Smartdust

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Lo Smartdust è un ipotetico network costituito da microscopici sistemi elettromeccanici (MEMS) messi in comunicazione mediante un sistema wireless capaci di rilevare (per esempio) luce, temperatura oppure vibrazioni.

Progetto e ingegnerizzazione[modifica | modifica sorgente]

Le unità costituenti il network sono ipotizzate della dimensione di un granello di sabbia, oppure di una particella di polvere (da cui il nome del sistema)..

Quando connesse, esse creerebbero automaticamente una rete estremamente flessibile ma caratterizzata altresì da un consumo estremamente ridotto di energia, con una serie di applicazioni che spaziano dai sistemi di controllo climatico a sistemi per il divertimento capaci di interagire con fonti di informazioni di ogni tipo.

Il concetto di smartdust fu introdotto nel 2001 da Kristofer S. J. Pister, dell'Università della California a Berkeley[1], anche se idee simili erano state partorite ben prima nell'ambito della fantascienza, e un embrione del progetto, noto con il nome di Smart Matter, era stato formulato allo Xerox Palo Alto Research Center. Una ricerca del 2005[2] ha portato alla ipotesi di possibili tecniche sul come introdurre il concetto di rete stardust nei sistemi sensoristici attuali, spingendone la dimensione così nel campo delle grandezze micrometriche.

Le unità smartdust sarebbero basate su un sistema di nanoelettronica sub-voltage o deep-sub voltage e includerebbero micro generatori di corrente costruiti con supercondensatori allo stato solido (supercondensatori nanoionici)

Lo sviluppo di radio di dimensioni nanometriche potrà probabilmente essere utilizzato come primo impulso verso lo sviluppo della tecnologia smartdust allo stato pratico[3].

Applicazioni[modifica | modifica sorgente]

Si sono ipotizzate svariate applicazioni per questo tipo di tecnologia: un possibile scenario di impiego è immaginabile come costituito da un centinaio di questi sensori posizionati intorno ad un edificio o ad un ospedale per monitorare temperatura o umidità, seguire i movimenti dei pazienti. Una ulteriore ipotesi è che possa essere utilizzata come fonte di informazioni per soccorsi nei casi di disastri naturali come per esempio nei terremoti, oppure come sensoristica anti incendio.[senza fonte]

Nel campo militare, la smartdust potrebbe essere usata come sensore remoto per tracciare il movimento di unità nemiche o come rilevatore di gas velenosi o radioattività. La estrema praticità, il costo contenuto, la pressoché totale invisibilità e non ultimi alcuni racconti di fantascienza come Preda di Michael Crichton, ha portato alla luce una serie di preoccupazioni su come la privacy potrebbe essere facilmente violata mediante l'impiego di questa tecnologia.

Una nuova frontiera per le batterie[modifica | modifica sorgente]

La rapida evoluzione del campo della nanotecnologia e della nanoelettronica sta portando alla ricerca di nuove soluzioni nel campo della generazione di corrente: batterie derivate dal mondo degli organismi viventi, motori a microcombustione, batterie nucleari e molte altre ancora, estremamente lontane dal sistema tradizionale in uso nella elettronica di consumo. Gli scienziati stanno effettuando esperimenti su soluzioni basate sull'utilizzo della molecola di ATP (Adenosin-Tri-Fosfato), la fonte di energia comunemente utilizzata nei muscoli degli organismi viventi [4], che si stanno rivelando capaci di fornire energia a micro e in futuro nano oggetti.

Altre vie promettenti ipotizzano l'utilizzo di microbatterie a carica nucleare in dispositivi MEMS. Le ricerche attuali contemplano l'incorporamento di isotopi radioattivi in tali dispositivi e produzione di corrente elettrica mediante fenomeni termoelettrici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Smart Dust: Communicating with a Cubic-Millimeter Computer - Warneke, Last, Liebowitz, Pister (ResearchIndex)
  2. ^ http://pubs.rsc.org/ej/CC/2005/b417554a.pdf
  3. ^ Technology Review: TR10: NanoRadio
  4. ^ ^ Waldner, Jean-Baptiste (2008). Nanocomputers and Swarm Intelligence. ISTE John Wiley & Sons, p154. ISBN 1-84704-002-0.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

  • Nanotecnologia
  • MEMS
  • Mote: i nodi delle reti di sensori.
  • TinyOS: un sistema operativo per le reti di sensori.
  • NesC: un linguaggio di programmazione per le reti di sensori.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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