Elena di Sassonia-Coburgo-Gotha

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Elena
Princess Christian of Schleswig-Holstein.jpg
Principessa di Schleswig-Holstein
Stemma
Nome completo Helena Augusta Victoria
Nascita Buckingham Palace, Londra, 25 maggio 1846
Morte Londra, 9 giugno 1923
Dinastia Sassonia-Coburgo-Gotha
Padre Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Madre Vittoria del Regno Unito
Consorte Cristiano di Schleswig-Holstein
Figli Cristiano Vittorio di Schleswig-Holstein
Alberto di Schleswig-Holstein
Elena Vittoria di Schleswig-Holstein
Maria Luisa di Schleswig-Holstein
Federico Cristiano Augusto Leopoldo Edoardo
bambino senza nome

Principessa Elena del Regno Unito (Helena Augusta Victoria: Principessa Cristiano di Schleswig-Holstein per matrimonio[1]; Londra, 25 maggio 1846Londra, 9 giugno 1923) fu un membro della Famiglia reale britannica terza figlia e quinta fra i figli di Vittoria I del Regno Unito e di Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. In famiglia, Elena veniva chiamata "Lenchen".

Elena fu educata da insegnanti privati scelti da suo padre e dal suo consigliere e amico il Barone Stockmar. Trascorse la sua infanzia insieme ai genitori, viaggiando tra le varie residenze del Regno Unito. L'atmosfera intima della corte reale terminò il 14 dicembre 1861 quando suo padre morì e sua madre cominciò un periodo di lutto stretto. Al principio del decennio del 1860, Elena ebbe un flirt con il bibliotecario tedesco del Principe Alberto, Carl Ruland. Sebbene la natura del rapporto è in gran parte sconosciuta, le lettere romantiche di Elena a Ruland sopravvivono[2]. Quando la Regina lo scoprì nel 1863, licenziò Ruland che ritornò nella sua nativa Germania. Tre anni dopo, il 5 luglio 1866, Elena sposò il decaduto principe tedesco Cristiano di Schleswig-Holstein. La coppia rimase in Gran Bretagna, su richiesta della Regina, a cui piaceva avere le figlie accanto, così Elena con la sorella più piccola, la Principessa Beatrice, divenne segretario non ufficiale della regina. Comunque, dopo la morte della Regina Vittoria il 22 gennaio del 1901, Elena vide relativamente poco i suoi fratelli ancora in vita.

Elena era il membro più attivo della famiglia reale, realizzando un ampio programma di impegni reali che a quel tempo non ci si aspettava che apparissero spesso in pubblico. Fu anche un mecenate attivo degli enti di beneficenza, e uno dei membri fondatori della Croce Rossa. Fu presidente e fondatore della Scuola Reale di Ricamo e presidente dell'Associazione Reale Britannica delle Infermiere. In quanto presidente di quest'ultima, era una forte sostenitrice dell'albo delle infermiere contro il parere di Florence Nightingale[3]. Fu il primo membro della sua famiglia a festeggiare il suo 50º anniversario di nozze nel 1916, ma suo marito morì l'anno successivo. Elena gli sopravvisse per sei anni, e morì all'età di 77 anni a Schomberg House il 19 giugno del 1923

Infanzia[modifica | modifica sorgente]

La principessa Elena con il fratello Principe Alfredo

Elena nacque a Buckingham Palace la residenza reale a Londra il 25 maggio 1846[4]. Era la terza figlia e quinta fra i figli del monarca regnante britannico, la Regina Vittoria, e suo marito il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. Alberto riferì a suo fratello Ernesto II il Duca di Sassonia-Coburgo-Gotha che Elena "è venuta in questo mondo bluastra, ma adesso sta quasi bene"[5]. Aggiunse che la Regina "ha sofferto di più e a lungo che le altre volte e dovrà restare molto tranquilla per riprendersi"[6]. Alberto e Vittoria scelsero i nomi di Helena Augusta Victoria. La forma del nome in tedesco di Elena era Helenchen, in seguito abbreviato in Lenchen il nome con cui i membri della famiglia reale si sarebbero riferiti a Elena[7]. In quanto figlia del sovrano, Elena fu titolata Sua Altezza Reale la Principessa Elena per nascita. Elena fu battezzata il 25 luglio 1846 nella Cappella privata di Buckingham Palace[8]. I suoi padrini furono il Gran Duca Ereditario di Meclemburgo-Strelitz, suo primo cugino di secondo grado; la Duchessa di Orléans (per cui la madre della Regina, la Duchessa di Kent stava per procura); e la Duchessa di Cambridge[9].

