Alfabeto devanagari

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Storia dell'alfabeto

Media età del bronzo XIX secolo a.C.

Meroitico III secolo a.C.
Ogham IV secolo d.C.
Hangŭl 1443 d.C.
Sillabico canadese 1840 d.C.
Zhuyin 1913 d.C.

L'alfabeto devanāgarī (देवनागरी; sanscrito, lett. Scrittura della Città degli Dèi) è un alfasillabario usato in diverse lingue dell'India (sanscrito, hindi, marathi, kashmiri, sindhi, nepalese). Poiché è una scrittura sillabica, le lettere sono combinate con grafemi vocalici o di altre consonanti, tali per cui in alcuni casi risulta difficoltoso riconoscere i costituenti di una sillaba.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'alfabeto devanāgarī compare attorno all'VIII secolo, come ulteriore evoluzione della scrittura brahmi, la cui presenza è attestata nella regione della valle dell'Indo sin dal V secolo a.C., probabilmente un adattamento indiano delle scritture semitiche, penetrate in India attraverso la Mesopotamia.

Regole di lettura[modifica | modifica wikitesto]

Nella scrittura devanāgarī ogni simbolo rappresenta una consonante seguita da una a breve (tranne che in fine parola): per esempio, il simbolo द va letto "da".

La vocale che accompagna la consonante può essere un'altra se è presente un simbolo chiamato matra: ad esempio, prendendo sempre come riferimento il simbolo द, "da", quando esso viene scritto दे (notare la linea obliqua presente sopra il simbolo), va letto "de". Nella tabella sotto riportata i matra sono i simboli rappresentati vicino a un cerchio tratteggiato, indicante la posizione del simbolo rispetto al matra.

Oltre che come matra di una consonante, una vocale può essere anche presente nella forma indipendente quando si trova all'inizio di una parola o accanto ad un'altra vocale.

Quando sopra un simbolo viene posto un punto, si vuole indicare che la vocale va pronunciata più nasalmente. Quando la nasalizzazione va particolarmente accentuata, si pone sopra al simbolo un segno a forma di semicerchio chiamato chandra bindi.

Per rappresentare graficamente la consonante priva di vocali, sia a breve che matra, si scrive soltanto una parte del simbolo corrispondente, oppure si inserisce sotto il simbolo una piccola linea obliqua chiamata virāma.

(Attenzione! Alcuni caratteri potrebbero non essere visualizzati correttamente. Per risolvere il problema aggiornare le impostazioni internazionali e aggiungere l'hindi tra le lingue di sistema.)

Di seguito sono indicate le vocali dell'alfabeto devanāgarī con il loro simbolo d'inizio parola, il segno diacritico con la consonante प् (/p/), la pronuncia (della vocale a sé stante e della consonante /p/ con la vocale) nell'alfabeto fonetico internazionale (IPA) con l'equivalente nell'International Alphabet of Sanskrit Transliteration (IAST) e nell'Indian languages transliteration (ITRANS), e gli equivalenti approssimativi di pronuncia in italiano:

Vocale indipendente Segno diacritico con "प्" Pronuncia Pronuncia con /p/ equivalenza IAST equivalenza ITRANS equivalente italiano
/ə/ o /ä/ /pə/ o /pä/ a a Schwa o a italiana breve
पा /äː/ /päː/ ā A vocale aperta centrale non arrotondata lunga: come a in casa
पि /i/ /pi/ i i vocale chiusa anteriore non arrotondata breve: come una i italiana breve
पी /iː/ /piː/ ī I vocale chiusa anteriore non arrotondata lunga: come i italiana
पु /u/ /pu/ u u vocale chiusa posteriore arrotondata breve: come u dell'italiano
पू /uː/ /puː/ ū U vocale chiusa posteriore arrotondata lunga: come u in tubo
पे /eː/ /peː/ e e vocale semichiusa anteriore non arrotondata lunga: come e chiusa dell'italiano
पै /əi/ o /ai/ /pəi/ or /pai/ ai ai dittongo lungo: come ai in zaino
पो /οː/ /poː/ o o vocale semichiusa posteriore arrotondata lunga: come la o chiusa dell'italiano
पौ /əu/ or /au/ /pəu/ or /pau/ au au dittongo lungo: come au in causa
पृ /r̩/ /pr̩/ R pseudo-vocale vibrante alveolare sillabica breve: come una r italiana, ma in contesto consonantico
पॄ /r̩ː/ /pr̩ː/ RR pseudo-vocale vibrante alveolare sillabica lunga: come la precedente ma lunga, per esempio nell'onomatopea prrr
पॢ /l̩/ /pl̩/ LR pseudo-vocale sillabica approssimante alveolare laterale breve: come una l italiana, ma tra consonanti
पॣ /l̩ː/ /pl̩ː/ LRR pseudo-vocale sillabica approssimante alveolare laterale lunga: versione più lunga della precedente

