Evento di Tunguska

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Coordinate: 60°55′N 101°57′E / 60.917°N 101.95°E / 60.917; 101.95

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Alberi abbattuti a Tunguska

Tunguska (in russo Тунгуска) è una località della Siberia nota per essere stata il luogo dell'impatto di un grande meteoroide o cometa avvenuto il 30 giugno 1908.[1][2][3][4] Prende il nome dal fiume Podkamennaja Tunguska (Tunguska Pietrosa), che scorre nel distretto di Evenkia nella grande regione di Kraj di Krasnojarsk della Siberia centrale.

Indice

[modifica] L'avvenimento

Localizzazione del luogo dell'impatto.

Alle ore 7:14 locale, 0:14 T.U., del 30 giugno 1908 un evento catastrofico ebbe luogo nelle vicinanze del fiume Podkamennaja Tunguska, abbattendo 60 milioni di alberi su 2150 chilometri quadrati.

Il rumore dell'esplosione fu udito a 1000 chilometri di distanza. A 500 chilometri alcuni testimoni affermarono di avere udito un sordo scoppio e avere visto sollevarsi una nube di fumo all'orizzonte. A 65 chilometri il testimone Semen Semenov raccontò di aver visto in una prima fase il cielo spaccarsi in due, un grande fuoco coprire la foresta e in un secondo tempo notò che il cielo si era richiuso, udì un fragoroso boato e si sentì sollevare e spostare fino a qualche metro di distanza.[5]

L'onda d'urto fece quasi deragliare alcuni convogli della Ferrovia Transiberiana a 600 km dal punto di impatto. Si ritiene in base ai dati raccolti che la potenza dell'esplosione sia stata compresa tra 10 e 15 megatoni (40-60 petajoule). Altri effetti si percepirono persino a Londra, dove, in quel frangente, pur essendo mezzanotte il cielo era talmente chiaro e illuminato da poter leggere un giornale senza l'ausilio della luce artificiale.[5]

L'ipotesi più accreditata come causa del fenomeno è l'esplosione di un asteroide sassoso di circa 30 metri di diametro che si muoveva ad una velocità di almeno 15 chilometri al secondo (54000 km/h). La deflagrazione del corpo celeste sarebbe avvenuta ad una altezza di 8 chilometri. La resistenza offerta dall'atmosfera può aver frantumato l'asteroide la cui energia cinetica è stata convertita in energia termica. La conseguente vaporizzazione dell'oggetto roccioso ha causato un'immane onda d'urto che ha colpito il suolo.

Grazie ad una simulazione, alcuni scienziati della NASA e dell'Università del Wisconsin, Christopher Chyba e Kevin Zahnle con Paul J. Thomas, escludono che l'asteroide fosse di natura ferrosa o carbonacea. Nel primo caso, il corpo celeste avrebbe raggiunto il suolo senza frantumarsi, nel secondo caso, la deflagrazione sarebbe avvenuta troppo in alto nell'atmosfera per devastare una zona così ampia di taiga. Per ragioni analoghe e per considerazioni sulla densità, i tre studiosi ritengono improbabile che l'evento di Tunguska sia stato generato da una cometa.

Simulazioni più recenti, come quella effettuata da N.A. Artemieva per conto dell'Istituto per la dinamica della geosfera di Mosca hanno confermato la probabile vaporizzazione dell'asteroide avvenuta 5-10 chilometri sopra Tunguska, mentre nel 2007 Mark Boslough per conto del Sandia National Laboratories ha calcolato che l'esplosione fu di circa 3-5 megatoni.

La frequenza media di impatti terrestri con oggetti simili a quello caduto su Tunguska è all'incirca di uno ogni 600 anni.[5]

[modifica] Le indagini

[modifica] La spedizione di Kulik

Il mineralologo russo Leonid Alekseevič Kulik credette di identificare il luogo dell'impatto in una foresta abbattuta presso il bacino del fiume Podkamennaja Tunguska alle coordinate 60° 53' 40" di latitudine Nord e 101° 53' 40" di longitudine est.

Tra il 1927 e il 1939 Kulik organizzò 4 spedizioni, ma non fu mai trovato il cratere o altre evidenze dell'impatto.

