Atala (romanzo)

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Atala
Titolo originale Atala
Atala au tombeau,1808,Girodet de Roussy -Trioson, Louvre..JPG
I funerali di Atala.
Autore François-René de Chateaubriand
1ª ed. originale 1801
Genere romanzo
Sottogenere romanzo di formazione
Lingua originale francese

Atala è un romanzo di François-René de Chateaubriand, pubblicato dapprima separatamente nel 1801, per poi in seguito venir incluso nella quarta parte del Génie du christianisme.[1]

L'opera è legata al mito del "buon selvaggio", sviluppatosi nel Settecento. In verità i due protagonisti del romanzo sono due semi-selvaggi nel deserto (nella versione francese Atala, ou Les amours de deux Sauvages dans le désert: difatti Atala è cristiana, e il linguaggio di Chactas non è puramente indiano, ma tradisce un soggiorno in Europa.

Nella prefazione al romanzo, Chateaubriand afferma di dipingervi la natura americana con la più scrupolosa esattezza. In realtà descrive le rive del fiume Mississippi senza mai esservi stato, ma basandosi sui diari di altri esploratori.

L'esotismo americano costituì una grande novità per la società dell'epoca, colpita dalla grandiosità dei paesaggi descritti più che dagli usi e costumi dei personaggi.

L'amore di Atala e Chactas, così come quello tra Renato e Amelia, è struggente e disperato, e i due episodi mostrano quindi una certa rassomiglianza seppur condotti da tematiche e motivi diversi.

L'autore tende ad avvicinare la natura all'amore e il tutto alla religione, nel tentativo di confermare la convinzione dell'utilizzo di questi elementi come strumenti della fede. Ma è una fede che mostra i primi segni di traballamento, allo stesso modo dell'azione e della forza che pare contagiare alcuni protagonisti maschili.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un giovane indiano, di nome Chactas, viene catturato all'età di vent'anni da una tribù nemica e condannato a morte. Atala, figlia cristiana del capo tribù, riesce a farlo liberare, ma lui rifiuta di partire senza di lei, cosicché i due partono insieme. Atala ama Chactas, ma per ragioni misteriose non si concede a lui, cerca anzi di allontanarlo e di fuggirgli. I due, errando nella foresta, incontrano un missionario, padre Aubry. È davanti a lui che viene svelato il segreto: la madre di Atala fece un voto alla Vergine, ovvero che se sua figlia fosse nata sana nonostante la difficile gravidanza, quest'ultima sarebbe rimasta casta. Così, pur di non venir meno al voto fatto, Atala si avvelena e muore per non cedere alla tentazione dell'amore per Chactas.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Atala:nota introduttiva", di Oreste del Buono, BUR, anno 1950, pp. 5-9.
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