Punti aggiuntivi:

  • La vocale /äː/ in sanscrito è più centrale e meno posteriore di /ɑː/, il più simile equivalente inglese. Lo schwa (/ə/) in sanscrito è sempre breve.
  • In hindi tutte le vocali, brevi o lunghe, possono essere nasalizzate. Queste possono assumere (ma solo nel sanscrito vedico) un accento tonico acuto, grave o circonflesso.
  • In hindi, ऋ è pronunciato come /ri/. Le ultime tre vocali della tavola precedente non sono presenti in hindi.
  • Gli antichi grammatici sanscriti classificarono il sistema delle vocali come: velari, retroflesse, palatali e plosive, anziché posteriori, centrali e medie. e sono state classificate rispettivamente come palato-velare (a+i) e labio-velare (a+u). I grammatici le hanno però classificate anche come dittonghi e, nella prosodia, a ciascuna sono conferiti due mātrā. Questo non significa necessariamente definirle come dittonghi ma non esclude neppure che, in uno stadio antico della lingua, fossero considerate tali. Queste vocali sono pronunciate rispettivamente come /eː/ ed /oː/ lunghe dalla maggioranza dei bramini, letterati e sacerdoti di oggi. Oltre ai "quattro" dittonghi, il sanscrito solitamente non ne permette altri. Le vocali che si presentano in successione sono all'occorrenza convertite in semivocali in accordo con le regole grammaticali.
  • Nel sanscrito ed in alcuni dialetti dell'Hindi (come anche in alcune parole dell'Hindi stesso), la vocale è pronunciata come dittongo /əi/ o /ai/ anziché /e:/. Similmente, la vocale è pronunciata in alcune parole come dittongo /əu/ o /au/ anziché /ɔ:/. Oltre a ciò, l'hindi non possiede veri e propri dittonghi; si possono trovare due vocali consequenziali, ma sono pronunciate come due sillabe (e può esservi una legatura all'atto della pronuncia). Diversamente, nell'hindi standard, (ai) è una vocale anteriore semiaperta non arrotondata lunga: /æ/ come a in cat; ed (au) è una vocale medioposteriore aperta arrotondata lunga: /ɔː/ come au in caught.
  • La vocale anteriore semiaperta non arrotondata corta (/ɛ/: come e in get), non è rappresentata da alcun simbolo o segno diacritico nella scrittura devanāgarī. Si può trovare solo come variante allofonica di schwa (al posto di a in mezzo alla parola, determinata solo per convenzione) in alcune parole del dialetto khariboli dell'hindi. Es.: l'ortografia indicherebbe che रहना dovrebbe essere pronunciato come /rəhənä:/, ma in realtà è pronunciato /rɛhnä/. Questo succede anche nelle parole prese in prestito dall'inglese, per le quali si renderebbe necessario il simbolo (chandra: पॅ). La vocale anteriore semiaperta non arrotondata corta (/ɔ/) non esiste affatto nell'hindi, tranne che per i prestiti anglosassoni. Per rappresentarla è stato inventato un nuovo simbolo ortografico: ऑ (पॉ).
  • Lo schema di traslitterazione differisce dallo schema IAST per alcuni caratteri. Queste differenze sono: ā→aa, ī→ii, ū→uu, →rr, →ll.
Vocali
2309 2310 2311 2312 2313 2314 2315
2316 2317 2318 2319 2320 2321 2322
2323 2324
Consonanti
2325 2326 2327 2328 2329 2330 2331
2332 2333 2334 2335 2336 2337 2338
2339 2340 2341 2342 2343 2344 2345
2346 2347 2348 2349 2350 2351 2352
2353 2354 2355 2356 2357 2358 2359
2360 2361 2362 2363 2364 2365 2366
ि 2367 2368 2369 2370 2371 2372 2373
2374 2375 2376 2377 2378 2379 2380
2381 2382 2383 2384 2385 2386 2387
2388 2389 2390 2391 क़ 2392 ख़ 2393 ग़ 2394
ज़ 2395 ड़ 2396 ढ़ 2397 फ़ 2398 य़ 2399 2400 2401
2402 2403 2404 2405
Numeri
0 2406 1 2407 2 2408 3 2409 4 2410
5 2411 6 2412 7 2413 8 2414 9 2415

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