Carattere lapidario romano

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Il carattere lapidario romano, chiamato anche capitale quadrata lapidaria e maiuscola elegante, è una forma di scrittura dell'antica Roma ed è all'origine delle maiuscole moderne dell'alfabeto latino.

Il lapidario romano veniva usato per le epigrafi; per imitazione venne usato anche nei manoscritti: si tratta della capitale quadrata o capitale libraria elegante[1]. Nell'uso quotidiano i latini usavano invece un corsivo conosciuto come capitale corsiva[2]. Ottimi esempi delle maiuscole quadrate usate per le iscrizioni possono essere osservate nel Pantheon, nella Colonna Traiana e nell'Arco di Tito, tutti monumenti situati a Roma. Raggiunge la sua forma classica fra la seconda metà del I secolo e il III secolo d.C., periodo comprendente i regni degli imperatori Augusto, Tiberio, Traiano, Adriano e Marco Aurelio.

Le maiuscole quadrate sono caratterizzate da linee nette, curve dolci, tratti sottili e spessi, angoli netti e dalla presenza delle grazie. Questo tipo di caratteri è denominato maiuscolo per distinguerlo delle controparti dette minuscolo come ad esempio il merovingio e il carolingio. Almeno fino al IV secolo i caratteri maiuscoli romani sono stati usati per le copie di lusso delle opere degli autori pagani, in particolare di Virgilio, autore degli unici tre manoscritti a noi giunti che utilizzano questo carattere (un esempio è il Vergilius Augusteus). Dopo il V secolo le maiuscole romane non vennero più usate tranne che per il titolo del libro e l'intestazione dei capitoli mentre il resto del testo era scritto ad esempio in capitale libraria onciale.

Capitale quadrata lapidaria presente sull'Arco di Tito (circa 81 d.c.), un esempio di maiuscola romana i cui caratteri erano originariamente in bronzo: si notano infatti i fori per inserire le lettere metalliche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esempio di "capitale libraria elegante" presente nella Papyrus Collection della University of Michigan.
  2. ^ Esempio di "capitale corsiva" presente nella Papyrus Collection della University of Michigan.

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