Elena era una bambina vivace e schietta, e reagì contro una presa in giro fraterna dando un pugno sul naso al bullo[10]. Tra i suoi talenti precoci è incluso il disegno. Lady Augusta Stanley, una dama di compagnia della regina, commentò favorevolmente un disegno della trenne Elena[7]. Come le altre sorelle, Elena era capace di suonare il piano a un alto livello in età precoce. I suoi interessi annoveravano le scienze e la tecnologia, interessi condivisi con suo padre il principe Alberto, ma anche passeggiate a cavallo e regate in barca, due delle sue occupazioni preferite durante l'infanzia[11]. Tuttavia, Elena divenne una figlia di mezzo in seguito alla nascita della Principessa Luisa nel 1848, e le sue capacità furono oscurate dalle sorelle più artistiche.[12]

Morte del Principe Alberto[modifica | modifica sorgente]

Il padre di Elena, il principe Alberto, morì il 14 dicembre 1861. La Regina era sconvolta, e ordinò all'intera famiglia di trasferirsi da Windsor a Osborne House, la residenza della Regina sull'Isola di Wight. Anche il dolore di Elena fu molto profondo e un mese dopo scrisse a un amico: "Ciò che abbiamo perso non potrà essere rimpiazzato con nulla, e il nostro dolore è molto, molto amaro... Adoravo Papà, gli volevo bene più di chiunque altro sulla terra, la sua parola era una legge sacra, ed era il mio aiuto ed il mio confidente [...] Quei momenti erano i più felici della mia vita, e ora è tutto, tutto finito."[13]

La Regina affidò il compito di sua segretaria non ufficiale alla seconda delle sue figlie maggiori, la Principessa Alice, ma Alice aveva bisogno lei stessa di un assistente. Anche se Elena era la successiva delle figlie maggiori, Vittoria la considerò inattendibile a causa della sua incapacità di non scoppiare a piangere per lungo tempo[14]. Pertanto, Luisa fu scelta per assumere il ruolo al suo posto[15], Alice sposò il Principe Luigi d'Assia nel 1862, dopodiché Elena assunse il ruolo - descritto come il "bastone" della sua anziana madre da un biografo - al fianco di sua madre[16]. In questo ruolo, svolse compiti di segreteria minori, come scrivere le lettere della Regina, aiutandola con la sua corrispondenza politica e assistendola facendole compagnia.[17]

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Controversie matrimoniali[modifica | modifica sorgente]

La Principessa Elena

La Principessa Elena cominciò un precoce flirt con l'ex bibliotecario di suo padre, Carl Ruland, in seguito alla sua nomina alla Casa Reale, su raccomandazione del Barone Stockmar nel 1859. Egli era fidato abbastanza per insegnare il tedesco al fratello di Elena, il giovane Principe di Galles, e la Regina lo descrisse come "vantaggioso e capace"[18]. Quando la Regina scoprì che Elena si era interessata romanticamente di un servitore reale, Ruland fu immediatamente licenziato e spedito nella sua nativa Germania, e non perse mai l'ostilità della Regina.[19]

In seguito alla partenza di Ruland nel 1863, la Regina cercò un marito per Elena. Comunque, dato che era una delle figlie di mezzo, la prospettiva di una forte alleanza con una famiglia reale europea erano basse[20]. Anche il suo aspetto era un problema, già dall'età di quindici anni fu descritta dal suo biografo come tozza, sciatta e con il doppio mento[21]. Inoltre, Vittoria insistette che il futuro marito di Elena dovesse essere preparato a vivere accanto alla Regina, mantenendo così la figlia al suo fianco[22]. Alla fine la sua scelta cadde sul Principe Cristiano di Schleswig-Holstein; tuttavia, il matrimonio era politicamente scomodo e causò una seria rottura all'interno della famiglia. Lo Schleswig e l'Holstein erano due territori contesi tra la Prussia e la Danimarca durante la prima e la Seconda guerra dello Schleswig. In quest'ultima Prussia e Austria sconfissero la Danimarca, ma i ducati furono rivendicati dall'Austria per la famiglia del principe Cristiano. Tuttavia, in seguito alla Guerra austro-prussiana in cui la Prussia invase e occupò i ducati, questi divennero prussiani, ma il titolo di Duca di Schleswig-Holstein fu ancora rivendicato dalla famiglia del principe Cristiano[23]. Il matrimonio, pertanto, innoridì la principessa Alessandra di Galles, figlia del re Cristiano IX di Danimarca che affermò: "I Ducati appartengono a papà"[24]. Alessandra trovò sostegno nel Principe di Galles e nella principessa Alice che accusarono apertamente la loro madre di sacrificare la felicità di Elena per un vantaggio della Regina[25]. Ella inoltre sostenne che ciò avrebbe ridotto la già bassa popolarità di sua sorella, la principessa ereditaria di Prussia, presso la corte tedesca a Berlino[26]. Tra gli altri oppositori vi erano il principe Alfredo e il principe Giorgio, duca di Cambridge, ma la regina era ardentemente sostenuta dalla figlia maggiore Vittoria, che era stata per molti anni un'amica personale della famiglia di Cristiano[24].

