Augusta Victoria. La forma del nome in tedesco di Elena era Helenchen, in seguito abbreviato in Lenchen il nome con cui i membri della famiglia reale si sarebbero riferiti a Elena[7]. In quanto figlia del sovrano, Elena fu titolata Sua Altezza Reale la Principessa Elena per nascita. Elena fu battezzata il 25 luglio 1846 nella Cappella privata di Buckingham Palace[8]. I suoi padrini furono il Gran Duca Ereditario di Meclemburgo-Strelitz, suo primo cugino di secondo grado; la Duchessa di Orléans (per cui la madre della Regina, la Duchessa di Kent stava per procura); e la Duchessa di Cambridge[9].
Elena era una bambina vivace e schietta, e reagì contro una presa in giro fraterna dando un pugno sul naso al bullo[10]. Tra i suoi talenti precoci è incluso il disegno. Lady Augusta Stanley, una dama di compagnia della regina, commentò favorevolmente un disegno della trenne Elena[7]. Come le altre sorelle, Elena era capace di suonare il piano a un alto livello in età precoce. I suoi interessi annoveravano le scienze e la tecnologia, interessi condivisi con suo padre il principe Alberto, ma anche passeggiate a cavallo e regate in barca, due delle sue occupazioni preferite durante l'infanzia[11]. Tuttavia, Elena divenne una figlia di mezzo in seguito alla nascita della Principessa Luisa nel 1848, e le sue capacità furono oscurate dalle sorelle più artistiche.[12]
Morte del Principe Alberto[modifica]
Il padre di Elena, il principe Alberto, morì il 14 dicembre 1861. La Regina era sconvolta, e ordinò all'intera famiglia di trasferirsi da Windsor a Osborne House, la residenza della Regina sull'Isola di Wight. Anche il dolore di Elena fu molto profondo e un mese dopo scrisse a un amico: "Ciò che abbiamo perso non potrà essere rimpiazzato con nulla, e il nostro dolore è molto, molto amaro...Adoravo Papà, gli volevo bene più di chiunque altro sulla terra, la sua parola era una legge sacra, ed era il mio aiuto ed il mio confidente [...] Quei momenti erano i più felici della mia vita, e ora è tutto, tutto finito."[13]
La Regina affidò il compito di sua segretaria non ufficiale alla seconda delle sue figlie maggiori, la Principessa Alice, ma Alice aveva bisogno lei stessa di un assistente. Anche se Elena era la successiva delle figlie maggiori, Vittoria la considerò inattendibile a causa della sua incapacità di non scoppiare a piangere per lungo tempo[14]. Pertanto, Luisa fu scelta per assumere il ruolo al suo posto[15], Alice sposò il Principe Luigi d'Assia nel 1862, dopodiché Elena assunse il ruolo - descritto come il "bastone" della sua anziana madre da un biografo - al fianco di sua madre[16]. In questo ruolo, svolse compiti di segreteria minori, come scrivere le lettere della Regina, aiutandola con la sua corrispondenza politica e assistendola facendole compagnia.[17]
Matrimonio[modifica]
Controversie matrimoniali[modifica]
La Principessa Elena cominciò un precoce flirt con l'ex bibliotecario di suo padre, Carl Ruland, in seguito alla sua nomina alla Casa Reale, su raccomandazione del Barone Stockmar nel 1859. Egli era fidato abbastanza per insegnare il tedesco al fratello di Elena, il giovane Principe di Galles, e la Regina lo descrisse come "vantaggioso e capace"[18]. Quando la Regina scoprì che Elena si era interessata romanticamente di un servitore reale, Ruland fu immediatamente licenziato e spedito nella sua nativa Germania, e non perse mai l'ostilità della Regina.[19]
In seguito alla partenza di Ruland nel 1863, la Regina cercò un marito per Elena. Comunque, dato che era una delle figlie di mezzo, la prospettiva di una forte alleanza con una famiglia reale europea erano basse[20]. Anche il suo aspetto era un problema, già dall'età di quindici anni fu descritta dal suo biografo come tozza, sciatta e con il doppio mento[21]. Inoltre, Vittoria insistette che il futuro marito di Elena dovesse essere preparato a vivere accanto alla Regina, mantenendo così la figlia al suo fianco[22]. Alla fine la sua scelta cadde sul Principe Cristiano di Schleswig-Holstein; tuttavia, il matrimonio era politicamente scomodo e causò una seria rotture all'interno della famiglia. Lo Schleswig