Lingua romanza di Pannonia

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Pannonico
Parlato in attuale Ungheria
Periodo estinta dal X secolo d.C.
Classifica estinta
Filogenesi Lingue indoeuropee
 lingue romanze
  Pannonico
   (http://multitree.linguistlist.org/codes/lat-pan)

Romanzo di Pannonia era una lingua neolatina molto probabilmente usata nell'antica Pannonia dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente. Si estinse all'incirca ai tempi di Carlo Magno.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dove in nero viene evidenziata la "Romania submersa", ossia le regioni dell'Impero Romano dove il neolatino è scomparso dopo alcuni secoli, mostrando anche l'area ungherese

Il "Romanzo di Pannonia" (detto anche lingua pannonica) è una lingua romanza estinta come il Romanzo d'Africa ed il Romanzo britannico che si sviluppò nella provincia romana della Pannonia probabilmente dal quinto al nono/decimo secolo.

« At Fenekpuszta (Keszthely)..excavations have brought to light a unique group of finds that suggest not only Christians but Romans too.....There are finds such as a gold pin with the name BONOSA proving that some ethnic group of Roman complexion (and language) remained at Fenekpuszta (after the barbarian invasions) (A Keszthely degli scavi hanno portato alla luce un gruppo di oggetti che ricordano non solo i cristiani ma anche i Romani....Vi è stata rinvenuta una fibula d'oro con scritto "BONOSA" che prova come un gruppo etnico con caratteristiche (linguistiche) romane rimase a Fenekpuszta (Keszthely) dopo le invasioni barbariche)[1] »

Lingue collegate[modifica | modifica wikitesto]

Immagine di una ragazza della Pannonia romanizzata del sesto secolo, con ornamenti della Cultura di Keszthely

La lingua pannonica viene considerata una lingua romanza con radici celtiche[2].

Il linguista italiano Carlo Tagliavini[3] la considera una delle lingue romanze balcaniche con maggiore similitudine al trace, con cui ha compartito la sorte estinguendosi prima del mille.

Julius Pokorny ha derivato il nome Pannonia dall'illirico, rifacendosi alla radice indoeuropea pen, che significa "palude, acquitrino" (in riferimento alle zone paludose del Danubio nella pianura pannonica)[4].

Esiste la possibilità che il Romanzo pannonico fosse collegato alla lingua romanza parlata nel Norico e nella Retia, per via del substratum celtico proveniente dalla comune Cultura di Hallstatt (e Cultura di La Tène) precedente all'epoca romana.

Del resto da ritrovamenti recenti risulta essere stata presente nell'area di Salisburgo una comunità romanza dedita allo sfruttamento del sale nell'area occidentale dell'attuale Austria dal sesto secolo e fino al mille all'incirca.

« Battisti faceva rilevare, come anche Bosl e Mayerthaler, che fino al IX/X secolo sull'altipiano bavarese e nelle Prealpi bavaresi convivevano popolazioni romanze e germano-alemanne che parlavano una lingua (proto) ladina[5] »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Colla caduta dell'Impero romano d'Occidente la Pannonia fu devastata dalle invasioni barbariche, a cominciare da quelle di Attila che spopolarono la fertile pianura del Danubio intorno alle colonie romane di Aquincum (attuale Budapest), Savaria (sulla via dell'ambra) e Sopiana (Pecs).

Dopo l'arrivo degli Avari nella pianura pannonica, nel VI secolo rimasero solo piccoli nuclei di popolazioni di lingua latina, concentrati in luoghi fortificati intorno al lago Balaton nell'attuale Ungheria occidentale. Questi nuclei erano ancora presenti nel nono secolo, secondo quanto scrive la linguista Roxana Curcă, quando arrivarono i Magiari nella pianura ungherese[6].

Resti di Aquincum (Budapest)
Gruppi di lingue romanze nei Balcani. In blu l'estinta lingua pannonica, la lingua della Cultura di Keszthely[senza fonte]

Le poche testimonianze di queste popolazioni ci vengono principalmente dalla Cultura di Keszthely, sviluppatasi in un castrum romano vicino all'antica città "Valcum" dove sono stati rinvenuti oggetti artigianali e necropoli del VI e VII secolo. Lo stesso nome Keszthely ha la stessa radice di castrum[7].

Altri luoghi abitati dalle popolazioni romanze dopo il V secolo sono le attuali città ungheresi Pécs, Tokod, Sopron, Szombathely, Dunaújváros, dove sono state trovate numerose reliquie cristiane con iscrizioni in latino.