La Principessa Elena e il Principe Cristiano, in una serie di foto dopo il loro fidanzamento nel 1865

Malgrado le controversie politiche e la differenza di età - lui era più grande di quindici anni - Elena fu felice con Cristiano e fu determinata a sposarlo[27]. In quanto figlio più giovane di un duca regnante, l'assenza di impegni all'estero gli permise di restare permanentemente in Gran Bretagna - la principale preoccupazione della Regina - e dichiarò che il matrimonio poteva procedere[28]. Elena e Cristiano erano in realtà terzi cugini discendenti entrambi da Federico, principe di Galles. I rapporti tra Elena e Alessandra rimasero tesi, e Alessandra non era pronta per accettare Cristiano (che era anche terzo cugino di Alessandra discendenti da Federico V di Danimarca) come suo fratello o cugino[29]. La Regina non perdonò mai ad Alice le accuse di possessività e scrisse ai Principi di Galles poco dopo: "Bertie è molto affettuoso e gentile ma Alix (nomignolo di Alessandra) non è affatto quello che dovrebbe essere. Sarà lunga, se mai, prima che riacquisti la mia fiducia"[30].

Fidanzamento e matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Il fidanzamento fu annunciato il 5 dicembre 1865 e nonostante l'iniziale rifiuto del principe di Galles di partecipare, la principessa Alice intervenne, e il matrimonio fu un felice avvenimento. La Regina permise che la cerimonia avesse luogo al Castello di Windsor anche se nella Cappella Privata piuttosto che nella più grande Cappella di S.Giorgio e alleggerì il suo abito nero da lutto con una cuffia bianca da lutto che drappeggiava sulla schiena. Gli ospiti principali si sistemarono nella cappella al suono della Marcia Trionfale di Beethoven, creando uno spettacolo unico segnata dalla sparizione del Principe George, Duca di Cambridge, che ebbe un improvviso attacco di gotta. Cristiano si sistemò nella cappella con i suoi due sostenitori, il Principe Edoardo di Sassonia-Weimar e il principe Federico di Schleswig-Holstein, ed Elena fu accompagnata lungo la navata dalla madre con il principe di Galles e otto damigelle. Cristiano sembrava più vecchio di quanto era, e un ospite commentò che sembrava che Elena stesse sposando un vecchio zio. In effetti, quando fu convocato per la prima volta in Gran Bretagna, si presumeva che la Regina vedova lo stesse valutando come un nuovo marito per sé piuttosto che come un candidato per una delle sue figlie. La coppia trascorse la prima notte della loro vita coniugale a Osborne House, prima di partire per la luna di miele a Parigi, Interlaken e Genova.

Vita matrimoniale[modifica | modifica sorgente]

Prince Christian of Schleswig-Holstein

Elena e Cristiano erano devoti l'un l'altro e conducevano una vita tranquilla paragonata a quella delle sorelle di Elena. In seguito al loro matrimonio, si stabilirono a Cumberland Lodge nel Windsor Great Park, la residenza tradizionale del Ranger del Windsor Great Park, la posizione d'onore conferita a Cristiano dalla Regina. Durante il soggiorno a Londra, hanno vissuto nella Suite belga a Buckingham Palace.

La coppia ebbe sei figli:

La principessa Luisa, sorella di Elena, commissionò allo scultore francese Jules Dalou di scolpire un monumento ai bambini morti di Elena.