e l'Holstein erano due territori contesi tra la Prussia e la Danimarca durante la prima e la Seconda guerra dello Schleswig. In quest'ultima Prussia e Austria sconfissero la Danimarca, ma i ducati furono rivendicati dall'Austria per la famiglia del principe Cristiano. Tuttavia, in seguito alla Guerra austro-prussiana in cui la Prussia invase e occupò i ducati, questi divennero prussiani, ma il titolo di Duca di Schleswig-Holstein fu ancora rivendicato dalla famiglia del principe Cristiano[23]. Il matrimonio, per tanto innoridì la principessa Alessandra di Galles, figlia del re Cristiano IX di Danimarca che affermò: "I Ducati appartengo a papà"[24]. Alessandra trovò sostegno nel Principe di Galles e nella principessa Alice che accusarono apertamente la loro madre di sacrificare la felicità di Elena per un vantaggio della Regina[25]. Ella inoltre sostenne che ciò avrebbe ridotto la già bassa popolarità di sua sorella, la principessa ereditaria di Prussia, presso la corte tedesca a Berlino[26]. Tra gli altri oppositori vi erano il principe Alfredo e il principe Giorgio, duca di Cambridge, ma la regina era ardentemente sostenuta dalla figlia maggiore Vittoria, che era stata per molti anni un'amica personale della famiglia di Cristiano[24].
Malgrado le controversie politiche e la differenza di età - lui era più grande di quindici anni - Elena fu felice con Cristiano e fu determinata a sposarlo[27]. In quanto figlio più giovane di un duca regnante, l'assenza di impegni all'estero gli permise di restare permanentemente in Gran Bretagna - la principale preoccupazione della Regina - e dichiarò che il matrimonio poteva procedere[28]. Elena e Cristiano erano in realtà terzi cugini discendenti entrambi da Federico, principe di Galles. I rapporti tra Elena e Alessandra rimasero tesi, e Alessandra non era pronta per accettare Cristiano (che era anche terzo cugino di Alessandra discendenti da Federico V di Danimarca) come suo fratello o cugino[29]. La Regina non perdonò mai ad Alice le accuse di possessività e scrisse ai Principi di Galles poco dopo: "Bertie è molto affettuoso e gentile ma Alix (nomignolo di Alessandra) non è affatto quello che dovrebbe essere. Sarà lunga, se mai, prima che riacquista la mia fiducia"[30].
Fidanzamento e matrimonio[modifica]
Il fidanzamento fu annunciato il 5 dicembre 1865 e nonostante l'iniziale rifiuto del principe di Galles di partecipare, la principessa Alice intervenne, e il matrimonio fu un felice avvenimento. La Regina permise che la cerimonia avesse luogo al Castello di Windsor anche se nella Cappella Privata piuttosto che nella più grande Cappella di S.Giorgio e alleggerì il suo abito nero da lutto con una cuffia bianca da lutto che drappeggiava sulla schiena. Gli ospiti principali si sistemarono nella cappella al suono della Marcia Trionfale di Beethoven, creando uno spettacolo unico segnata dalla sparizione del Principe George, Duca di Cambridge, che ebbe un improvviso attacco di gotta. Cristiano si sistemò nella cappella con i suoi due sostenitori, il Principe Edoardo di Sassonia-Weimar e il principe Federico di Schleswig-Holstein, ed Elena fu accompagnata lungo la navata dalla madre con il principe di Galles e otto damigelle. Cristiano sembrava più vecchio di quanto era, e un ospite commentò che sembrava che Elena stesse sposando un vecchio zio. In effetti, quando fu convocato per la prima volta in Gran Bretagna, si presumeva che la Regina vedova lo stesse valutando come un nuovo marito per sé piuttosto che come un candidato per una delle sue figlie. La coppia trascorse la prima notte della loro vita coniugale a Osborne House, prima di partire per la luna di miele a Parigi, Interlaken e Genova.
Vita matrimoniale[modifica]
Elena e Cristiano erano devoti l'un l'altro e conducevano una vita tranquilla paragonata a quella delle sorelle di Elena. In seguito al loro matrimonio, si stabilirono a Cumberland Lodge nel Windsor Great Park, la residenza tradizionale del Ranger del Windsor Great Park, la posizione d'onore conferita a Cristiano dalla Regina. Durante il soggiorno a Londra, hanno vissuto nella Suite belga a Buckingham Palace.
