Antropocene

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Antropocene è un termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer che nel 2000 fu adottato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen nel libro Benvenuti nell'Antropocene[1].

Il termine indica l'era geologica attuale nella quale all'uomo e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche.

Il termine deriva dal greco anthropos, che significa uomo, e non sostituisce, nel testo dello scienziato, il termine corrente usato per l'era geologica attuale, Olocene, ma si riferisce all'impatto che l'Homo sapiens ha sull'equilibrio del pianeta.

Nascita del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il primo studioso a proporre una definizione specifica , come era geologica in cui la terra e' massicciamente segnata dalla attività' umana fu il geologo Antonio Stoppani, che nel 1873 scrisse che l'attività umana rappresentava una nuova forza tellurica e propose il termine di "era antropozoica" per definirla. Successivamente il geochimico russo Vernadskij considero' che "la direzione in cui i processi dell'evoluzione crescono, soprattutto verso la consapevolezza e il pensiero e le forme hanno un'influenza sempre più maggiore sugli ambienti circostanti, e definì il periodo col termine di noősphera (ossia mondo del pensiero) per sottolineare il potere crescente della mente umana nel modellare il suo futuro e l'ambiente; lo stesso termine venne usato dal paleontologo e pensatore cattolico Teilhard de Chardin [2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paul Crutzen, Benvenuti nell'Antropocene. L'uomo ha cambiato il clima, la Terra entra in una nuova era, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-53730-2
  2. ^ Paul J. Crutzen, Geology of mankind, Nature,Vol. 415, 3 January, 2002

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]