André Chénier

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André Marie Chénier

André Marie Chénier (Costantinopoli, 30 ottobre 1762Parigi, 25 luglio 1794) è stato un poeta francese.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Costantinopoli, dove il padre dirigeva un'agenzia commerciale francese. Nel 1773 entrò nel collegio della Navarra francese (Pirenei). Nel 1782 si spostò a Strasburgo, come cadetto in un reggimento di fanteria, cercando di far convivere il mondo militaresco con la poesia.

L'amicizia con il filologo Brunck gli fece scoprire l'ellenismo che influenzerà tutto il suo pensiero. Lasciato l'esercito rientrò a Parigi dove si applicò ai suoi studi e alle frequentazione del salotto altolocato della madre, donna di origine levantina, dotta, letterata e pittrice, che gli consentirono di incontrare, tra gli altri, Lavoiser, Fontaine e David.

Tra le sue amicizie, vi fu quella con Vittorio Alfieri. Come poeta fu l'iniziatore del classicismo, che sarà poi la linea culturale nelle arti del dopo Rivoluzione. Viene considerato uno dei precursori del movimento romantico.

Nel 1786 effettuò un lungo viaggio attraversando la penisola italiana, prima di trasferirsi a Londra nel ruolo di segretario di ambasciata.

Nel 1791 partecipò alla Rivoluzione Francese, anche se ben presto riassunse posizioni politiche moderate.[1] Collaborò a molti giornali, si legò al club dei Foglianti ma non per questo si salvò dalle calunnie. La sua carriera letteraria venne quindi brutalmente interrotta per opera della ghigliottina, in seguito all'accusa di "crimini contro lo stato" sotto il regno del Terrore, perché era stato l'autore dell'appello di Luigi XVI oltre a manifestare aperta ostilità nei confronti dell'ala giacobina più estrema.

Tutti i suoi scritti vennero pubblicati postumi, sia a causa della morte prematura sia per una sorta di irrequietezza metodologica, che lo induceva ad incominciare vari scritti contemporaneamente senza riuscire a terminarli. Questa abitudine complicò la datazione delle sue opere compiuta dalla critica.

Le opere di Chénier spaziano dalla poesia satirica al teatro, dalla lirica filosofeggiante alla letteratura orientale.

La critica, generalmente, attribuisce al primo periodo creativo i tre libri delle Elégies, costutuiti da liriche a sfondo sentimentale ricche di passione e di riferimenti a esperienze personali, oltre alle Bucoliques, ritenute il suo capolavoro e alle Art d'aimer.

Ad una seconda fase letteraria vengono collocati i due poemi filosofici L'Amérique ed Hermès, il poema satirico La Répubblique des Lettres, il poema biblico Suzanne, ed il poemetto L'invention che presenta le caratteristiche della sua poetica.

Chénier, pur appartenendo all'ambito pre-romantico e venendo considerato un precursore di Victor Hugo e dei simbolisti, restò legato alle atmosfere settecentesche, sia per lo stile influenzato dai classici, e sia per i contenuti ed il linguaggio.[1]

[modifica] Omaggi

[modifica] Note

  1. ^ a b Le muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol. IIi, pag.244

[modifica] Bibliografia

  • G.Walter, A. Chénier, son milieu et son temps, Parigi, 1940
  • J.Fabre, A. Chénier, l'homme et l'oeuvre, Parigi, 1955

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