Antonio Diedo
Antonio Diedo (Venezia, 15 novembre 1772 – Venezia, 1 gennaio 1847) è stato un architetto italiano.
Biografia [modifica]
Di nobili origini (discendente della famiglia patrizia dei Diedo), si formò inizialmente presso il Seminario di Padova. Avvicinatosi agli studi architettonici, divenne amico e discepolo di Giannantonio Selva, a fianco del quale seguì la riprogettazione del duomo di Cologna Veneta (1805), e la ricostruzione della chiesa veneziana di San Maurizio (1806).
Negli anni Venti fu nominato presidente pro tempore dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, carica che detenne fino al 1839; nel contempo ricoprì il ruolo di docente di estetica, divenendo il massimo rappresentante del classicismo insegnato e diffuso dall'istituzione veneziana.
La sua attività di collaboratore e di continuatore del Selva lo rese molto noto e fu consultato da Antonio Canova durante la realizzazione del Tempio di Possagno. In seguito alla morte di Giannantonio Selva, Antonio Diedo, si occupò del rimaneggiamento o ricostruzione di numerose chiese del Veneto, come il Duomo di San Donà[1] (distrutto nella Prima Guerra Mondiale), l'aricipetrale di Schio (facciata e campanili), le parrocchiali di Canda, Piovene Rocchette e Breganze (campanile).
La sua produzione "minore" comprende diversi oratori privati e disegni di porte, scale, finestre, facciate, altari, monumenti, riguardanti soprattutto Venezia.
Note [modifica]
- ^ Nella ricostruzione del Duomo di San Donà il Diedo fu affiancato da Giovanni Battista Meduna. AA.VV., Palladio, la sua eredità nel mondo, catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, maggio-novembre 1980), Milano, Electa, 1980, p. 253.
Bibliografia [modifica]
- AA.VV., Palladio, la sua eredità nel mondo, catalogo della mostra (Vicenza, Basilica Palladiana, maggio-novembre 1980), Milano, Electa, 1980.
- Alessandro Bevilacqua, Antonio Diedo, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 39, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, 1991.
- Amerigo Restucci (a cura di), Storia dell'archiettura italiana, L'Ottocento, 2 voll., Milano, Electa, 2005.