Per iniziativa di Kulik, e sotto la sua direzione, fu realizzata nel 1938, la prima ripresa aerofotografica della zona colpita dalla catastrofe.[6]

[modifica] Critiche a Kulik

Le stesse foto della foresta abbattuta, fatte da Kulik nel 1927 e 1928, non sono prove convincenti: vi si vedono tronchi abbattuti in perfetto stato di conservazione dopo 20 anni dall'evento, mentre gli unici alberi ancora in vita sono giovani alberelli che possono avere al massimo pochi anni di vita, l'aspetto è quello di una normale foresta appena abbattuta dai boscaioli. La foresta fotografata da Kulik probabilmente fu abbattuta dagli abitanti del luogo, gli evenki, per fare il pascolo per le renne, costruire le loro caratteristiche capanne coniche fatte di tronchi e procurarsi legna da ardere.

Tra le altre evidenze: i crateri si dimostrarono essere una formazione naturale del luogo dovuta al disgelo, e un grosso masso identificato con il meteorite fu riconosciuto come un masso morenico. Kulik e i suoi collaboratori comunque si impuntarono nell'affermazione di aver trovato il luogo esatto per non mettere a rischio la loro reputazione di scienziati.

Nonostante la mancanza assoluta di prove oggettive che identificano quel luogo come l'origine dell'evento del 1908, sono state organizzate numerose spedizioni scientifiche dal 1950 fino ai nostri giorni. Mediante sofisticate analisi chimiche è stata rilevata la presenza di polveri con elementi rari come Nichel ed Iridio che peraltro si possono ritrovare in natura, specie in zone vulcaniche e in formazioni geologiche antiche come in quel luogo. Ancora oggi si possono osservare in quella foresta vecchi tronchi d'albero abbattuti e sradicati, che peraltro sono presenti comunemente in qualsiasi foresta naturale non frequentata dall'uomo, altre particolarità che potrebbero far pensare alla catastrofe non si notano.

Fotografia fatta nel 1927 dalla spedizione guidata da Leonid Kulik.

[modifica] Università di Bologna

A partire dal 1991 il dipartimento di fisica dell'Università di Bologna ha intrapreso una serie di spedizioni in Siberia allo scopo di studiare in loco l'evento e raccogliere campioni da analizzare in laboratorio. La spedizione è costituita da esperti in varie discipline, tra le quali geodinamica, scienze marine, geofisica, geochimica, paleobotanica, provenienti da varie università italiane e russe.

Le ricerche, tuttora in corso, hanno permesso di ricostruire una mappa più dettagliata[7] sull'orientamento centrifugo degli alberi abbattuti ed il riconoscimento di anomalie negli anelli di crescita degli alberi in corrispondenza dell'anno 1908.

Le ricerche indicherebbero come localizzazione del cratere d'impatto del meteorite il lago Cheko[8], situato a circa 8 km a nord-ovest dall'epicentro stimato dell'esplosione[9]: la morfologia del lago e la struttura dei sedimenti suggeriscono che questo sia il sito d'impatto di un meteorite. È stato tuttora scoperto, grazie ad un'equipe tutta italiana, che analizzando attraverso sonar il fondale di un lago vicino all'epicentro stimato, esso abbia una forma a cono e possa quindi essere il famigerato cratere tanto cercato. Carotaggi effettuati sul fondale del lago indicano un'anomalia nei depositi sedimentari del terreno databile attorno al 1908, con una percentuale di minerali non coerente col resto del territorio. La tesi è stata confermata inoltre da un piccolo batiscafo immerso nel lago, che ha potuto osservare il fondale: un cimitero di alberi distrutti dall'esplosione. In futuro, altri gruppi di studiosi torneranno per recuperare l'asteroide. Il fatto che testimoni oculari dell'evento ricordino il fiume[10] Kimchu, ma nessuno nomini il lago Cheko, confermerebbe l'ipotesi che il lago si sia formato in seguito all'evento di Tunguska. È strano però notare come intorno all'area non siano comunque stati ritrovati reperti di nessun tipo che possano essere ricollegati allo scoppio di un meteorite o di una cometa[11].

