Parlamento di Parigi
Il Parlamento di Parigi è un'istituzione francese dell'Ancien Régime, che faceva parte dei "tribunali sovrani", dal 1661 chiamati "tribunali superiori", a partire dal regno di Luigi XIV.
Trova le sue radici nella "Curia Regis" nel Medioevo, e diventa com'è attualmente a metà del XIII secolo. Acquisendo progressivamente autonomia per giudicare i contenziosi come organo specializzato con sessioni regolari, diventò la "curia in parlamento", che San Luigi, re di Francia stabilì nell'Ile de la Citè, accanto al Palais-Royal, e che ebbe la sua prima regolamentazione generale con un'ordinanza di Filippo III nel 1278.
A partire dal XV secolo, furono creati altri parlamenti a partire da istituzioni locali, talvolta molto più prestigiose come l'Erario di Normandia o molto più antiche come gli Stati di Provenza. Ciononostante, quello di Parigi, corte di giustizia del Re, sovrano ultimo, e quindi ultima possibilità di ricorso, continuò ad essere il tribunale di maggior importanza del regno. Era noto semplicemente come "il Parlamento".
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[modifica] Competenze giudiziarie
Il parlamento possiede la delegazione della Giustizia, che gli permette di emettere sentenze in nome del re. Rappresentare il re nella misura delle sue prerogative giuridiche, significa avere la giurisdizione su tutto il regno. Nel 1278, inoltre, fu creato in seno al Parlamento di Parigi, una sezione che si occupava dei casi che arrivavano "dalla terra governata per diritto scritto", cioè dal sud della Francia.
Il parlamento è un tribunale sovrano per cui le sue decisioni sono inappellabili. Ciò nonostante, il re può presiedere questo tribunale, modificare le sue sentenze, bloccare un procedimento o portare un caso davanti al suo Consiglio. Su istanza di un litigante, presentata tramite uno dei procuratori, può annullare (casser, infrangere) il dettame se erroneo ed inviare il caso al tribunale poiché questo torni a dirimere (procedimento pregresso alla cassazione, dal verbo casser).
Il parlamento giudica in prima istanza le cause relative ai vassalli del re. Nonostante ciò, a partire dal 1278, la maggior parte di queste cause si portavano innanzi ad altri ricorsi, come i "bailliages" e le "sénéchaussées", e unicamente i signori feudali o quelli che godono di un privilegio personale accordato dal re, sono giudicati davanti al Parlamento.
Il parlamento risolve i casi delle giurisdizioni reali di rango inferiore (bailliages, prévôtés) e degli organi giudiziari signorili di sua competenza (circa la metà del regno).
[modifica] Attribuzioni non giudiziarie
Il parlamento si riserva attribuzioni propriamente amministrative: come l'ispezione degli amministratori locali o la partecipazione nella elaborazione di distinte ordinanze. Proprio il re utilizza con frequenza il parlamento come organo consultivo, in momenti speciali di crisi e lo rende partecipe nelle riforme giudiziarie o amministrative che propone.
Per completare ambiguità delle leggi o per fissare procedimenti applicabili, il Parlamento elabora anche i regolamenti.
Infine, registra le ordinanze e gli editti reali, cosa che permette di potersi unire nelle decisioni del Tribunale (questa formalità equivale in un certo modo alla sua pubblicazione nel "Bollettino Ufficiale"). Se il parlamento riteneva che una legge era contraria agli interessi dello Stato, aveva il diritto di veto (remontrance), che gli permetteva di negarne la registrazione e di presentare ricorso al re. Aveva tre gradi: la "remontrance" propriamente detta, la "rappresentanza" e il più semplice, la lettera. Per imporre la sua volontà al Parlamento, il re poteva in un primo momento emettere una lettera minatoria ordinando espressamente a Parlamento il registro. Se la assemblea manteneva le sue posizioni usando "rimostranza iterativa", il re poteva forzare il registro per mezzo di un "seggio di giustizia" (letto di giustizia). Tra il 1673 e il 1715, il parlamento fu privato di fatto di questo diritto da Luigi XIV, che ebbe ad esigere il registro delle sue decisioni prima che il parlamento potesse emettere le sue "remontrances".
[modifica] Composizione e organizzazione
Fino alla fine del XIII secolo, il parlamento era integrato da prelati e baroni del regno, ufficiali di palazzo e agenti locali del re, i "baillis", o siniscalchi, intorno a ufficiali di professione, i maestri e i consiglieri di parlamento, reclutati principalmente tra i legislatori del Consiglio del Re. Progressivamente, questi ultimi richiesero un foglio più rilevante e furono quelli che assicurarono il suo funzionamento.
Il gabinetto dei dibattiti, che poi si chiamò la Gran Camera, è il cuore del parlamento. Giudica gli appelli delle giurisdizioni inferiori su cui ha competenza. I casi di crimine di lesa maestà erano sua competenza, così come i processi che riguardavano gli "apanages" e i parlamentari. In totale era formato da più di cento magistrati e duchi, che usavano in modo particolare questo privilegio. Dopo andò specializzandosi in varie camere fisse, e alcune create appositamente per giudicare i casi straordinari, come quello che si istituì nel 1679 per chiarire l'Affare dei veleni.
Il Parlamento di Parigi fu soppresso nel 1771 dal cancelliere Maupeou che lo sostituì con sei Tribunali Superiori ad Arras, Blois, Clermont-Ferrand, Lione, Parigi e Poitiers. Le cariche erano trasferibili e non pecuniarie, però risultò complicato trovare candidati. All'ascesa al trono nel 1774, Luigi XVI riabilitò il parlamento di Parigi che poté in questo modo riallacciare la sua opposizione all'assolutismo.
[modifica] Grandi processi portati al Parlamento di Parigi
- cassazione del testamento di Luigi XIII per concedere la reggenza ad Anna d'Austria nel 1643.
- cassazione del testamento di Luigi XIV per concedere la reggenza a Filippo d'Orléans, il Reggente, nel 1715.
- La Fronda parlamentare nel 1648-1649
- la lotta secolare contro i gesuiti che sfociò nella loro espulsione nel 1594 y 1764
- l'affare dei veleni in cui si trovò compromessa la marchesa di Montespan
- la lotta contro la bolla Unigenitus di papa Clemente XI a partire dal 1713
- l'appoggio al giansenisti nei secoli XVII e XVIII
[modifica] Bibliografia
- (FR) F. Aubert, Histoire du Parlement de Paris, Paris, 1894, 2 vol.
[modifica] Collegamenti esterni
- (FR) Le Parlement de Paris durant la période anglo-bourguignonne (1418-1436) par Vincent Boulet, Tesis de la Ecole nationale des chartes, 2006