Loxommatidae

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Loxommatidae
Loxomma1DB.jpg
Ricostruzione di Loxomma
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Superclasse Tetrapoda
Superfamiglia Loxommatoidea
Famiglia Loxommatidae

I loxommatidi (Loxommatidae), altrimenti noti come bafetidi (Baphetidae) sono un gruppo di tetrapodi primitivi sviluppatisi nel Carbonifero inferiore, simili a grandi salamandre.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Questi grandi anfibi predatori del Paleozoico sono ritenuti essere tra i più antichi animali a quattro zampe (tetrapodi), e sono noti principalmente tramite i loro crani caratteristici. Il resto dello scheletro è noto in modo molto frammentario, e si suppone che fosse in gran parte cartilagineo, e quindi inadatto alla fossilizzazione. Il teschio, comunque, offre molti indizi sul loro stile di vita: i loxommatidi dovevano essere grandi predoni acquatici, data la presenza della linea laterale e di lunghe file di denti acuminati all'interno delle grandi fauci. Il particolare più curioso del loro cranio, però, sta tutto nella strana forma dell'orbita, simile a un buco di serratura. Questa strana conformazione di fronte all'occhio poteva ospitare, nell'animale in vita, qualche tipo di ghiandola (forse una ghiandola del sale) o grandi inserzioni per i muscoli delle mascelle (pterigoidi). La teoria più probabile, però, è che il "buco" di fronte alle orbite vere e proprie ospitasse un organo elettrico (Bjerring, 1986), che permetteva ai loxommatidi di orientarsi (e forse anche di cacciare) nelle paludi a visibilità ridotta nelle quali abitavano.

Ricostruzione schematica del cranio di Megalocephalus

Posizione tassonomica[modifica | modifica sorgente]

I loxommatidi sono stati tra i primi anfibi carboniferi ad essere scoperti: la data della loro descrizione risale al 1850, ad opera di William Dawson. Questi grossi animali, della lunghezza media di un paio di metri, sono di solito considerati temnospondili primitivi, ma ora qualche paleontologo pensa che le loro caratteristiche li avvicinino maggiormente alla linea filetica dei rettili (batracosauri). È probabile, comunque, che i loxommatidi rappresentino una delle molte radiazioni di tetrapodi primitivi, e forse erano filogeneticamente vicini al bizzarro Crassigyrinus.

Ricostruzione di Megalocephalus nel suo ambiente naturale

Paleoecologia[modifica | modifica sorgente]

Dal momento che Ichthyostega e i suoi parenti sono stati di recente reinterpretati come forme acquatiche, i loxommatidi risulterebbero essere tra i possibili candidati per il primo gruppo di vertebrati terrestri. La scoperta di una forma primitiva (Eucritta) e recenti studi filogenetici potrebbero offrire prove in questo senso, ma la quasi totale assenza di resti fossili delle zampe porterebbe a pensare che gli arti di queste creature avessero uno scheletro di natura cartilaginea e fossero piuttosto ridotti, e quindi poco utili sul terreno. I loxommatidi, quindi, sarebbero stati predatori quasi essenzialmente acquatici.

Generi[modifica | modifica sorgente]

Il gruppo dei loxommatidi, vissuto dal Carbonifero inferiore al Carbonifero superiore in Europa e Nordamerica, comprende quattro generi principali strettamente imparentati tra loro: Loxomma è il più primitivo, Baphetes e Megalocephalus i più evoluti. Una forma eccezionalmente primitiva e probabilmente ancestrale, Eucritta, è stata scoperta in Scozia, e un possibile genere affine dal cranio allargato, Spathicephalus, è spesso inserito nel gruppo. Un altro presunto loxommatide è il poco noto Kyrinion.

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Baphetoidea [Loxommotoidea]
  |?- †Eucritta melanolimnetes
  |?- †Kyrinion martilli 
  |--o †Spathicephalus [Spathicephalidae]
  |  |-- †S. mirus
  |  `-- †S. pereger
  `--o †Baphetidae [Loxommatidae]
     |--o †Loxomma
     |  |-- †L. allmani
     |  |-- †L. acutirhinus
     |  `-- †L. rankini
     `--+--o †Megalocephalus
        |  |-- †M. platycephalus
        |  |-- †M. lineolatus 
        |  `?- †M. enchodus 
        `--o †Baphetes
           |-- †B. kirkbyii
           |-- †B. planiceps
           |-- †B. kirkbyi
           |-- †B. lintonensis 
           `-- †B. bohemicus

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ahlberg, PE & JA Clack (1998), Lower jaws, lower tetrapods -- a review based on the Devonian genus Acanthostega. Trans. Roy. Soc. (Edinburgh), Earth Sci., 89: 11-46.
  • Beaumont, EH (1977), Cranial morphology of the Loxommatidae (Amphibia: Labyrinthodontia). Trans. Roy. Soc. Lond. B 280: 29-101.
  • Berman, DS (2000), Origin and early evolution of the amniote occiput. J. Paleontol. 74: 938-956.
  • Bjerring, H. C. (1986). Electric tetrapods? In: Studies in Herpetology (ed. Z. Rocek), pp. 29–36. Prague: Charles University.*
  • Clack, JA (2002), Gaining Ground: the Origin and Evolution of Tetrapods. Indiana Univ. Press, 369 pp.
  • Milner, AC & W Lindsay (1998), Postcranial remains of Baphetes and their bearing on the relationships of the Baphetidae (=Loxommatidae). Zool. J. Linn. Soc. 122: 211-235.

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