Gelasiano

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Quaternario
Periodo Epoca Piano Età (Ma)
Quaternario Olocene 0–0.0117
Pleistocene Tarantiano 0,0117–0,126
Ioniano 0,126–0,781
Calabriano 0,781–1,806
Gelasiano 1,806–2,588
Neogene Pliocene Piacenziano Più antico
Suddivisione del Quaternario secondo la Commissione internazionale di stratigrafia dell'IUGS.[1]
Nell'Europa e Nord America, l'Olocene viene suddiviso negli stadi della scala del tempo di Blytt-Sernander: Preboreale, Boreale, Atlantico, Subboreale e Subatlantico. Vi sono molte suddivisioni regionali per il Pleistocene Superiore o Inferiore, di solito queste rappresentano localmente periodi riconosciuti di freddo (glaciale) e caldo (interglaciale). L'ultimo periodo glaciale finisce con il freddo sottostadio del Dryas recente.

Nella scala dei tempi geologici, il Gelasiano è il primo dei quattro piani in cui è suddiviso il Pleistocene, la prima delle due epoche del Quaternario.

È compreso tra 2,588 e 1,806 milioni di anni fa (Ma).[1][2]

È preceduto dal Piacenziano, l'ultimo piano del precedente Pliocene e seguito dal Calabriano.

La deposizione delle formazioni del Red Crag, del Norwich Crag e del Weybourn Crag, tutte nella regione dell'Anglia orientale in Inghilterra, avvenne in questo lasso di tempo. In Olanda e nell'Europa settentrionale ci si riferisce spesso a questo periodo indicandolo come piani Pretigliano e Tigliano.

A circa 2,5 milioni di anni fa sono datati i fossili degli ominidi Homo habilis in Africa orientale e meridionale, e i più antichi strumenti di pietra, scoperti a Hadar in Etiopia.

Nella storia dell'evoluzione umana tale datazione corrisponde convenzionalmente con l'inizio del Paleolitico inferiore.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il piano Gelasiano deriva il suo nome dalla città di Gela, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia.
La denominazione e il piano furono proposti nel 1998 da un gruppo di geologi italiani, che lo considerarono come l'ultimo piano del Pliocene.[3] Il 29 giugno 2009 il Gelasiano fu ratificato dalla IUGS e spostato al Pleistocene in modo da correlarsi meglio con gli importanti cambiamenti che avvennero attorno a 2,588 Ma nel clima terrestre, negli oceani e nello sviluppo delle forme viventi.[2]

Definizioni stratigrafiche e GSSP[modifica | modifica sorgente]

La base del Gelasiano, che coincide con il limite inferiore per l'epoca del Pleistocene e per il periodo Quaternario, può essere definita magnetostratigraficamente al passaggio tra la cronozona di inversione della polarità magnetica Gilbert (C2Ar) e la Matuyama (C2r), al di sopra della sub-cronozona Olduvai (C1r); corrisponde al livello 103 dello stadio dell'isotopo marino.
Al di sopra di questo livello (stadio isotopico 99 e 80 000 anni più tardi) si ha la scomparsa del nanoplancton delle specie Discoaster pentaradiatus e Discoaster surculus.[2]

GSSP[modifica | modifica sorgente]

Il GSSP,[2] il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione Internazionale di Stratigrafia, è fissato in una sezione a 62 metri alla base dello strato marnoso che si sovrappone alla sapropelite MPRS 250, (Mediterranean Precession Related Sapropels) sui calanchi meridionali del Monte San Nicola,[4] a circa 10 km a N-NW di Gela, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b http://www.stratigraphy.org/ics%20chart/09_2010/StratChart2010.jpg
  2. ^ a b c d Global Boundary Stratotype Section and Point (GSSP) of the International Commission of Stratigraphy, Status on 2010.
  3. ^ a b Domenico Rio, Rodolfo Sprovieri, Davide Castradori e Enrico Di Stefano: The Gelasian Stage (Upper Pliocene): A new unit of the global standard chronostratigraphic scale. Episodes 21/2: 82–87, Beijing 1998.
  4. ^ 37.1468888889°N 14.2035°E - Google Maps

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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