Alfabeto gotico

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L'alfabeto gotico è un sistema di scrittura alfabetico attribuito da Filostorgio ad Ulfila (conosciuto anche come Wulfila), usato esclusivamente per scrivere l'antica lingua gotica. Prima della sua creazione nel IV secolo, il gotico era probabilmente scritto con l'uso delle rune. Fu usato principalmente da Ulfila per tradurre la Bibbia in gotico. Sembra essere derivato dall'alfabeto greco ** con alcuni prestiti da quello latino. I nomi delle lettere derivano chiaramente da quelli delle rune.

    • Karl Lundinus afferma nelle sue opere che l'alfabeto gotico deriva dall'alfabeto getico (getae) vedi opere dello svedese Karl Lundinus es. De literis et lingua Getarum sive Gothorum, (Lyon, 1597), Zamolxis primus getarum Legislatura (1687) e altre

Le lettere[modifica | modifica wikitesto]

Storia dell'alfabeto

Media età del bronzo XIX secolo a.C.

Meroitico III secolo a.C.
Ogham IV secolo d.C.
Hangŭl 1443 d.C.
Sillabico canadese 1840 d.C.
Zhuyin 1913 d.C.

Sotto vi è una tabella con l'alfabeto gotico.[1] Due lettere usate nella sua traslitterazione non sono usate nell'alfabeto latino: þ (þiuþ, thorn) (che è tuttavia usato nella lingua islandese) e ƕ (hwair). Queste rappresentano rispettivamente i suoni th nell'inglese thin e la sorda wh.

Come nell'alfabeto greco, le lettere erano usate anche come numerali. Quando usate come numerali, le lettere erano generalmente scritte con un puntino o una barra posta sopra. Ci sono due numerali (rappresentanti 90 e 900) senza valore fonetico.

I nomi delle lettere sono registrati in un manoscritto del IX secolo di Alcuino (Codex Vindobonensis 795). Molti di questi sembrano essere forme gotiche di nomi che appaiono anche nei poemi runici. I nomi sono dati nella forma ricostruita delle parole gotiche, seguiti dall'ortografia della loro reale attestazione.


Lettera Traslitt. c.f. Nome IPA Valore numerico Entità XML
𐌰 a a Α ahsa / aza /a, aː/ 1 𐌰
𐌱 b b Β bairkan / bercna /b, β/ 2 𐌱
𐌲 g g Γ giba / geuua /ɡ/ 3 𐌲
𐌳 d d Δ dags / daaz /d, ð/ 4 𐌳
𐌴 e e Ε aiƕus / eyz /e, eː/ 5 𐌴
𐌵 q q Π qairþra (qairthra) / qertra /kʷ/ 6 𐌵
𐌶 z z Ζ ezec /z/ 7 𐌶
𐌷 h h H hagl / haal /h/ 8 𐌷
𐌸 þ þ, th Θ þiuþ (thiuth) / thyth /θ/ 9 𐌸
𐌹 i i Ι eis / iiz /i, iː/ 10 𐌹
𐌹̈ i i Ι eis / iiz /i, iː/ 10 
𐌺 k k Κ kusma / chozma /k/ 20 𐌺
𐌻 l l Λ lagus / laaz /l/ 30 𐌻
𐌼 m m Μ manna /m/ 40 𐌼
𐌽 n n Ν nauþs (nauths) / noicz /n/ 50 𐌽
𐌾 j j jer / gaar /j/ 60 𐌾
𐌿 u u urus / uraz /u, uː/ 70 𐌿
𐍀 p p Π pairþra (pairthra) / pertra /p/ 80 𐍀
𐍁 90 Ϟ 90 𐍁
𐍂 r r R raida / reda /r/ 100 𐍂
𐍃 s s S sauil / sugil /s/ 200 𐍃
𐍄 t t Τ teiws / tyz /t/ 300 𐍄
𐍅 w w Υ winja / uuinne /w, y/ 400 𐍅
𐍆 f f F faihu / fe /f/ 500 𐍆
𐍇 x x X iggws / enguz /kʰ/ 600 𐍇
𐍈 hw ƕ, hw ƕair / uuaer /ʍ/ 700 𐍈
𐍉 o o Ω oþal (othal) / utal /o, oː/ 800 𐍉
𐍊 900 Ϡ 900 𐍊


