Canda

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Canda
comune
Canda – Stemma Canda – Bandiera
La Chiesa parrocchiale di San Michele.
La Chiesa parrocchiale di San Michele.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Sindaco Alessandro Berta (Lista civica) dall'8/06/2009
Territorio
Coordinate 45°02′00″N 11°31′00″E / 45.033333°N 11.516667°E45.033333; 11.516667 (Canda)Coordinate: 45°02′00″N 11°31′00″E / 45.033333°N 11.516667°E45.033333; 11.516667 (Canda)
Altitudine 10 m s.l.m.
Superficie 14,39 km²
Abitanti 1 023[1] (1 aprile 2012)
Densità 71,09 ab./km²
Comuni confinanti Badia Polesine, Bagnolo di Po, Castelguglielmo, Lendinara, Trecenta
Altre informazioni
Cod. postale 45020
Prefisso 0425
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 029010
Cod. catastale B582
Targa RO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Candesi
Patrono San Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Canda
Posizione del comune di Canda nella provincia di Rovigo
Posizione del comune di Canda nella provincia di Rovigo
Sito istituzionale

Canda (Canda in veneto) è un comune di 1.023 abitanti della provincia di Rovigo sulle sponde del fiume Tartaro (che da Canda assume il nome di Canalbianco) e che fa parte dell'idrovia fluviale Fissero - Tartaro - Canalbianco, che la collega al mare Adriatico.

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Sembra che il nome derivi da un'antica espressione pre-romana (probabilmente etrusca) can-da con il significato di luogo di sosta, probabilmente perché era il punto sino al quale si poteva navigare sul fiume Tartaro, prima dell'escavo di trent'anni fa che ha portato a formare la "Conca di Canda" (nel punto in cui confluisce nel Tartaro la "Fossa Maestra") per consentire la prosecuzione della navigazione sino a Torretta di Legnago (VR); quindi una radice linguistica simile a quella di Samarcanda e Kandahar. Secondo un'altra ipotesi (meno probabile), il nome potrebbe derivare da "caupona", termine latino per indicare un'osteria o una piccola stazione di sosta, sia con possibile riferimento al limite di navigabilità del fiume Tartaro, sia con possibile riferimento all'ipotesi che qui varcasse il fiume Tartaro il ramo padano della romana Via Claudia Augusta, che congiungeva Ostiglia con Verona, per poi proseguire sino a Trento, importante strada di cui si sono perse le tracce, ma di cui è stato ritrovato un breve tratto sotto il letto del corso attuale (dal VI secolo) del fiume Adige presso la frazione di Begosso del comune di Terrazzo (VR), che si troverebbe con un allineamento compatibile secondo il rilievo aerofotogrammetrico della zona del basso veronese (comuni di Terrazzo, Castagnaro e Villabartolomea) che conferma l'orientamento dell'antica strada romana[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'esistenza del piccolo borgo è documentata sin dall'alto Medioevo e vi si fa riferimento in più cronache di movimento di eserciti, nonché come terre di bonifica (dopo l'alluvione indotta dai ferraresi) particolarmente fertili nel lungo periodo di dominazione veneziana, quando diverse nobili famiglie veneziane vi eressero ville all'interno di vaste proprietà agricole. All'inizio del XVI secolo, vi si formò una piccola comunità di fede calvinista, derivata da analoga comunità formatasi a Rovigo (su iniziativa di due illustri torinesi), della quale erano elementi di spicco Domenico Mozzarelli (notaio in Rovigo, che aveva abbracciato le idee calviniste quando era studente a Padova) e Cesare Aldiverti, proprietario di terre a Canda; della piccola comunità di Canda erano elementi di spicco Marco Fichente e Giovanni Panciera, suonatore di lira e cieco. Entrambe le comunità calviniste furono senz'altro stroncate dalla Santa Inquisizione subito dopo il Concilio di Trento[3]. Storicamente, Canda ha sempre avuto come centro urbano di riferimento la vicina (11 km) Lendinara e non le più vicine (9 km) Badia Polesine e (4 km) Trecenta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Villa Nani Mocenigo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Nani Mocenigo.

Nel 1580 l'architetto Vincenzo Scamozzi (Vicenza 1552 - Venezia 1616) venne incaricato dal nobile Agostino Nani di realizzare la villa, che sorge vicino al corso del fiume Tartaro. La costruzione fu terminata nel 1584. Nel XIX secolo assunse la denominazione di Villa Nani Mocenigo, dal nuovo cognome aggiunto alla casata dei proprietari.

