Mandombe

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La scrittura mandombe (o mandombé) è un sistema di scrittura africano, classificabile come un alfasillabario.

Mandombe ma.svgMandombe ndo.svg Mandombe mbe.svg
La parola "mandombe" scritta in mandombe
Esempio di scrittura mandombe dal Manuale di lettura per gli studenti

Invenzione[modifica | modifica wikitesto]

Questo sistema di scrittura (il cui etimo, in lingua kikongo significa "per il nero") fu inventato nel 1978 da David Wabeladio Payi, devoto kimbanguista, mentre si trovava a Mbanza Ngungu nella provincia del Basso Congo nell'attuale Repubblica democratica del Congo (RDC), allora chiamato Zaire. L'invenzione, che i seguaci del suo creatore vedono come una "rivelazione divina", un "dono spirituale" ed un mezzo d'avanzamento degli africani, avvenne a seguito di una serie di visioni mistiche riguardanti anche la figura storica di Simon Kimbangu.

Uso e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Il mandombe è pensato per trascrivere le lingue kikongo, lingala, tshiluba e swahili – quattro lingue nazionali della Repubblica democratica del Congo. I suoi promotori sostengono che tale scrittura sia adatta a qualsiasi idioma africano, e l'Accademia del Mandombe, centro di ricerca del CENA, sta lavorando alla trascrizione di altre lingue dell'Africa subsahariana.

La scrittura è insegnata in alcune scuole amministrate dalla Chiesa kimbanguista, soprattutto nella Repubblica democratica del Congo. Il CENA (Centre de l'Écriture négro-africaine) cerca di promuoverne la diffusione nella Repubblica democratica del Congo ed in altri paesi, anche europei[1]. Di fatto, tuttavia, la diffusione di questa scrittura risulta legata all'area geografica d'origine ed all'ambiente della Chiesa kimbanguista che, peraltro, continua a preferirle l'uso dell'alfabeto latino.

Esiste un limitato numero di pubblicazioni a stampa realizzate in questa scrittura.

La scrittura mandombe non è ancora codificata in Unicode, ma esistono sistemi informatici che ne permettono l'uso anche su internet.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il mandombe combina dei segni con funzione vocalica e consonantica in modo da formare dei blocchi sillabici. Tutti i caratteri sono basati su un segno grafico fondamentale, chiamato Mvuala Pakundungu, Mandombe groupe1.png, la cui forma è simile ad un "5" ed al suo speculare, Mandombe Mvuala Pelekete.png, detto Mvuala Pelekete, di forma simile ad un "2". Vi sono sei vocali, cui si possono unire, in posizioni diverse, degli elementi grafici con funzione consonantica, distinti graficamente mediante procedimenti di rotazione e/o di riflessione speculare e classificati per forma in 'gruppi', e per orientamento in 'famiglie'. Un sistema di segni diacritici, prefissi od infissi, permette di notare le sequenze di vocali, le vocali nasali, le consonanti prenasalizzate e i gruppi di consonanti.

Numeri[modifica | modifica wikitesto]

Si premette la notazione dei numeri, perché importante per la composizione grafica degli elementi vocalici bisimba. I numeri sono espressi secondo il sistema posizionale decimale, utilizzando i segni della tabella seguente. La cifra 1 somiglia a quella indo-arabica; i numeri 6 e 9 sono versioni quadrate delle corrispondenti cifre indo-arabiche, ed i numeri per il 7 e l'8 sono formati dai precedenti con procedimento di riflessione.

numero arabo numero mandombe
0 Mandombe digit 0.png
1 Mandombe digit 1.png
2 Mandombe digit 2.png
3 Mandombe digit 3.png
4 Mandombe digit 4.png
5 Mandombe digit 5.png
6 Mandombe digit 6.png
7 Mandombe digit 7.png
8 Mandombe digit 8.png
9 Mandombe digit 9.png

Bisimba[modifica | modifica wikitesto]

Il kisimba (plurale bisimba) è una vocale utilizzata all'interno di un testo. Può formare una sillaba da solo od in unione con una consonante; è reso aggiungendo alla destra del segno fondamentale Mandombe groupe1.png i caratteri mandombe per i numeri dall'1 al 5. Se però una vocale costituisce il secondo elemento di un dittongo o di una sequenza di vocali, viene trascritta con un carattere diacritico al termine della vocale precedente: ad esempio "lio" (parola bisillabica) è scritto "li" più il diacritico per "o"; mwa (una sillaba) è scritta "mu" più il diacritico per "a". Non essendovi un diacritico per "u", le sequenze vocaliche terminanti in "u" sono generalmente scritte come se sequenze di due sillabe diverse, la seconda delle quali è "wu".