[modifica] Influenza culturale

L'evento di Tunguska ha alimentato una ricca letteratura pseudoscientifica viva ancor oggi: attorno alle cause sono stata avanzate numerose ipotesi implicanti UFO, l'antimateria, i buchi neri o altri fenomeni mai dimostrati. C'è persino l'ipotesi che l'evento sia stato causato dall'attivazione della Wardenclyffe Tower di Nikola Tesla[12].

[modifica] Nei media

La vicenda ha ispirato numerose opere di fantasia di diversi media:

Narrativa
Fumetti
  • Nel fumetto della UbiWorkshop Assassin's Creed: The Fall, l'evento è causato da Nikola Tesla, che, rovinato dai Templari per le ricerche sulla corrente alternativa, viene incoraggiato dagli Assassini, e fa esplodere il Bastone dell'Eden ed un centro di ricerca templare grazie alla Torre Wardenclyffe.
  • Nella serie a fumetti Hellboy edizione Magic Press si parla dell'esplosione di Tunguska nel settimo volume "La strega troll e altre storie". L'esplosione sarebbe stata causata dalla cosiddetta "Fratellanza Eliopica di Ra", un gruppo di pseudoscienziati con la passione per l'occulto.
  • La serie a fumetti Martin Mystère di Alfredo Castelli (Sergio Bonelli Editore), si occupa dell'evento di Tunguska in una serie di tre numeri: Tunguska! (n° 22, gennaio 1984), Morte nella taiga (n° 23, febbraio 1984) e Viaggio nel futuro (n° 24, marzo 1984). In queste storie l'esplosione è stata causata da un'arma nucleare, usata durante una guerra civile di una comunità umana tecnologicamente avanzata che aveva trovato rifugio in zona alcuni secoli prima.
  • Incubo, storia a fumetti pubblicata dalla Marvel Comics nel 2004-2005
  • La serie PKNA - Paperinik New Adventures rievoca l'evento di Tunguska nell'albo Agdy Days.
  • Nel numero 8 di Nemrod intitolato Shaman! viene citato l'evento di Tunguska.
  • Nel numero 2167 di Topolino nella storia Indiana Pipps e l'avventura siberiana Topolino e Indiana Pipps indagano sul mistero di Tunguska, scoprendo che l'esplosione è dovuta alla involontaria creazione di una particella di antimateria da parte di un scienziato.
Cinema e televisione
  • Sojux 111 Terrore su Venere, film del 1960 di Kurt Maetzig, ispirato al romanzo di Stanislaw Lem.
  • Tunguska è anche il titolo del nono e decimo episodio della quarta stagione della serie televisiva X-Files, dove l'evento viene anche citato dall'agente Fox Mulder (l'episodio, apparentemente girato nella località siberiana, in realtà è stato girato a Vancouver, casa della serie per le prime 5 stagioni).[13]
  • Sebbene non venga detto espressamente, si ispira a Tunguska anche il film di Andrei A. Tarkovskij Stalker (Sceneggiatura di Arkadij e Boris Strugatskij, URSS, 1979), in cui due avventori (il “Professore” e lo “Scienziato”) penetrano nella misteriosa “zona”, recintata e rigorosamente preclusa, con l'aiuto di una guida illegale, lo “Stalker” che dà titolo al film, in cerca di una “stanza dei desideri” che dovrebbe trovarsi al suo interno.
  • Alla fine del film Ghostbusters, Ray (Dan Aykroyd) informa il signor Tully (Rick Moranis) che l'evento paranormale di cui quest'ultimo si è reso involontario protagonista è stato il più eccezionale mai registrato dai tempi dell'"esplosione di Tunguska del 1908".
  • Il Diamante Nero dello special televisivo di Lupin III del 2003 dal titolo Lupin III - Operazione: ritorna il tesoro! (ルパン三世 お宝返却大作戦! Rupan Sansei - Otakara Henkyaku Daisakusen!?) proveniva da Tunguska ed era direttamente legato a questo evento.
Musica
Videogiochi

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Andrei E. Zlobin Quasi Three-dimensional Modeling of Tunguska Comet Impact (1908) (2007) paper in 2007 Planetary Defense Conference
  • Surendra Verma, Il mistero di Tunguska: 1908: la devastante esplosione che sconvolse la Siberia, Milano, A. Mondadori, 2006 - ISBN 9788804555957.

[modifica] Voci correlate

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