Descent

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Descent
Descent.png
Sviluppo Parallax Software
Pubblicazione Interplay
Data di pubblicazione 17 marzo 1995
Genere Sparatutto in prima persona
Tema Fantascienza
Piattaforma MS-DOS, Playstation, Mac OS, Acorn Archimedes
Supporto CD-Rom
Periferiche di input tastiera, joystick, mouse
Seguito da Descent II

Descent è un videogioco di fantascienza del genere sparatutto in prima persona del 1995 sviluppato dalla Parallax Software noto per essere stato uno dei primi a dare al giocatore piena libertà di movimento in ambienti tridimensionali. Descent ha avuto due seguiti diretti: Descent II e Descent 3; un terzo titolo, Descent: FreeSpace - The Great War, non fa parte della serie anche se ne utilizza il nome. Attualmente è in fase di produzione Descent 4. Il gioco, nel periodo iniziale di sviluppo, apparteneva ad Apogee Software, e fu costretta a venderlo ad Interplay per problemi finanziari[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La trama di Descent vede il riluttante protagonista pilotare una piccola astronave (chiamata Pyro-GX) nelle miniere PTMC infestate da robot rinnegati. Tutto il gioco è ambientato all'interno di grandi stanzoni e corridoi, a volte strutturalmente irregolari, che assumono dopo alcune missioni una combinazione tale da rendere i livelli dei veri e propri labirinti (solo in Descent 3 è possibile affrontare missioni fuori dalle miniere, in superficie). Scopo finale: distruggere i reattori nucleari presenti in ogni livello e scappare prima dell'esplosione. Per guadagnare alcuni bonus è necessario poi recuperare alcuni ostaggi umani presenti nelle miniere.

Le miniere intergalattiche erano possedute dalla Post-Terran Minerals Corporation (PTMC). Alcuni piloti, conosciuti come Material Defenders, furono mandati da Samuel Dravis, un superiore della PTMC, all'interno delle miniere per disattivare i robot nemici (che erano originariamente i robot che si occupavano dell'estrazione dei materiali). Nessuno però sa per quale motivo i robot sono diventati ostili (anche se i primi due giochi suggeriscono per cause collegabili ad una invasione aliena). Ma in Descent 3 veniamo a sapere che lo stesso Dravis è coinvolto in esperimenti di nanotecnologie in grado di riprogrammare velocemente i robot. Egli aveva utilizzato questo virus per eliminare il presidente della PTMC ed ottenere il suo posto.

Caratteristiche di gioco[modifica | modifica wikitesto]

In Descent ci sono 27 livelli, corrispondenti a 27 miniere (più tre livelli segreti) sparse per il sistema solare.

Ogni livello comincia con un breve briefing della missione, dopodiché si viene catapultati all'interno della piccola astronave con cui dovremo navigare nella miniera distruggendo qualsiasi cosa si muova e raccogliendo munizioni, energia per lo scudo, e ostaggi. Nelle miniere inoltre ci sono particolari depositi di energia che ricaricano lo scudo al semplice passaggio.

Per completare un livello è richiesto il ritrovamento di alcune chiavi (blu, gialle e rosse), corrispondenti ad alcune porte cruciali per l'avanzamento. Ad esempio la porta rossa conduce al reattore di fine livello. Sparare al suddetto reattore significa innescare un conto alla rovescia per l'autodistruzione della miniera. Il giocatore dovrà quindi trovare la via di fuga prima dell'esplosione.

Come in Doom è prevista una mappa di navigazione in cui è possibile vedere soltanto le stanze visitate o vicine a quelle visitate. Dal momento che la mappa è disegnata con la tecnica del wireframe, che ricostruisce in 3d l'ambiente, più i livelli diventano intricati più risulta difficile servirsene. Un altro problema è costituito dal fatto che la nave può muoversi in qualsiasi direzione (anche sottosopra) e specialmente nei livelli più complessi è molto facile perdere l'orientamento.

Morire nel gioco significa ritrovarsi al punto di partenza del livello, senza più armi in dotazione se non il laser standard. I nemici comunque non sono difficili da battere (presi uno alla volta) e specialmente a livello facile, le loro armi non provocano danni ingenti.