Scrittura latina fonetica mandombe composizione diacritico
i /i/ o /j/ Mandombe i.svg Mandombe groupe1.svg Mandombe digit 1.svg Mandombe diac i.svg
u, w /u/ o /w/ Mandombe u.svg Mandombe groupe1.svg Mandombe digit 2.svg
e /e/, /ɛ/ od /ə/ Mandombe e.svg Mandombe groupe1.svg Mandombe digit 3.svg Mandombe diac e.svg
o /o/ od /ɔ/ Mandombe o.svg Mandombe groupe1.svg Mandombe digit 4.svg Mandombe diac o.svg
a /a/ Mandombe a.svg Mandombe groupe1.svg Mandombe digit 5.svg Mandombe diac a.svg
ü /y/ Mandombe IPA y.svg ?

Mvuala e famiglie di caratteri[modifica | modifica wikitesto]

Nel Mandombe non esistono consonanti autonome in senso proprio; le consonanti si realizzano combinando dei segni mvuala za mpamba, Mandombe groupe1.png e Mandombe Mvuala Pelekete.png, con un elemento aggiuntivo detto yikamu; nascono così quattro famiglie di mvuala complessi, che, a loro volta combinati con una vocale kisimba, formano delle unità sillabiche.

Yikamu, sua proiezione sul piano e 'gruppi' di mvuala[modifica | modifica wikitesto]

Proiezione degli yikamu sul piano
Mvuala con quattro diversi yikamu a 0° (gruppo 2), 45° (gruppo 3), 90° (gruppo 1) e 135° (gruppo 4)

Un tratto aggiuntivo posticcio, chiamato yikamu (immaginato come tridimensionale e successivamente incarnato da un trattino, variamente proiettato sul piano di scrittura) permette di modificare il segno grafico di base, mvuala, in un segno consonantico. Lo yikamu può essere utilizzato in più modi. L’angolo di tale elemento è calcolato in relazione al piano di scrittura: cioè si calcolano 0° se lo yikamu è sul piano, e 90° se è perpendicolare al piano.

  • gruppo 1, Mvuala piluka
    il mvuala è formato con uno yikamu a 90°
  • gruppo 2, Mvuala mpamba (mvuala semplice)
    il mvuala è formato con una rotazione dell'intero yikamu
  • gruppo 3,
    il mvuala è formato con una rotazione dello yikamu a 45°
  • gruppo 4,
    il mvuala è formato con una rotazione dello yikamu a 135°

Un quinto 'gruppo', Mazita ma zindinga, è invece creato invertendo i segni di uno dei quattro gruppi fondamentali.

Famiglie di mvuala[modifica | modifica wikitesto]

Gli mvuala complessi, composti con l'aiuto degli yikamu, possono essere trasformati geometricamente per rotazione o simmetria, in modo da produrre altre sillabe (vedi figura).

  • famiglia 1
    il carattere è composto da una consonante e uno yikamu ed è posto in basso a sinistra rispetto alla vocale, senza trasformazione geometrica
  • famiglia 2
    il carattere è frutto di una rotazione di un carattere della famiglia 1
  • famiglia 3
    il carattere è frutto di una riflessione (trasformazione geometrica) di un carattere della famiglia 1
  • famiglia 4
    il carattere è frutto di una rotazione e riflessione di un carattere della famiglia 1

Un'ipotetica famiglia 5, in cui il carattere sarebbe frutto di una rotazione a 180° dell'elemento posticcio non è usato nella scrittura mandombe. Di fatto, l'elemento posticcio fa un percorso ideale da 0° a 180°, chiamato "Mabika ma Mvuala" o "gli angoli del tempo".

