Mini-portatile

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L'Apple PowerBook 100: il primo subnotebook (1991)
ASUS Eee PC
Un subnotebook Sony Vaio

Il mini-portatile o mininotebook o subnotebook (nome originale anglosassone) è un computer portatile di peso e dimensioni limitati, possiede solo le capacità essenziali di un portatile ma è notevolmente meno ingombrante e più leggero.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima di queste macchine ad essere prodotta fu, nel 1991, il PowerBook 100 targato Apple; dopo un anno venne la Olivetti con un prodotto made in Asia[senza fonte] (per cui esisteva un clone quasi identico)[non chiaro], il Quaderno[1] del 1992, dotato di schermo LCD monocromatico e una tastiera di ottima fattura[senza fonte], si differenziava dal notebook per dimensione (da A4 ad A5) e peso. Il primo modello aveva dei programmi proprietari di pessima qualità[senza fonte], ma era possibile sostituirli e installare DOS e Microsoft Works[senza fonte]. Meno gradita al pubblico[senza fonte] fu la versione successiva con schermo a matrice passiva e scala di grigi equipaggiato con Windows 3.1, ma meno immediato e più vorace (la batteria è l'autentico tallone d'Achille di questi prodotti). Seguendo l'esempio di quest'ultimo nacquero una serie di ibridi[non chiaro] (ad es. Libretto di Toshiba).

Dovette passare un paio d'anni prima che si affacciassero prodotti simili e questi furono la categoria degli Handheld PC (o H/PC) appartenenti al progetto Newton di Apple nel 1993 e molto più tardi, un lustro dopo, la Jupiter Class di Microsoft Windows CE (i NEC Mobile Pro e i Compaq Journada, ad esempio). Sia in questo caso che nel più eclatante di Olivetti, i progettisti furono più lungimiranti dei responsabili del marketing le cui analisi e la scarsa intraprendenza fecero affossare questi prodotti a vantaggio, nel caso del Quaderno, dei notebook e, in quello degli H/PC, dei palmari.[senza fonte] I consumatori che allora fecero fatica a comprendere i vantaggi di questi oggetti e ancor di più le politiche di mercato, oggi hanno orientamenti più maturi, prova ne sia[senza fonte] l'incredibile successo riscontrato tra fine 2007 e inizio 2008 dall'Eee PC di Asus.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

I subnotebook sono più compatti dei notebook ma più voluminosi degli handheld computer e degli ultraportatili. Comunemente offrono schermi con diagonale

da 26,4 cm = 10.4″ o meno, e masse da meno di 1 kg, in contrapposizione ai portatili full-size che hanno schermi da 30,5 cm =12″ o 38 cm = 15″ e pesi superiori a 2 kg. La misura ed il peso contenuti usualmente sono il risultato dell'omissione di porte o drive; i subnotebook sono stati spesso accoppiati con stazioni base fisse per compensare le caratteristiche mancanti.

I subnotebook sono un prodotto di nicchia e raramente hanno contato grossi numeri di vendita se non fino al 2007 con l'introduzione dell'Asus Eee PC e OLPC XO-1.

Il subnotebook è spesso applicato a soluzioni su cui girano sistemi operativi desktop completi, come ad esempio Linux, FreeBSD o Windows, piuttosto che sistemi operativi ad hoc tipo Windows CE, Palm OS o Maemo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Olivetti Quaderno Infoworld - Welcome!. (archiviato dall'url originale il ). (seconda copia archiviata il ).

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