Lingua sindhi

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Sindhi (سنڌي , सिन्धी ,Sindhī)
Parlato in Pakistan, India
Persone 21 milioni[1]
Classifica 23
Scrittura Arabo, devanagari, gurmukhi
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue indoiraniche
  Lingue indoarie
Statuto ufficiale
Nazioni Pakistan Pakistan Sindh, Pakistan
India India
Regolato da Sindhi Language Authority (Pakistan)
Codici di classificazione
ISO 639-1 sd
ISO 639-2 snd
ISO 639-3 snd  (EN)
SIL snd  (EN)

La lingua sindhi (Sindhi: سنڌي , Urdu: سندھی , Devanagari: सिन्धी, Sindhī) è una lingua della famiglia linguistica indoaria parlata in Pakistan ed in India.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'edizione 2009 di Ethnologue, il sindhi è parlato da 18,5 milioni di persone in Pakistan, la maggior parte dei quali sono concentrati nell'omonima regione del Sindh. Altri 2,8 milioni di locutori si trovano in India. La lingua è attestata anche in altri paesi, in seguito all'emigrazione di questa popolazione.

Lingua ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Il sindhi ha carattere di ufficialità nella regione del Sindh, in Pakistan. Il governo pakistano emette le carte d'identità nazionali ai suoi cittadini solo in sindhi e in urdu.

È una delle 22 lingue ufficialmente riconosciute dall'allegato VIII della Costituzione dell'India.[2]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Il sindhi è una lingua della famiglia indoaria del ramo indo-iraniano della famiglia delle lingue indo-europee, anche se è rappresentata con segni di forte influenza dravidica. La sua principale influenza fu così una versione locale della forma parlata di sanscrito.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il sindhi diventa una lingua letteraria famosa tra il XIV e il XVIII secolo nel nord dell'India, allora già islamizzato. La prima traduzione del Corano in sindhi, secondo la tradizione islamica, è stata fatta nel 883 d.C.

Il primo dizionario inglese-sindhi è stato fatto nel 1849 utilizzando la scrittura devanagari.

Scrittura[modifica | modifica sorgente]

In Pakistan il sindhi è scritto in una variante dell'alfabeto persiano, il quale è stato adottato sotto l'incoraggiamento dei britannici quando il Sindh era sotto il loro controllo nel XIX secolo. L'alfabeto è di 52 lettere, rispetto al persiano ha aggiunto i digrafi e 18 nuove lettere ڄ ,ٺ ,ٽ ,ٿ ,ڀ ,ٻ ,ڙ ,ڍ ,ڊ ,ڏ ,ڌ ,ڇ ,ڃ ,ڦ ,ڻ ,ڱ ,ڳ ,ڪ per particolari suoni del sindhi e di altre lingue indo-arie. Alcune lettere distinte in arabo e persiano sono omofone in sindhi.

Vocabolario[modifica | modifica sorgente]

Il sindhi ha ereditato molte parole dal sanscrito, ma ha ricevuto anche numerosi prestiti dall'arabo e dal persiano. Fu influenzato anche dall'inglese. Oggi subisce una forte influenza dall'Urdu, mentre in India è influenzato dall'hindi, con prestiti da elementi sanscriti tatsam.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sindhi language at Ethnologue
  2. ^ Germano Franceschini e Francesco Misuraca, 1.11. Le lingue del diritto indiano in India: diritto commerciale, doganale e fiscale, Wolters Kluwer Italia, 2006, pag. 16, ISBN 8821723569.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]