La maggior parte delle lettere sono rilevate direttamente dall'alfabeto greco, ma alcune lettere sono innovate per esprimere accuratamente la fonologia gotica; queste sono Gothic j.svg j, Gothic u.svg u (espressa in greco da un digramma ου), Gothic hw.svg ƕ, e Gothic q.svg q (è interessante che non è derivato dal greco qoppa, che figura meramente come numerale 90 Gothic 90.svg, ma è una variante di p p). þ þ, similmente al cirillico Ф, sembra derivato dal greco Φ piuttosto che da Θ. r r e s s sembra derivato dall'alfabeto latino piuttosto che dal greco. Ugualmente, la forma di f f è derivata dal latino F piuttosto che dal greco digamma, visto che prende il posto di Φ, non del digamma, nell'ordine alfabetico. x x è usato solo in nomi propri e prestiti contenenti la X greca (xristus "Cristo", galiugaxristus "ψευδόχριστος", zaxarias "Zaccaria", aivxaristia "eucaristia").

Riguardo ai valori numerici delle lettere, molti corrispondono a quelli dei numerali greci. q q prende il posto di digamma (6); j j prende il posto di ξ (60), u u che di ο (70) hw ƕ che di ψ (700).

Diacritici e punteggiatura[modifica | modifica wikitesto]

I diacritici e la punteggiatura usati nel Codex Argenteus includono due punti posti sulla i i, traslitterata come ï, in generale applicati per esprimere una dieresi, l'interpunto (·) e i due punti (:) così come delle linee superiori per indicare abbreviazioni scribali (come xaus per xristaus).

Codificazione dei caratteri[modifica | modifica wikitesto]

L'alfabeto gotico è codificato in Unicode nel raggio U+10330–U+1034F. Siccome i software più vecchi spesso assumono che tutti i punti codice di Unicode possano essere espressi come numeri a 16 bit (più piccoli di U+10000), possono incontrarsi dei problemi usando il raggio di Unicode comprendente l'alfabeto gotico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per una discussione dell'alfabeto gotico vedi anche Fausto Cercignani, The Elaboration of the Gothic Alphabet and Orthography, in “Indogermanische Forschungen”, 93, 1988, pp. 168-185.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Braune, Wilhelm (1952). Gotische Grammatik. Halle: Max Niemeyer.
  • Cercignani, Fausto, The Elaboration of the Gothic Alphabet and Orthography, in “Indogermanische Forschungen”, 93, 1988, pp. 168-185.
  • Dietrich, Franz (1862). Über die Aussprache des Gotischen Wärend der Zeit seines Bestehens. Marburg: N. G. Elwert'sche Universitätsbuchhandlung.
  • Friesen, Otto von (1915). "Gotische Schrift" in Hoops, J. Reallexikon der germanischen Altertumskunde, Bd. II. pp. 306–310. Strassburg: Karl J. Trübner.
  • Haarmann, Harald (1991). Universalgeschichte der Schrift. Frankfurt: Campus.
  • Jensen, Hans (1969). Die Schrift in Vergangenheit und Gegenwart. Berlin: Deutscher Verlag der Wissenschaften.
  • Kirchhoff, Adolf (1854). Das gothische Runenalphabet. Berlin: Wilhelm Hertz.
  • Streitberg, Wilhelm (1910). Gotisches Elementarbuch. Heidelberg: Carl Winter.
  • Weingärtner, Wilhelm (1858). Die Aussprache des Gotischen zur Zeit Ulfilas. Leipzig: T. O. Weigel.
  • Wright, Joseph (1910). Grammar of the Gothic Language. Oxford: Oxford University Press.
  • Zacher, Julius (1855). Das gothische Alphabet Vulvilas und das Runenalphabet. Leipzig: F. A. Brockhaus.


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