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Descent è stato creato per il sistema operativo DOS ed era possibile giocarlo su sistemi con processori molto primitivi, come ad esempio il 386, a parte alcuni difetti come rallentamenti e problemi nella gestione delle texture. Il gioco sfruttava lo swapping della memoria sul disco (memoria virtuale) in caso la memoria fisica del sistema non fosse sufficiente (ovviamente, situazioni come utilizzare 4 MB di RAM e 12 MB sul disco rigido costringevano il sistema ad un lavoro di swap continuo).

Il gioco fu realizzato nel 1995, un paio d'anni dopo Doom della Id Software, ma prima della realizzazione di Quake.

Al pari di molti altri giochi dell'epoca, non c'era supporto per le schede di accelerazione 3d, proprio perché non erano ancora diffuse commercialmente. Visto che il gioco è diviso in stanze e corridoi da porte, la programmazione degli ambienti è avvenuta tenendo conto che durante l'avventura le stanze collegate a quella in cui si trova il giocatore non hanno bisogno di subire il processo di rendering (proprio perché non viste dal giocatore), alleggerendo notevolmente l'esecuzione di Descent.

Probabilmente la maggiore implementazione di Descent rispetto a Doom è stato l'utilizzo di nemici completamente in 3D, e non semplici sprite: tuttavia, questo è reso possibile dalla natura robotica degli avversari, composti così da un numero limitato di poligoni.

Nel 1996 il gioco è stato convertito per Apple e come per la versione PC aveva il pieno supporto alla modalità multiplayer via rete. Successivamente il gioco è stato portato anche su Sony Playstation.

Codice sorgente[modifica | modifica wikitesto]

Il codice sorgente di Descent originale (tranne la parte per il gioco in rete) era stato reso pubblico nel 1997. Anche i codici sorgenti di Descent II e FreeSpace 2 sono stati resi pubblici. A partire da questi, sono sorti diversi progetti open source derivati, il più popolare dei quali è stato D1X. D1X era un file eseguibile modificato di Descent, che aggiungeva molte caratteristiche aggiuntive presenti su Descent II. Dopo la pubblicazione del codice sorgente di Descent II, il progetto D1X diede avvio ad un altro progetto chiamato D2X, sviluppato per migliorare la giocabilità di Descent II. D1X e D2X resero inoltre possibile far funzionare il gioco su piattaforme differenti come Linux.

Libri di Descent[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una trilogia dedicata a Descent scritta da Peter Telep (Descent, Descent: Stealing Thunder e Descent: Equinox) che segue la trama principale del gioco.

Giocare a Descent, oggi[modifica | modifica wikitesto]

La comunità dei giocatori di Descent è oggigiorno notevolmente ristretta ma comunque attiva. Il codice sorgente di Descent e Descent II è stato reso pubblico, nel senso che la licenza ne permette ora la distribuzione e la modifica a fini non commerciali. Questo ha permesso la nascita e lo sviluppo di versioni adatte all'hardware moderno (schede grafiche OpenGL) con vari sistemi operativi (Windows, Linux, Mac) e con qualità grafica altissima, impensabile nelle versioni originali. Si intende che è necessario il possesso legale delle versioni commerciali originali (o in alternativa le versioni Demo) per giocare con queste nuove versioni aggiornate. Non è legalmente possibile distribuire o scaricare gratuitamente nessun gioco completo della serie Descent, in quanto si tratta di prodotti commerciali (non di facile reperibilità in Italia). Solo le versioni Demo sono liberamente distribuibili. Attualmente (2006) i principali progetti amatoriali sono due: D2X-XL e DXX-Rebirth, entrambi multipiattaforma. Il secondo è più aderente al gioco originale, mentre il primo offre anche nuove caratteristiche. Altri progetti puramente amatoriali correlati sono il mod Omega Wing per Half-Life e il recente progetto Into Cerberon per Doom 3. Quest'ultimo mira precisamente a riportare in vita il mito di Descent nel moderno e visivamente eccezionale motore id Software, con un possibile futuro sviluppo non solo nel gioco multigiocatore.

Giochi correlati[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Apogee FAQ, sez. [2.5 Cancelled Projects]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]