Anche il sillabario aborigeno canadese e la stenografia di Pitman ricorrono a simili procedimenti di rotazione, ma nel caso della scrittura mandombe non sembra presente la relazione fonologica tra le varie consonanti appartenenti al medesimo gruppo; con l'eccezione, forse, del quinto 'gruppo', Mazita ma zindinga, composto da consonanti fricative ed affricate.

Formazione delle sillabe[modifica | modifica wikitesto]

Le sillabe si formano congiungendo un segno consonantico (mvuala complesso, munito di yikamu) ad un segno vocalico kisimba. I caratteri della stessa famiglia si distinguono per il diverso punto di congiunzione tra segno vocalico e consonantico, secondo il seguente schema:

  • famiglia 1
    vocale in alto a destra
  • famiglia 2
    vocale in basso a sinistra
  • famiglia 3
    vocale in alto a sinistra
  • famiglia 4
    vocale in basso a destra

Esempi di sillabe[modifica | modifica wikitesto]

consonante famiglia 1 famiglia 2
(rotazione)
famiglia 3
(riflessione)
famiglia 4
(rotazione
e riflessione)
Mandombe groupe1.png
gruppo 1
Mandombe na connect.png
na
Mandombe va connect.png
va
Mandombe sa connect.png
sa
Mandombe ta connect.png
ta
Mandombe groupe2.png
gruppo 2
Mandombe be connect.png
be
Mandombe de connect.png
de
Mandombe fe connect.png
fe
Mandombe ge connect.png
ge
Mandombe groupe3.png
gruppo 3
Mandombe ko connect.png
ko
Mandombe mo connect.png
mo
Mandombe lo connect.png
lo
Mandombe po connect.png
po
Mandombe groupe4.png
gruppo 4
Mandombe groupe4fam1i connect.png
wi
Mandombe groupe4fam2i connect.png
ri
Mandombe zi connect.png
zi
Mandombe yi connect.png
yi
Mazita ma zindinga Mandombe shu.png
shu
Mandombe dju.png
dju
Mandombe tshu.png
tshu
Mandombe ju.png
ju

Caratteri complessi[modifica | modifica wikitesto]

  • La prenasalizzazione delle consonanti è indicata componendo il carattere con una variazione di Mandombe groupe1.png «n» non unita alla vocale.
  • Le sillabe composte con «r» sono formate inserendo un segno Mandombe groupe1.png all'interno del mvuala consonantico.

Esempi di sillabe complesse[modifica | modifica wikitesto]

fenomeno mandombe trascrizione
dittongo Mandombe bie connect.png bie
Mandombe mwa connect.png mwa
nasalizzazione/consonante nasale finale Mandombe ken connect.png ken
prenasalizzazione Mandombe mbu connect.png mbu
gruppo di consonanti Mandombe pro connect.png pro
Mandombe plo connect.svg plo

Segni di punteggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Peculiare della scrittura mandombe è il punto di separazione tra le parole, che è scritto come un punto fermo della scrittura latina.

Per il resto i segni di punteggiatura corrispondono a quelli usati con l'alfabeto latino, ma sono resi graficamente in modo diverso. Al punto fermo corrisponde un segno a forma di vu rovesciata, ʌ, la virgola è resa una corta linea verticale, ı; i due punti ed il punto e virgola risultano da combinazioni dei precedenti, e cioè da due "ʌ" sovrapposte i due punti e da "î" il punto e virgola. Il punto di domanda ha la forma λ, simile a quella di una lettera greca lambda.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una variante semplificata della scrittura, detta sakwameso (e, in francese, diminutif), graficamente meno sviluppata in verticale e quindi più facilmente iscrivibile entro il rigo di scrittura. I sostenitori della scrittura mandombe hanno sviluppato anche una calligrafia a tratti geometrici, detta kimbangula.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Manifesto per una conferenza promozionale a Parigi: http://www.mandombe.info/affiche.htm .

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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