Incarichi reali[modifica | modifica sorgente]

Infermiera[modifica | modifica sorgente]

Elena aveva un interesse nelle scienze infermieristiche e divenne presidente della British Nurses' Association (RBNA) al momento della sua fondazione nel 1887. Nel 1891 l'associazione ricevette il prefisso "Royal" e l'anno successivo ricevette la Royal Charter[31]. Divenne una forte sostenitrice nelle iscrizioni delle infermiere, un problema a cui si opposero sia Florence Nightingale che i personaggi pubblici[31].

Dopo la morte della regina Vittoria, nel 1901, la nuova regina, Alessandra, insistette per sostituirsi a Elena come presidente del Servizio Infermieristico dell'Esercito[32]. Ciò diede luogo ad una ulteriore rottura tra le donne reali. Tuttavia, in conformità con il rango, Elena accettò di dimettersi a favore di Alessandra, e mantenne la presidenza della Army Nursing Reserve[32].

Il RBNA gradualmente andò in declino a seguito della Nurses Registration Act 1919; dopo sei tentativi falliti tra il 1904 e il 1918, il parlamento britannico approvò la legge che consente la registrazione formale delle infermiere[33]. Il risultato fu il Royal College of Nursing (RCN). Elena rimase attiva in altre organizzazioni di cura, ed è stato presidente della Isle of Wight , Windsor e Great Western Railway. In questa posizione, ha personalmente firmato e presentato molte migliaia di certificati di idoneità in infermieristica.

Lavori di cucito[modifica | modifica sorgente]

Elena era anche attiva nella promozione di ricamo e divenne il primo presidente della nuova School of Art Needlework nel 1872; nel 1876, acquistò il prefisso "Royal", diventando la Royal School of Needlework. Nel discorso di Elena, gli obiettivi della scuola erano: "In primo luogo, far rivivere una bellissima arte che era stata pressoché perduta, e in secondo luogo, attraverso la sua rinascita, di fornire occupazione alle gentildonne prive di mezzi di sostentamento adeguati".

Elena era desiderosa di aiutare i bambini e i disoccupati e cominciò ad organizzare cene gratuite per il loro beneficio alla Windsor Guildhall. Prese parte a due di queste cene, una nel febbraio e una nel marzo 1886, e oltre 3000 pasti vennero serviti ai bambini e a uomini disoccupati durante il duro inverno di quell'anno. Attraverso le sue attività di beneficenza, acquisì grande popolarità.

Scrittrice[modifica | modifica sorgente]

Un altro interesse di Elena era la scrittura, in particolare le traduzioni. Nel 1867, quando venne pubblicata la prima biografia di suo padre, il Principe Consorte, l'autore, Sir Charles Grey, notò che le lettere del principe vennero tradotte (dal tedesco all'inglese) da Elena. Seguirono altre traduzioni e nel 1887 pubblicò una traduzione di Le Memorie di Guglielmina, Margravia di Bayreuth. La sua ultima traduzione fu nel 1882, su un libretto tedesco intitolato First Aid to the Injured, che venne pubblicato più volte nel 1906.

Affare Bergsträsser[modifica | modifica sorgente]

Un problema di copyright è sorto dopo la pubblicazione delle lettere scritte dalla sorella di Elena, la principessa Alice. In Germania, una edizione delle lettere di Alice fu pubblicata nel 1883, da un sacerdote di Darmstadt, il Dr. Carl Sell, che scelse una selezione delle sue lettere messe a sua disposizione dalla Regina. Quando accadde, Elena chiese il permesso di pubblicare il testo dal tedesco in inglese, e gli venne concesso, ma senza il permesso della casa editrice del dottor Bergsträsser. Nel dicembre 1883 Elena scrisse a Sir Theodore Martin, un biografo reale, nel quale lo informava che Bergsträsser pretendeva i diritti d'autore sulle lettere di Alice, e su questa base chiedeva un ritardo nella pubblicazione dell'edizione inglese. Martin agì da intermediario tra Elena e Bergsträsser, che sosteneva di aver ricevuto molte offerte dagli editori inglesi, e che il prescelto si aspetta un alto onorario.