La villa risulta ancora circondata dall'originario muro di cinta ed è dotata di ampio giardino antistante con cappella gentilizia, rustici, scuderie e serre (tutti fatiscenti in stato di abbandono); oltre l'edificio si estende un notevole parco che custodisce numerose statue in pietra dei Colli Berici, attribuite comunemente al veneziano Alvise Tagliapietre. Dopo decenni di abbandono, la proprietà (Banca di San Marino) ha accettato di affidare la manutenzione del parco al Comune di Canda, che in cambio lo utilizza per varie manifestazioni locali.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Per la Chiesa cattolica il territorio è amministrativamente parte del Vicariato di Lendinara - San Bellino, a sua volta divisione amministrativa della Diocesi di Adria-Rovigo.

  • Chiesa di San Michele Arcangelo, danneggiata dal sisma del maggio 2012 e già da prima con un campanile curiosamente pendente.
  • Chiesa "Madonna dei Cuori": costruita come ex voto nel 1946 (a ringraziamento della salvezza nell'aprile 1945 di un gruppo di ostaggi), oggi si trova proprio a ridosso della superstrada Verona - Rovigo, in quel punto sopraelevata a livello del tetto della chiesetta.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Nani Mocenigo, nel centro paese, affacciata verso il fiume Tartaro;
  • Villa Trombini, nel centro paese, attuale Scuola dell'Infanzia);
  • Villa Bettini, nel centro paese;
  • Villa Adami, nel centro paese;
  • Palazzo Loredan (attuale sede municipale)
  • Villa Gritti, sulla antica via per Lendinara, al centro della un tempo vasta tenuta agricola, vicina alla frazione Presciane, frazione attualmente in territorio del comune di San Bellino.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Grazie alle varie associazioni di Canda sono molte le manifestazioni presenti:

  • Sagra di Sant'Antonio (giugno) organizzata dalla PRO LOCO sulla piazza principale con stand gastronomico, orchestre, giostre e mercato serale.
  • Festival della Letteratura Recitata (fine agosto/settembre) organizzato dall'Amministrazione Comunale con la PRO LOCO presso il parco della splendida Villa Nani Mocenigo che ha visto personaggi di spicco come Walter Veltroni, Fabio Granata, Marcello De Angelis, Pippo Santonastaso, Marcello Veneziani, Giordano Bruno Guerri, ecc.
  • Festa dello gnocco di patate (settembre/ottobre) organizzata dalla PRO LOCO con stand gastronomico, orchestre.
  • Festival del Mistero (novembre) in cui la compagnia teatrale di Canda "I Ruscoletti" svela ogni anno un mistero paesano. Fino ad adesso hanno realizzato "La contessa Triste", "Il Paracarro dell'Amore" (o "paracarro Loredan"), "La Madonna dei Cuori" e "Borgofuro".

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del paese è rimasta per secoli essenzialmente agricola ma negli anni novanta del secolo scorso è stata realizzata, a fianco della superstrada Verona - Rovigo in prossimità dello svincolo di uscita, una zona industriale. È prevista l'apertura dell'autostrada Valdastico Sud che termina proprio a Canda, ivi sfociando sulla superstrada Verona - Rovigo collegando il paese a Vicenza e Padova e in futuro con Trento.

Società[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]


Persone legate a Canda[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2012.
  2. ^ cfr. www.archeosub.it/articoli/fiumi/adigebgs.htm - consultato in agosto 2013
  3. ^ Michele Cassese, Espulsione, assimilazione, tolleranza - Chiesa, Stati del Nord Italia e minoranze religiose ed etniche in età moderna, EUT-Edizioni Università di Trieste, pagg. 32-33
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000. ISBN 88-476-0006-5.
  • Bruno Rigobello, Un antico consorzio di Bonifica Veneto: il consorzio Valdentro-Vespara e prese unite di Lendinara e Canda, 1964, edito per i tipi delle arti grafiche Gasparoni di Venezia a cura della Consulta per l'agricoltura e le foreste delle Venezie con il contributo della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
  • Bocchi Francesco Antonio, Del Canalbianco del Polesine, Tipografia Ortore, Adria, 1870
  • Zoppellari Rodolfo, Studio sul regime di Tartaro e Canalbianco, Tipografia Vincenzo Bardellini, Legnago, 1897

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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