La coppia ebbe sei figli:
- Principe Cristiano Vittorio di Schleswig-Holstein (14 agosto 1867 – 29 ottobre 1900);
- Principe Alberto di Schleswig-Holstein (28 febbraio 1869 – 13 marzo 1931), che nel 1921 divenne Duca titolare di Schleswig-Holstein e Capo del Casato degli Oldenburg;
- Principessa Elena Vittoria di Schleswig-Holstein (3 maggio 1870 – 13 marzo 1948).
- Principessa Maria Luisa (12 agosto 1872 – 8 dicembre 1956).
- Principe Harald (12 maggio 1876 – 20 maggio 1876).
- Figlio nato morto senza nome (7 maggio 1877).
La principessa Luisa, sorella di Elena, commissionò allo scultore francese Jules Dalou di scolpire un monumento ai bambini morti di Elena.
Incarichi reali[modifica]
Infermiera[modifica]
Lavori di cucito[modifica]
Scrittrice[modifica]
Affare Bergsträsser[modifica]
Ultimi anni[modifica]
Periodo edoardiano[modifica]
Ultimi anni[modifica]
Eredità[modifica]
Discendenza[modifica]
Elena e Cristiano ebbero sei figli:
- Cristiano Vittorio Alberto Ernesto Antonio (14 agosto 1867 - 29 ottobre 1900)
- Alberto Giovanni Carlo Federico Arturo Giorgio (28 febbraio 1869 - 13 marzo 1931)
- Vittoria Luisa Sofia Augusta Amelia Elena (3 maggio 1870 - 13 marzo 1948)
- Francesca Giuseppina Luisa Augusta Maria Cristina Elena (12 agosto 1872 - 8 dicembre 1956)
- Federico Cristiano Augusto Leopoldo Edoardo (12 maggio 1876 - 20 maggio 1876)
- bambino senza nome (7 maggio 1877).
Antenati[modifica]
Onorificenze[modifica]
| Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Britannico | |
| — 3 giugno 1918 |
| Dama dell'Ordine della Corona d'India | |
| — 1 gennaio 1878 |
| Dama di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni | |
| — 23 marzo 1896 |
| Membro della Royal Red Cross | |
| — 29 aprile 1883 |
| Dama di I Classe dell'Ordine Reale di Vittoria e Alberto | |
| Dama dell'Ordine familiare di Edoardo VII | |
| — 10 febbraio 1904 |
| Dama dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V | |
| — 3 giugno 1911 |
Note[modifica]
- ^ Quando Re Giorgio soppresse il nome tedesco, trattamento e titoli della famiglia reale nel 1917, la coppia divenne semplicemente Prince and Princess Christian senza designazione territoriale.
- ^ Chomet, p. 6
- ^ Chomet, p. 121
- ^ Chomet, p. 9
- ^ Bennet, p. 89
- ^ Quoted in Chomet, p. 10
- ^ a b Chomet, p. 11
- ^ No.20626, p.2754, in «London Gazette», 28 luglio 1846. URL consultato in data 26 marzo 2010.
- ^ No.20627, p.2789, in «London Gazette», 30 luglio 1846. URL consultato in data 26 marzo 2010.
- ^ John Van der Kiste. Princess Helena. URL consultato in data 28 gennaio 2008.
- ^ Chomet, p. 10
- ^ Chomet, p. 12
- ^ Packard, p. 101
- ^ Packard, p. 102
- ^ Packard, p. 103
- ^ Packard, p. 104
- ^ Dennison, p. 204
- ^ Chomet, p. 17
- ^ Chomet, p. 19
- ^ Chomet, p. 37
- ^ Packard, p. 99
- ^ Van der Kiste, p. 61
- ^ Packard, p. 121
- ^ a b Packard, p. 113
- ^ Battiscombe, p. 77
- ^ Van der Kiste, p. 65
- ^ Packard, p. 114
- ^ Van der Kiste, p. 64
- ^ Battiscombe, p. 76
- ^ Van der Kiste, p. 181
Bibliografia[modifica]
- Carolly Erickson, La piccola regina, Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-48655-4
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