Bergsträsser cessò la sua richiesta di un ritardo nella pubblicazione, e modificò le sue pretese del diritto d'autore in cambio di una somma forfettaria di denaro. Tuttavia, la Regina ed Elena rifiutarono, sostenendo che il diritto d'autore in realtà apparteneva alla regina. Alla fine Bergsträsser arrivò in Gran Bretagna nel gennaio 1884, disposto ad accettare £ 100 per le prime 3000 copie e un ulteriore 40 sterline per ciascuno successive migliaia di copie vendute[34].

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Periodo edoardiano[modifica | modifica sorgente]

Il figlio prediletto di Elena, il principe Cristiano Vittorio, morì nel 1900, seguito a breve da sua madre, la regina Vittoria, a Osborne House il 22 gennaio 1901. Il nuovo re, Edoardo VII, non aveva stretti legami con le sue sorelle superstiti, con l'eccezione della principessa Luisa. Il nipote di Elena, il principe Alessandro Mountbatten (poi marchese di Carisbrooke) scrisse che la regina Alessandra era gelosa della famiglia reale, e che non avrebbe invitato le sue cognate di Sandringham[35].

Elena non si prese cura dei suoi fratelli sopravvissuti, e continuò il suo ruolo di sostegno alla monarchia impegnata in molti enti di beneficenza che lei rappresentava[36]. Insieme al marito conduceva una vita tranquilla, anche, se nonostante la vecchiaia, rappresentò il fratello nelle occasioni ufficiali, tra cui nel 1906 alle nozze d'argento del nipote, il Kaiser Guglielmo II[36].

Morte[modifica | modifica sorgente]

Edoardo VII morì nel 1910, e la prima guerra mondiale scoppiò quattro anni dopo la sua morte. Elena dedicò il suo tempo alla cura di sua figlia e a scrivere le sue memorie. Decise che le lettere dovevano essere inoltrate alla principessa ereditaria Margherita di Svezia, siccome la Svezia era neutrale durante la guerra. Fu durante la guerra che Elena e Cristiano celebrarono le nozze d'oro, e nonostante il fatto che la Gran Bretagna e la Germania fossero in guerra, il Kaiser inviò un telegramma di congratulazioni per la zia e lo zio attraverso la Principessa di Svezia.

Nel 1917, in risposta alla ondata di sentimento anti-tedesco che circondava la guerra, Giorgio V cambiò il nome della famiglia da Sassonia-Coburgo-Gotha in Windsor. Egli ha anche smaltito titoli e stili tedeschi della sua famiglia, così Cristiano, Elena e le loro figlie divenne semplicemente il principe e la principessa Cristiano. Il figlio superstite Elena, Alberto, combatté a fianco dei prussiani, anche se ha messo in chiaro che non avrebbe combattuto contro il paese della madre. Nello stesso anno, l'8 ottobre, il principe Cristiano morì a Schomberg House.

Elena morì a Schomberg House il 9 giugno 1923. Il suo funerale era presieduto dal re Giorgio V. Anche se inizialmente venne sepolta nella Royal Vault a St. George il 15 giugno 1923, il suo corpo fu seppellito nella Royal Burial Ground, a Frogmore, a pochi chilometri da Windsor, dopo la sua consacrazione, il 23 ottobre 1928.

Eredità[modifica | modifica sorgente]

Elena era una sostenitrice attiva e scrisse lettere ai giornali e riviste che promuovevano gli interessi dell'iscrizione delle infermiere. Il suo status regale contribuì a promuovere le organizzazioni di cui si occupava come la Royal British Nurses' Association, che sopravvive ancora oggi con la baronessa Cox come presidente[37].

In apparenza, Elena venne descritta da John Van der Kiste come grassa e sciatta, e nel temperamento, come placida e con uno spirito autoritario. Tuttavia, la figlia di Elena, la principessa Maria Luisa, l'ha descritta come:

« Molto bella, con i capelli castani ondulati, un bel naso dritto e begli occhi color ambra [...] Aveva molto talento: suonava il pianoforte, era portata per il disegno e la pittura in acquarelli [...] Era fedele ai suoi amici [...] Era brillantemente intelligente, aveva una testa per affari[38] ... »

La musica era una delle sue passioni; in gioventù suonava il pianoforte con Charles Hallé, Jenny Lind e Clara Butt. La sua determinazione a svolgere una vasta gamma di funzioni pubbliche le fece guadagnare una grande popolarità.

