Scrittura beneventana

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Regola di San Benedetto, scritta a Montecassino nel tardo XI secolo

La scrittura beneventana è una grafia minuscola medievale, cosi chiamata in quanto originaria del ducato di Benevento nell'Italia meridionale. È stata anche chiamata scrittura langobarda (o longobarda o longobardisca) in quanto trae origine da territori abitati dai Longobardi (Langobardia Minor), e talvolta anche gotica; è stata denominata Beneventana per la prima volta dal paleografo Elias Avery Lowe.

Indice

[modifica] Storia

È associata con l'Italia a sud di Roma, ma è stata anche usata nei centri dalmati sotto l'influenza beneventana. Questa scrittura è stata usata approssimativamente dalla metà del VIII secolo fino al XIII secolo, anche se ne esistono esempi fino al tardo XVI secolo. I centri più importanti della Beneventana sono due: il Monastero di Montecassino e Bari. La grafia di Bari si sviluppò nel X secolo dalla grafia di Monte Cassino; entrambe erano basate sulla minuscola romana usata dai Longobardi. In generale, questa scrittura è molto spigolosa. In accordo con Lowe, la forma perfetta di questa scrittura fu quella usata nel XI secolo, quando Desiderio era abate di Monte Cassino, dopodiché inizio il suo declino.

[modifica] Caratteristiche

Le caratteristiche della beneventana comprendono molte legature e “tratti di connessione” - le lettere di una parola possono essere unite insieme da una linea, con delle figure oggi irriconoscibili. Le legature comprendono la lettera t che rassomiglia alla forma presente nella visigotica; la t può assumere molte forme a seconda della lettere con cui è legata. Le legature con le lettere e ed r sono anch'esse comuni. La e si può legare con la p con la legatura detta ad “asso di picche”. Nei primi esempi di beneventana, la lettera a ha un'apertura nella parte superiore, il che la rende simile alla lettera u; successivamente assomiglia a "cc" o "oc", con delle "code" discendenti sulla destra. Nella grafia di Bari, la lettera c ha una forma spezzata, e assomiglia alla forma beneventana della e. La e invece presenta un "braccio" mediano lungo in modo da distinguerla dalla c. La lettera d può presentare il tratto ascendente sia verticale sia piegato verso sinistra, mentre la lettera g rassomiglia alla forma onciale e la lettera i è molto alta e assomiglia alla l.

[modifica] Abbreviazioni scribali e punteggiatura

Questa scrittura ha alcune modalità di abbreviazioni e contrazioni particolari: similmente ad altre scritture latine, le lettere non inserite sono rappresentate da un trattino superiore (macron); la beneventana vi aggiunge a volte anche un punto. Esiste anche un simbolo simile al numero 3 o a una m obliqua usato quando la m viene omessa. In altre grafie vi è poca o nessuna punteggiatura, ma per la beneventana venne sviluppata la punteggiatura standard incluse le basi del moderno punto interrogativo. La beneventana condivide molte caratteristiche con la scrittura visigotica e la scrittura merovingica: probabilmente gli aspetti comuni sono dovuti alla comune origine dalla scrittura romana.

[modifica] Bibliografia

  • Francesco Bianchi/Antonio Magi Spinetti: BMB. Bibliografia dei manoscritti in scrittura Beneventana, Roma 1993 ff.
  • Giulio Battelli: Beneventana, scritture e miniatura, in: Enciclopedia Cattolica II, Città del Vaticano 1949, p. 1617-1618.
  • (EN) Virginia Brown: A second new list of beneventan manuscripts, in: Studi medievali 40 (1978), p. 239-289
  • Guglielmo Cavallo: Rotoli di Exultet dell'Italia meridionale, Bari 1973.
  • Guglielmo Cavallo: Struttura e articolazione della minuscola beneventana tra i secoli X - XII, in: Studi medievali 3. ser. 11 (1970), p. 343-368.
  • Alfonso Gallo: Contributo allo studio delle scritture meridionali nell'alto medioevo, in: Bollettino dell'Istituto Storico Italiano 47 (1931), S. 333-350.
  • (EN) Elias Avery Lowe: The Beneventan Script. A history of the south Italian Minuscule, Oxford 1914.
  • (EN) Elias Avery Lowe: Scriptura beneventana. A history of the South Italian minuscule, 2 vol., Oxford 1929.
  • (EN) Elias Avery Lowe: A new list of beneventan manuscripts. In: Collectanea Vaticana in honorem A. M. card. Albareda, Città del Vaticano 1962 (Studi e testi 220), p. 211-244 = ders., Palaographical Papers II, Oxford 1972, p. 417-479.
  • (EN) Elias Avery Loew [=Lowe]: The Beneventan Script, 2 Bde., 2. Aufl., Roma 1978 - 1980.
  • (EN) Francis Newton: Fifty Years of Beneventan Studies, in: AfD 50 (2004), p. 327-346.
  • Viktor Novak: Scriptura Beneventana, Zagabria 1920

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