iCloud

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
iCloud
Logo
ICloud.png
Sviluppatore Apple Inc.
Ultima versione 3.1 (11 dicembre 2013)
Sistema operativo Mac OS X
iOS
Microsoft Windows
Linguaggio C
Objective C
Genere Cloud computing
Licenza Freeware
(Licenza chiusa)
Lingua Multilingua
Sito web www.icloud.com

iCloud è una collezione di servizi di cloud computing sviluppata da Apple e presentata ufficialmente il 6 giugno 2011 al WWDC 2011.[1]

iCloud sostituisce il servizio MobileMe a partire dal rilascio del sistema operativo iOS 5 il 12 ottobre 2011, permettendo però agli utenti MobileMe esistenti di continuare a utilizzare il servizio corrente fino al 30 giugno 2012[2]). I servizi di iCloud sono gratuiti fino a uno storage massimo di 5 GB di dati.

iCloud permette la sincronizzazione automatica di dati, contatti, immagini e brani musicali tra i vari dispositivi dell'utente in modo automatico e trasparente. Presuppone però il possesso di un Apple ID, cioè l'identificativo Apple creato dall'utente (solitamente al primo avvio del suo dispositivo).

iCloud rappresenta attualmente l'unico metodo alternativo all'acquisto di contenuti sull'Apple Store per caricare dati dal computer in possesso dell'utente, sia esso basato su Windows, Linux o Mac OS X verso dispositivi iPad, privi di interfaccia USB o altre porte per il trasferimento diretto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

iCloud, integrato a partire da OS X Lion e iOS 5, nasce come sostituto a MobileMe, della stessa casa di Cupertino. Durante il WWDC 2011 di giugno, il CEO Steve Jobs ha mostrato le differenze tra i due servizi. MobileMe integrava nel suo sistema di condivisione solo le e-mail, i contatti e i calendari.

iCloud è un sistema per archiviare i contenuti multimediali dell’utente su server remoti, condivisi tra i vari dispositivi in possesso dell’utente: iPhone, iPad, iPod touch, Mac e PC Windows. Grazie alla tecnologia push vengono inviati a tutti i dispositivi via rete senza fili (3G o Wi-Fi), automaticamente e senza che si debba fare nulla se non configurare la modalità di funzionamento dal relativo pannello di controllo. Se si acquista un brano musicale, si scatta una foto, si redige un documento o un foglio dati, tali file verranno automaticamente scritti o aggiornati su ogni dispositivo dello stesso utente.

Analogamente possono essere tenuti sincronizzati e memorizzati sia in locale sia nel “cloud” remoto il proprio calendario di impegni, la posta elettronica e i contatti. Una funzione accessoria è la geolocalizzazione, ovvero la possibilità di condividere con contatti scelti la propria posizione, rilevata dal GPS del dispositivo, e di ritrovarlo in caso di smarrimento.[3]

Prezzi[modifica | modifica sorgente]

Ogni utente ha a disposizione 5 GB di spazio gratuito per la sincronizzazione di e-mail, documenti e backup (escluse applicazioni e musica), ed è possibile estendere lo spazio a pagamento, secondo le seguenti tariffe annuali.[4]

Paese[5] 5 GB 10 GB
(15 GB Totali)
20 GB
(25 GB Totali)
50 GB
(55 GB Totali)
Australia Australia Gratuito 21 $ 42 $ 105 $
Europa Europa Gratuito 16 32 € 80 €
Regno Unito Regno Unito Gratuito 14 £ 28 £ 70 £
Stati Uniti USA Gratuito 20 $ 40 $ 100 $

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Ad aprile 2012, il servizio contava oltre 125 milioni di utenti registrati.[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Apple: «Alla WWDC presenteremo Lion, iOS 5 e iCloud», macitynet.it, 6 giugno 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  2. ^ (EN) Information about the MobileMe transition, Supporto Apple, 6 giugno 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
  3. ^ iCloud, Apple.
  4. ^ Apple apre agli sviluppatori la beta di Cloud, macitynet.it, 2 agosto 2011. URL consultato il 2 agosto 2011.
  5. ^ (EN) Announced iCloud Pricing: How It Compares To Other Services, appadvice.com, 2 agosto 2011. URL consultato il 2 agosto 2011.
  6. ^ $110B in the bank and other monster numbers, 25 aprile 2012. URL consultato il 1 luglio 2012.