La "Cultura di Keszthely" ci ha lasciato lavori artigianali di grande qualità, che servivano ai re ed all'aristocrazia dei dominatori Avari. Questa continuità di villaggi neolatini si nota nella toponimia dell'area di Keszthely-Fenékpuszta e del lago Balaton.

Il linguista ungherese Oswald Szemerényi scrisse che "l'organizzazione della chiesa cristiana si mantenne fino alla fine del settimo secolo in Pannonia, e dopo sopravvisse in semplici forme popolane"[8]. I Franchi di Carlomagno, quando sconfissero gli Avari e conquistarono la Pannonia nel 796, vi trovarono dei preti cristiani che non avevano gerarchia ecclesiastica e che praticavano il cristianesimo usando un latino volgare.

Nel decimo secolo gli ultimi abitanti di lingua pannonica furono assimilati dai sopraggiunti popoli slavi e magiari, secondo lo storico Alexandru Magdearu nel suo Românii în opera Notarului Anonim. Questo storico inoltre vi afferma che: "Una migrazione dall'area del fiume Timok (Serbia) viene registrata nell'818. Si suppone che vi parteciparono anche delle popolazioni romene.

Questo spiega la presenza di Romeni in Pannonia dal nono secolo, come una popolazione differente dai resti della locale popolazione romanica, la cui lingua pannonica scomparve nel decimo secolo"[9].

Non ci restano tracce scritte della lingua pannonica, come nel caso del tracio romanizzato del secolo IV. Le uniche evidenze di questa lingua ci vengono dai toponimi (come Keszthely, che probabilmente viene dal pannonico "chestei").

Non bisogna confondere questa lingua romanza con una variante della lingua rutena, chiamata da alcuni linguisti slavi (come Mikola Kočiš) "lingua pannonica rutena".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Romani a Kezsthely (Fenekpuszta) nel sesto e settimo secolo (Google book)
  2. ^ Mommsen, Theodore:"... La popolazione della Pannonia era di origine parzialmente celtica e non oppose difficoltà alla sua romanizzazione"
  3. ^ Tagliavini, Carlo. Le origini delle lingue neolatine
  4. ^ Pokorny, Julius.Indogermanisches Etymologisches Worterbuch
  5. ^ "Le Alpi per l'Europa", di Edoardo Martinengo (Google Book) p.215
  6. ^ La storica rumena Roxana Curcă scrive che i romanizzati Pannoni, quando arrivarono gli ungari, parlavano una propria lingua pannonica: "...Qui abbiamo (in Gesta Hungarorum di Anonimus: Quem terram habitarent sclavij, Bulgarij et Blachij, ac pastores romanorum) la chiara evidenza è che quando le tribù ungare invasero la Pianura pannonica, trovarono quattro popolazioni che vivevano lì: gli Slavi, i Bulgari, i Pannoni romanizzati (chiamati pastores romanorum, che parlavano la loro lingua pannonica) ed i Valacchi
  7. ^ Il nome "Keszthely" si pronuncia "chestei", in forma molto simile a come la parola "castelli" viene detta in ladino friulano e veneto giuliano. Questo fa pensare che sia originato dal romanzo parlato dai pannoni romanizzati e "passato" all'attuale nome ungherese per assimilazione linguistica ("loanword"), per cui può essere -almeno ipoteticamente- un vocabolo della lingua pannona.
  8. ^ Szemerény, Oswald. Studies in the Kinship Terminology of the Indo-European Languages
  9. ^ Magdearu, Alexandru. Românii în opera Notarului Anonim

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Magdearu, Alexandru. Românii în opera Notarului Anonim. Centrul de Studii Transilvane, Bibliotheca Rerum Transsylvaniae, XXVII. Cluj-Napoca 2001.
  • Martinendo, Edoardo. Le Alpi per l'Europa: una proposta politica. Editoriale Jaca Book. Milano, 1988 ISBN 88-16-95049-8
  • Mommsen, Theodore. The Provinces of the Roman empire. Barnes & Noble Books. New York 2003
  • Remondon, Roger. La crise de l’Empire romain. Collection Nouvelle Clio – l’histoire et ses problèmes. Paris 1970
  • Szemerény, Oswald. Studies in the Kinship Terminology of the Indo-European Languages. Leiden 1977
  • Tagliavini, Carlo. Le origini delle lingue neolatine. Patron Ed. Bologna 1982

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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