Horace Vernet

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Louise Vernet, figlia dell'artista

Émile Jean Horace Vernet (Parigi, 30 giugno 1789Parigi, 17 gennaio 1863) è stato un pittore e fotografo francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio d'arte - suo padre Carle Vernet era pittore e litografo e suo nonno Claude Joseph Vernet era stato pittore e incisore - Horace seguì la tradizione di famiglia impegnandosi particolarmente nella produzione di genere militare, di cui fece la sua specialità e nella quale si rivelò un artista brillante, mai superficiale. Gli si devono, infatti, splendide scene di battaglie, di sport e di soggetti orientali.
Ma non disdegnò i paesaggi e i ritratti. Famoso, fra questi ultimi, quello della sua modella e amante Olimpia Pélissier, prima che ella divenisse la seconda moglie di Gioacchino Rossini (in realtà il ritratto è lo studio per un quadro biblico: "Giuditta e Oloferne").
Divenne celebre già in vita e nel 1829 fu nominato Direttore dell'Accademia di Francia a Roma, ruolo che ricoprì sino al 1834. Interessatosi alla nascente arte fotografica, fu il primo a riprendere il porto di Marsiglia su un dagherrotipo nel 1839. Sua figlia sposò il pittore Paul Delaroche e Horace, ormai ricco, acquistò nel 1855 una tenuta nella località "Les Bormettes", nel Comune di La Londe-les-Maures, a quel tempo semplice sobborgo di Hyères, affascinato dalla bellezza dei luoghi, le cui acque azzurre e le cui dolci colline gli ricordavano l'Algeria, dove aveva soggiornato anni addietro. Vi fece costruire un grande castello di impianto medioevale, ma composto da diversi corpi di fabbrica del tutto eterogenei e di differenti stili .
In precedenza, all'inizio degli anni '40, Vernet si era recato in Egitto in compagnia di suo nipote e di Gustave Joli de Lotbinière. Da quel viaggio essi avevano riportato i primi dagherrotipi dell'Egitto che diedero loro lo spunto per un libro: "Excursions daguerriennes".
Nel 1855, all'Esposizione Universale di Parigi Vernet occupò con le sue tele, al pari di Ingres, un'intera sala e ricevette la medaglia d'oro. Questo riconoscimento lo pose al primo posto fra i pittori della sua epoca.

Di Horace Vernet, Sainte-Beuve disse: « Era un uomo di spirito, di carattere amabile, di natura retta, onesta, leale, vivace eppur equilibrata»[1]
E, sempre su di lui, il pittore inglese Edwin Henry Landseer così si espresse: «I quadri di Vernet si pongono al di sopra di quelli di tutti i suoi rivali, perché sono unicamente frutto del suo talento ...»
Nel mese di dicembre del 1862 Napoleone III, appreso che Vernet era gravemente ammalato, gli scrisse: "Mio caro Monsieur Horace Vernet, vi invio la Croce di Grande Ufficiale della Legion d'Onore, come ad un grande pittore di una grande epoca"[2]. Un mese dopo Vernet moriva.

Alcune opere[modifica | modifica sorgente]

Tutte le incisioni di Vernet furono vendute all'asta nel 1861. Dipinti :

  • Il Massacro dei Mammalucchi della Cittadella del Cairo, 1819, firmato H. Vernet e datato.
  • Giuda e Thamar, Salon del 1843, firmato H. Vernet e datato 1840, Londra, Wallace Collection.
  • Presa della "smalah" d'Abd-el-Kader, È questa la più grande tela francese sino al XIX secolo.[3]
  • Il duca di Orléans chiede ospitalità ai religiosi del Piccolo San Bernardo. c.1819, Museo Condé, Chantilly.
  • Il Parlamentare e i "Medjeles". 1834, Museo Condé.
  • Lezione di violino del conte di Parigi. 1842, Museo Condé.
  • Ritratto del duca di Orléans. 1819, Museo Condé.

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Grand'Ufficiale della Legion d'Onore
  • Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme investito il 14 dicembre 1839
  • Medaglia d'oro all'Esposizione Universale di Parigi del 1855
  • Un Comune dell'Algeria, durante la colonizzazione francese, portò il suo nome

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sainte-Beuve, "Causeries du lundi".
  2. ^ Ch. Lahure, "Histoire populaire contemporaine de la France". Hachette, Parigi, 1866
  3. ^ François Pouillon, "La peinture monumentale en Algérie : un art pédagogique". Quaderni di studi africani, Volume 36, 1996.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Catalogo dell'esposizione Horace Vernet (1789-1863) , Roma, Accademia di Francia; Parigi, "École nationale supérieure des Beaux-Arts", marzo-luglio 1980.
  • Lynne Thornton, "Les Orientalistes Peintres voyageurs", ACR Edizione "Poche Couleur", Courbevoie, 1994, ISBN 9782867700606.

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Correlazioni esterne[modifica | modifica sorgente]


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