Antenati[modifica | modifica sorgente]

Elena di Sassonia-Coburgo-Gotha Padre:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Nonno paterno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno paterno:
Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonno paterno:
Ernesto Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonna paterna:
Sofia Antonia di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna paterna:
Augusta di Reuss-Ebersdorf
Trisnonno paterno:
Enrico XXIV di Reuss-Ebersdorf
Trisnonna paterna:
Carolina Ernestina di Erbach-Schönberg
Nonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno paterno:
Augusto di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Ernesto II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Carlotta di Sassonia-Meiningen
Bisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonno paterno:
Federico Francesco I di Meclemburgo-Schwerin
Trisnonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Madre:
Vittoria del Regno Unito
Nonno materno:
Edoardo Augusto di Hannover
Bisnonno materno:
Giorgio III del Regno Unito
Trisnonno materno:
Federico di Hannover
Trisnonna materna:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna materna:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonno materno:
Carlo Ludovico Federico di Meclemburgo-Strelitz
Trisnonna materna:
Elisabetta Albertina di Sassonia-Hildburghausen
Nonna materna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Bisnonno materno:
Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonno materno:
Ernesto Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonna materna:
Sofia Antonia di Brunswick-Wolfenbüttel
Bisnonna materna:
Augusta di Reuss-Ebersdorf
Trisnonno materno:
Enrico XXIV di Reuss-Ebersdorf
Trisnonna materna:
Carolina Ernestina di Erbach-Schönberg

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Stemma Elena di Sassonia-Coburgo-Gotha, principessa di Schleswig-Holstein

Coat of Arms of Helena, Princess Christian of Schleswig-Holstein.svg


Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 3 giugno 1918
Dama dell'Ordine della Corona d'India - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine della Corona d'India
— 1 gennaio 1878
Dama di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 23 marzo 1896
Membro della Royal Red Cross - nastrino per uniforme ordinaria Membro della Royal Red Cross
— 29 aprile 1883
Dama di I Classe dell'Ordine Reale di Vittoria e Alberto - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I Classe dell'Ordine Reale di Vittoria e Alberto
Dama dell'Ordine familiare di Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine familiare di Edoardo VII
— 10 febbraio 1904
Dama dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V
— 3 giugno 1911

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quando Re Giorgio soppresse il nome tedesco, trattamento e titoli della famiglia reale nel 1917, la coppia divenne semplicemente Prince and Princess Christian senza designazione territoriale.
  2. ^ Chomet, p. 6
  3. ^ Chomet, p. 121
  4. ^ Chomet, p. 9
  5. ^ Bennet, p. 89
  6. ^ Quoted in Chomet, p. 10
  7. ^ a b Chomet, p. 11
  8. ^ No.20626, p.2754 in London Gazette, 28 luglio 1846. URL consultato il 26 marzo 2010.
  9. ^ No.20627, p.2789 in London Gazette, 30 luglio 1846. URL consultato il 26 marzo 2010.
  10. ^ John Van der Kiste, Princess Helena. URL consultato il 28 gennaio 2008.
  11. ^ Chomet, p. 10
  12. ^ Chomet, p. 12
  13. ^ Packard, p. 101
  14. ^ Packard, p. 102
  15. ^ Packard, p. 103
  16. ^ Packard, p. 104
  17. ^ Dennison, p. 204
  18. ^ Chomet, p. 17
  19. ^ Chomet, p. 19
  20. ^ Chomet, p. 37
  21. ^ Packard, p. 99
  22. ^ Van der Kiste, p. 61
  23. ^ Packard, p. 121
  24. ^ a b Packard, p. 113
  25. ^ Battiscombe, p. 77
  26. ^ Van der Kiste, p. 65
  27. ^ Packard, p. 114
  28. ^ Van der Kiste, p. 64
  29. ^ Battiscombe, p. 76
  30. ^ Van der Kiste, p. 181
  31. ^ a b Chomet, p. 119
  32. ^ a b Chomet, p. 122
  33. ^ Registration of Nurses, Royal British Nurses' Association, 2008. URL consultato il 21 febbraio 2008.
  34. ^ Chomet, p. 84
  35. ^ Van der Kiste, p. 180
  36. ^ a b Van der Kiste, p. 182
  37. ^ President's Message to the RBNA, Royal British Nurses' Association, 2008. URL consultato il 22 febbraio 2008.
  38. ^ Chomet, p. 87

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 96190266 LCCN: n00023605