Place Vendôme

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Coordinate: 48°52′03″N 2°19′46″E / 48.8675°N 2.329444°E48.8675; 2.329444

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Piazza Vendôme
Comunardi in posa vicino alla statua di Napoleone e ai resti della colonna distrutta nel 1871

La Piazza Vendôme (in francese: Place Vendôme) è una famosa piazza di Parigi.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ha un aspetto regolare per l'uniformità simmetrica degli edifici che vi si affacciano. Fu fatta costruire da Luigi XIV con un decreto firmato 1686, per accogliervi la Biblioteca Reale, le Accademie e una sua statua equestre, analogamente a quanto aveva fatto Enrico IV a Place Dauphine. Il progetto, con la tipica forma ottagonale si deve a Jules Hardouin-Mansart (l'architetto al quale si deve anche il termine mansarda), con i palazzi caratterizzati da arcate piene al pian terreno, finestre alternate a lesene nei due ordini superiori, colonnati corinzi e frontoni triangolari sugli avancorpi.

La statua equestre di Luigi XIV venne abbattuta e fusa durante la Rivoluzione francese (solo un piede si conservò ed oggi si trova al Museo Carnavalet) mentre venne cambiato nome alla piazza rinominata Piazza delle Picche.

A partire dall'epoca del Secondo Impero la piazza divenne un luogo di richiamo per i più importanti gioiellieri parigini, che ancora oggi hanno le proprie vetrine in questo luogo. Al n. 13 si trova il Ministero della Giustizia francese: sulla facciata dell'edificio un curioso metro scolpito doveva diventare l'unità di misura nazionale durante il periodo della Rivoluzione.

Al n. 15 si trova l'Hotel Ritz, inaugurato nel 1898, dove vengono ospitate numerose personalità in visita a Parigi: qui Marcel Proust organizzò un grand diner, Coco Chanel visse dal 1931 in una suite fino alla sua morte (la geometria della sua forma ottagonale ispirò il profilo della bottiglia e del tappo del profumo Chanel nº 5). Qui la principessa Diana trascorse le sue ultime ore di vita prima di imbucare il Tunnel dell'Alma.

Al n. 12 della piazza ha abitato Fryderyk Chopin.

La colonna di Austerlitz[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonna Vendôme.

Nel 1806 Napoleone Bonaparte dopo la grande vittoria della battaglia di Austerlitz pensò di fondere il bronzo dei 1200 cannoni catturati agli austriaci e russi (cifra simbolica e sicuramente esagerata a fini di propaganda; gli storici calcolano circa 130 cannoni presi ad Austerlitz) e realizzare una colonna per onorare l'esercito. Venne realizzata una colonna convenzionale, ispirandosi alla colonna Traiana di Roma. La costruzione della colonna iniziò il 25 agosto 1806 e i lavori terminarono nel 1810. Sul bassorilievo furono raffigurate scene comprese nel tempo tra la creazione della "Grande Armée" a Boulogne-sur-Mer il 29 agosto 1805 e la Pace di Presburgo 26 dicembre 1805 firmata dopo Austerlitz. La colonna venne dapprima chiamata "Colonna d’Austerlitz", poi "Colonna delle Vittorie" e in ultimo "Colonna della Grande Armée". Uno dei rilievi fu scolpito dall'italiano Lorenzo Bartolini. Dopo la battaglia di Parigi, nel 1814, soldati dell'esercito russo occupante tentarono di abbattere la colonna senza riuscirci. Riuscirono però a far cadere la statua di Napoleone posta alla sommità.[1] Una statua di Napoleone in abiti da petit caporal (piccolo caporale) realizzata da M. Seurre venne posta nuovamente sulla colonna nel 1831 dopo la abdicazione dell'ultimo re Borbone Carlo X. Secondo la leggenda Girolamo Bonaparte portò la notizia alla Madame mère Letizia, la vecchia madre di Napoleone ormai gravemente inferma, questa si rianimò e cercò con gli occhi il busto del figlio: «L'imperatore è tornato a Parigi», sussurrò. Ma una nuova variazione venne introdotta da Napoleone III; questi fece sostituire la statua con un'altra realizzata dallo scultore Dumont nella quale Napoleone era rappresentato in abiti imperiali.

La colonna venne distrutta dai comunardi nell'aprile 1871 perché considerata un monumento allo sciovinismo. In seguito alla caduta della comune, la colonna venne ricostruita.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito riguardante Place Vendôme e la sua storia.
  2. ^ Cristina Cannelli, Giulia Gorgone, La battaglia in una stanza, Comune di Roma - Museo Napoleonico. URL consultato il 31-10-2007.

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