Wladimiro Dorigo

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Wladimiro Dorigo (Venezia, 26 giugno 19261 luglio 2006) è stato uno storico, accademico e politico italiano.

Indice

[modifica] Biografia

La sua vita è stata un interessante e complesso intreccio di "presenze": nel mondo cattolico, nell'attività politica e in quella di studioso.

[modifica] Il cattolico

Negli anni della sua formazione universitaria, Dorigo porta avanti, parallelamente, il suo impegno come credente nell'associazionismo ecclesiale.

Come dirigente dell'Azione Cattolica, è impegnato a livello nazionale nel ramo giovanile maschile. Nel 1954, da poco laureatosi presso l'Università degli Studi di Padova, insieme all'intera presidenza della Gioventù italiana di Azione Cattolica (tra cui Carlo Carretto e don Arturo Paoli) e a tanti responsabili diocesani in Italia, si dimette dall'incarico, in aperta polemica con il Vaticano per l'esautoramento del presidente nazionale del ramo giovanile, Mario Vittorio Rossi (1925-1976), accusato di "pericolose tendenze dottrinali". Il riferimento era al tentativo di dialogo politico e sociale tra forze cattoliche e forze socialiste, osteggiato dalla Santa Sede per mano del presidente nazionale dell'AC Luigi Gedda.

[modifica] Il politico

Dorigo è già impegnato nelle file della sinistra DC veneziana, qui dirige il settimanale ufficiale del partito, "Il Popolo Veneto", controllato dalla corrente della "sinistra di base", in conflitto con la linea ufficiale di Amintore Fanfani. L'alleanza locale tra democristiani e socialisti, nel 1956, soprannominata "Formula Venezia", viene sconfessata dalla direzione nazionale della DC e fortemente avversata dalla Curia romana, che impose all'allora patriarca Angelo Roncalli di intervenire per far cessare ogni azione in tal senso. Dorigo, dimessosi nel febbraio 1958 dalla direzione del giornale, da tutte le cariche di partito e dall'incarico come assessore ai lavori pubblici, inizia la sua esperienza culturale più significativa, quella della rivista Questitalia - bozze di politica e di cultura (aprile 1958). La rivista, che non volle mai qualificarsi come "cattolica", pur essendo animata da un gruppo di cattolici di notevole spessore, col tempo venne sempre più ad essere centrale nei temi della laicità nei rapporti tra Stato e Chiesa (con un'accentuata prospettiva anticoncordataria) e nella rivendicazione del diritto ad intervenire sulle "questioni" concernenti la comunità ecclesiale, contribuendo a contrastare ogni tentazione integrista all'interno dei gruppi cattolici nel periodo del Concilio Vaticano II e oltre.

La rivista cessa di essere pubblicata nel 1969. Dorigo prosegue la sua attività nell'animazione dei Gruppi spontanei cattolici inseriti nella "nuova sinistra". Prosegue l'attività politica come consigliere comunale, poi come consigliere regionale indipendente nella fila del PCI (1985-1990). Dal 1957 al 1983 ha lavorato presso l'Ente autonomo la Biennale di Venezia, prima come Capo Ufficio Stampa (1958-1970) poi come Conservatore dell'Archivio Storico della Biennale (ASAC) dal 1972 al 1983. Dal 1963 al 1972 ha diretto il Festival internazionale del teatro di prosa, e dal 1971 al 1973 è stato Vice-Commissario straordinario della Biennale.

[modifica] Lo storico

Dorigo è stato uno dei più insigni studiosi del Medioevo veneziano, con importanti ricerche e studi sulla forma della città lagunare, sui mosaici bizantini e romani, sull'architettura medievale di Jesolo e Aquileia. Le sue più importanti pubblicazioni di arte medioevale sono:

  • Pittura tardoromana, Milano, Feltrinelli 1966,
  • Venezia origini, Milano, Electa 1983 (2 voll.);
  • Venezia romanica, Venezia-Verona, Cierre-Istituto Veneto Scienze Lettere e arti 2003 (2 voll.).

È stato docente di Storia dell'arte medievale presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, in cui , dal 1991 al 1994 ha diretto il dipartimento di Storia e Critica delle Arti.

Ha fondato nel 1986 con Giuseppe Mazzariol la rivista annuale del Dipartimento di storia e critica delle arti (poi Dipartimento di storia delle arti e Conservazione dei beni artistici "G.Mazzariol") intitolata "Venezia arti" che ha diretto fino alla sua scomparsa (1987-2006, numeri 1- 15/16, annate 1987-2002, il numero 17/18, anni 2003/2004 è stampato poco dopo la sua scomparsa , il numero 19, 2005 è stato da lui predisposto).


Fino a tutto il 2005 ha lavorato intensamente, in particolare relativamente alla ricerca su Sergio Bettini, il suo maestro all'Università di Padova, e alla predisposizione del corpus completo della scultura altomedievale delle diocesi veneziane (Cisam di Spoleto). Il 15 novembre 2005 è intervenuto al convegno "L'opera di Sergio Bettini" (Università Ca' Foscari Venezia, Dipartimento di storia delle arti e conservazione dei beni artistici "G.Mazzariol) da lui organizzato. Il 15 dicembre 2005 gli è stata conferita la laurea ad honorem in Pianificazione urbanistica (IUAV, ca' Tron) e in quell'occasione ha tenuto la lectio magistralis, sua ultima apparizione pubblica.

[modifica] Il padre

Tra le ultime apparizioni pubbliche, nel 2004, ha lanciato un appello per la scarcerazione del figlio Paolo Dorigo , detenuto in carcere per un attentato dimostrativo alla base USAF di Aviano (Pordenone), mentre questi portava avanti lo sciopero della fame per ottenere la riapertura del processo.

[modifica] Bibliografia

Sulla vicenda politica ed ecclesiale di Dorigo:

Sulla sua attività politica e di storico dell'arte:

  • E. Concina - G. Trovabene - M. Agazzi (curr.), Hadriatica. Attorno a Venezia e al Medioevo tra arti, storia e storiografia. Scritti in onore di Wladimiro Dorigo, Il Poligrafo, Padova (2002).
  • M.Agazzi, Wladimiro Dorigo, in "Arte/Documento", 22, 2006,

[modifica] Collegamenti esterni

  • [1], sito curato dal figlio Paolo Dorigo
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