Julia Kristeva

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Julia Kristeva, nel 2008

Julia Kristeva (bgr. Юлия Кръстева, Julija Krăsteva; Sliven, 24 giugno 1941) è una linguista, psicanalista, filosofa e scrittrice francese di origine bulgara.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive e lavora in Francia dal 1964 e pubblica principalmente in francese. Partecipò alla redazione della rivista Tel Quel e, soprattutto negli anni sessanta e settanta, partecipò attivamente alla vita culturale francese dell'epoca, teorizzando e sviluppando tra l'altro il concetto di intertestualità. Collaborò con Michel Foucault, Roland Barthes, Jacques Derrida e Philippe Sollers. Si sposò con quest'ultimo.

Nel 1979 divenne psicanalista, dopo aver seguito dei seminari di Jacques Lacan. Ha costruito una relazione tra la semiologia e l'analisi psicanalitica. Insegna Semiologia alla State University of New York e all'Université Paris 7 Denis Diderot. Dirige il "Centro Roland Barthes" e nel 2004 ha ricevuto il Premio Holberg.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Il suo lavoro è cominciato intorno alla semiologia occupandosi di dialogo, verosimiglianza, ideologemi, moda e letteratura. Specialmente di autori come Sade, Roussel, Bataille, Beckett (con Le père, l’amour, l’exile) e in misura maggiore di Mallarmé, al quale ha dedicato una monografia importante (La révolution du langage poétique, 1974). Un altro libro di critica letteraria che già apre alla psicoanalisi è Pouvoirs de l’horreur (1980), su Céline. Seguono poi anni d'interesse verso i fenomeni dell'amore e della depressione, l'idea di esilio, e il problema della fede. Un romanzo semi-autobiografico (I samurai, 1990) ricostruisce i suoi anni d'impegno politico maoista e gli incontri di lei, giovane e attraente ragazza giunta a Parigi dall'est Europa, con gli intellettuali dell'epoca. Di una successiva ricerca sul "genio femminile" fanno parte i tre libri su Hannah Arendt, Melanie Klein e Colette.

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Semiologia e grammatologia (1968), in Jacques Derrida, Posizioni. Colloqui con Henri Ronse, Julia Kristeva, Jean-Louis Houdebine, Guy Scarpetta, Lucette Finas, Verona: Bertani, 1975.
  • Séméiôtiké. Ricerche per una semanalisi (1969), Milano: Feltrinelli, 1978.
  • La semiologia scienza critica e/o critica della scienza (1971), in Umberto Silva (a cura di), Scrittura e rivoluzione (traduzione parziale di Théorie d'ensemble), Milano: Mazzotta, 1974.
  • Bataille l'esperienza e la pratica (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Bataille. Verso una rivoluzione culturale, Bari: Edizioni Dedalo, 1974.
  • Il soggetto in processo (1973), in Philippe Sollers (a cura di), Artaud. Verso una rivoluzione culturale, Bari: Dedalo, 1974.
  • La rivoluzione del linguaggio poetico (1974), Venezia: Marsilio, 1979.
  • Donne cinesi (1975), Milano: Feltrinelli, 1975.
  • Discorso e famiglia in Cina. Alcune proposte (1975), in Armando Verdiglione (a cura di), Psicanalisi e semiotica, Milano: Feltrinelli, 1975.
  • Materia e senso. Pratiche significanti e teoria del linguaggio (traduzione parziale di Polylogue, 1980), Torino: Einaudi, 1980.
  • Poteri dell'orrore. Saggio sull'abiezione (1980), Milano: Spirali, 1981.
  • Storie d'amore (1983), Roma: Editori Riuniti, 1985.
  • In principio era l'amore. Psicoanalisi e fede (1985), Bologna: il Mulino, 1987, n.ed. Milano: SE, 2001.
  • Sole nero. Depressione e melanconia (1986), Milano: Feltrinelli, 1986.
  • Stranieri a sé stessi (1988), Milano: Feltrinelli, 1990.
  • I samurai (1990), Torino; Einaudi, 1991.
  • Il linguaggio, questo sconosciuto: iniziazione alla linguistica (con un'intervista di Augusto Ponzio), Bari: Adriatica, 1992.
  • Le nuove malattie dell'anima (1993), Roma: Borla, 1998.
  • Una donna decapitata (1996), Palermo: Sellerio, 1997.
  • Il rischio del pensare (intervista a Marie-Christine Navarro, 1998), Genova: Il melangolo, 2006.
  • Hannah Arendt. La vita le parole (1999), Roma: Donzelli, 2005.
  • Melanie Klein. La madre la follia (2000), Roma: Donzelli, 2006.
  • Colette. Vita d'una donna (2002), Roma: Donzelli, 2004.
  • Bisogno di credere. Un punto di vista laico, Roma: Donzelli, 2006.
  • Teresa, mon amour. Santa Teresa d'Ávila: l'estasi come un romanzo (2008), Roma: Donzelli, 2009.
  • La testa senza il corpo. Il viso e l'invisibile nell'immaginario dell'Occidente (1989), Roma: Donzelli, 2009
  • (con Jean Vanier), Il loro sguardo buca le nostre ombre. Dialogo tra una non credente e un credente sull'handicap e la paura del diverso, Donzelli, 2011

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jennifer Radden, The Nature of Melancholy: From Aristotle to Kristeva, Oxford University Press, 2000.
  • Megan Becker-Leckrone, Julia Kristeva And Literary Theory, Palgrave Macmillan, 2005.
  • Sara Beardsworth, Julia Kristeva, Psychoanalysis and Modernity, Suny Press, 2004. (2006 Goethe Award for Psychoanalytic Scholarship for the best book published in 2004)
  • Kelly Ives, Julia Kristeva: Art, Love, Melancholy, Philosophy, Semiotics and Psychoanalysis, Crescent Moon Publishing Édition, 2010.
  • Kelly Oliver, Ethics, Politics, and Difference in Julia Kristeva's Writing, Routledge, 1993.
  • John Lechte, Maria Margaroni, Julia Kristeva: Live Theory , Continuum International Publishing Group Ltd, 2005
  • Anna Smith, Julia Kristeva: Readings of Exile and Estrangement, Palgrave Macmillan, 1996.
  • David Crownfield, Body/Text in Julia Kristeva: Religion, Women, and Psychoanalysis, State University of New York Press, 1992

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 108172648 LCCN: n50045983